Boudet Mario

Mario Boudet nasce a Bologna il 20 novembre 1931 e si laurea alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “Sapienza” nel 1962; nello stesso anno consegue l’abilitazione all’esercizio della professione iscrivendosi all’Albo dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia con la matricola n. 1466.

L’esperienza professionale è distinguibile in due grandi periodi di attività, fino al 1967 e dal 1967 in poi, che pur avendo un denominatore comune sono svolti secondo diverse modalità. Il denominatore comune di tutta l’attività è il tipo della committenza che è quasi esclusivamente rappresentata da Organismi pubblici locali e statali, italiani e stranieri, trattandosi sempre di opere di grande interesse sociale e culturale.

Nel periodo che arriva al 1967 l’attività è attuata in forma di prestazioni professionali indipendenti, con struttura propria a Roma, in via Margutta. Sono anni di concorsi e studi. In particolare, si segnala la progettazione e realizzazione della Mostra critica delle opere Michelangiolesche allestita insieme a P. Portoghesi, V. Giogliotti e L. Rubino a Roma nel Palazzo delle Esposizioni. Successivamente, nominato segretario generale del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Michelangiolesche, organizza un congresso internazionale di studi su Michelangelo e partecipa alla produzione di un lungometraggio sull’opera di Michelangelo; la regia è di Carlo Ludovico Ragghianti e l’opera è presentata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Nel 1963 partecipa e vince il concorso nazionale per la progettazione del nuovo Policlinico di Napoli, con C. Cocchia (capogruppo), F. Cocchia e O. Frazzi, seguendo anche la progettazione esecutiva fino alla realizzazione. Quest’opera può essere considerata come una delle maggiori opere pubbliche costruite in Italia in quegli anni. Riguarda un imponente complesso di opere comprendente diciannove istituti clinici, nove istituti biologici, tre istituti anatomici, il centro direzionale, laboratori centralizzati e servizi.

Sono anni questi anche di attività universitaria e di ricerca ed è assistente presso la Facoltà di Architettura dell’Università “Sapienza” di Roma. Svolge su commissione del Consiglio Nazionale delle Ricerche uno studio sulla ristrutturazione dei centri storici, conducendo un’analisi del Rione Regola-Campitelli di Roma. Quest’analisi è caratterizzata da un confronto della trama urbana originaria con quella attuale, da un esame della situazione catastale e della struttura dei servizi.

Dal 1967 in poi inizia un periodo di collaborazione all’interno di grandi strutture operative, Società tecniche, Ministero degli Esteri (cooperazione tecnica), Enti governativi e Nazioni Unite (UNDP). E’ in questo secondo periodo che può approfondire le grandi tematiche della programmazione e gestione del territorio a tutti i livelli, nazionale, regionale, locale, fino al problema specifico della città. La sua attività nel campo della pianificazione territoriale lo porta ad elaborare: metodologie per l’inventariazione, la classificazione e la valutazione delle risorse territoriali; metodologie per la programmazione razionale degli interventi in relazione allo sviluppo delle attività del tempo libero a livello regionale e di dettaglio; studi per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e ambientale; metodologie per l’attuazione di Piani Regolatori Generali e di dettaglio. Queste metodologie sono sviluppate ed applicate per la stesura di molti piani e studi, ai quali partecipa con responsabilità diretta come nel progetto Juzni Jadran nell’ex Yugoslavia, che è il piano di sviluppo fisico del Sud Adriatico yugoslavo, una regione che comprende tutta la fascia costiera che si sviluppa da Makarska, a sud di Split (Croazia), fino al confine con l’Albania, interessando una superficie di circa 12.000 chilometri quadrati e una popolazione iniziale di circa 600.000 abitanti. In questa regione sono compresi 24 Comuni che ricadono all’interno di tre Repubbliche.
La Banca Mondiale designa le Nazioni Unite quale organo esecutivo del progetto che viene attuato mediante l’Agenzia dell’ONU – UNDP (United Nations Development Programme). Il progetto consiste inizialmente nella redazione del Piano Regionale, di quattro Piani Regolatori Generali e di otto Piani Particolareggiati ai quali sono aggregati, in seguito al successo ottenuto dall’iniziativa, il Piano Regionale del Nord Montenegro e della Macedonia, il Piano per lo sviluppo industriale del Montenegro, il Piano per lo sviluppo del porto industriale di Bar, nonché il Piano Regolatore Generale di Boka Kotorska. Il programma di sviluppo è formulato a breve-medio e lungo termine su un periodo di circa 20-25 anni ed è finalizzato a una crescita equilibrata dell’economia regionale in tutti i suoi elementi componenti (attività produttive, servizi sociali, infrastrutture etc.) con marcato rilievo allo sviluppo del settore turistico e dei suoi effetti sul complesso degli altri settori sociali ed economici.
L’intero progetto deve raggiungere, sulla base delle regole procedurali dell’UNDP, un sufficiente grado di approssimazione ai fini di una precisa politica degli investimenti.

Una volta concluso il piano per il Sud Adriatico la medesima metodologia è applicata all’Alto Adriatico con il progetto Gornji Jadran, partendo da un piano regionale che interessa le due Repubbliche di Croazia e Slovenia.

In Libano mette a punto uno studio di pre-investimento per la realizzazione della stazione balneare e turistica a sud di Tir. Questo piano, svolto in cooperazione tecnica tra il Ministero degli Esteri ed Governo locale, anche se non ha attuazione pratica, va citato in quanto costituisce uno dei primi modelli metodologici di riferimento adottati dalla Banca Mondiale per la valutazione dei programmi di pre-investimento nel settore dell’economia turistica.

Nel 1970, redige il Piano Urbanistico dello Stato di Rio de Janeiro, Brasile. Compila, negli stessi anni, il Piano di Sviluppo della Regione di Man su incarico della Presidenza della Repubblica della Costa D’Avorio.
Dal 1968 al 1974 fornisce la propria consulenza al Governo del Venezuela per l’elaborazione del Piano Nazionale di sviluppo turistico e di un Piano regionale. Successivamente, è assunto per un anno dalla Corporacion Nacional de Turismo, quale consulente della divisione di pianificazione territoriale; qui, oltre a formare e coordinare un’équipe locale interdisciplinare di tecnici ad alto livello di specializzazione, porta a compimento diversi piani e partecipa all’elaborazione di una serie di decreti legge, in gran parte approvati, riguardanti la disciplina urbanistica, la salvaguardia delle risorse naturali rinnovabili e la formazione di parchi nazionali. Dal 1974 al 1976 è impegnato per lo più in Francia; qui collabora allo sviluppo della città di Créteil, che, capoluogo dal 1955 della Val-de-Marne, ha subito una rapida crescita di popolazione. Il centro di questa città è la “Nuova Créteil”, tutta da creare ex novo in una zona prima destinata alle cave di ghiaia. La sua collaborazione allo sviluppo di questa città permette di approfondire la conoscenza dei problemi urbani, quali si presentano non solo durante la formulazione dei programmi, ma anche, e soprattutto, nelle fasi della realizzazione e della gestione. A Marcilly-sur-Eure, invece, si occupa della sistemazione di una cava di ghiaia. Questo progetto, sottomesso all’approvazione del Tribunale Amministrativo Regionale, è elaborato in conformità alle recenti norme legislative francesi, che hanno modificato la legislazione mineraria, rendendola più severa in materia di approvazioni. Il progetto si basa, oltre che sull’applicazione di tecniche sofisticate, sui principi della progettazione evolutiva del paesaggio e della valorizzazione del sito sul modello di esempi tratti da esperienze condotte in Inghilterra, Germania e Olanda.

Dal 1980 al 1990, è membro della Commissione Regionale Consultiva per le cave e torbiere del Lazio ed autore di numerosi progetti di coltivazione e recupero ambientale e paesaggistico di cave in diverse Regioni italiane.

Tornato in Italia, e dopo aver vinto un concorso indetto dal Comune di Guidonia Montecelio (Roma), è consulente fino al 1985 per il coordinamento e l’attuazione del Nuovo Piano Regolatore. Trasferisce quindi lo Studio professionale definitivamente a Guidonia e svolge altre consulenze in materia urbanistica per i Comuni di Tivoli e Roviano (Roma) e, dal 2012 al 2015, è CTU presso il Tribunale Ordinario di Tivoli.

Negli anni 1995-96 pubblica sul settimanale Hinterland. Il diritto alla città, 26 articoli riguardanti la situazione urbanistica dell’area ad Est di Roma.

Elabora, infine, con la collaborazione dell’arch. Rosanna Carovana, una metodologia sull’impatto ambientale presentata al Primo Congresso Nazionale sull’impatto ambientale tenuto all’Università di Bologna.

 

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Immagini di alcune delle opere più significative: