Le Assemblee Generali degli Iscritti

Archivio storico dell’Ordine

 

Maria Miano

I verbali sotto riportati sono l’esatta trascrizione di quelli contenuti nei manoscritti “Verbali delle Assemblee dal 10-2-1938 al ? [sic] ”, “Verbali delle sedute del Consiglio 1944-1949” “Verbali delle Assemblee 28 gennaio 1945 – 7 giugno 1952” e “Verbali delle Assemblee 11 luglio 1952 – 15 ottobre 1964” per cui le abbreviazioni, l’indicazione della sola iniziale di un nome, eventuali refusi o annotazioni aggiunte – corretti, quando possibile, con note del trascrittore [NdT] o evidenziati con il [sic] – o quant’altro di poco comprensibile è dovuto al testo stesso che si è rispettato fedelmente, anche in considerazione dell’uso linguistico del tempo.

Il primo resoconto di un’Assemblea generale degli iscritti all’Ordine di Roma che si trova tra i documenti manoscritti custoditi all’Acquario Romano è contenuto nel Registro “Assemblee dal 10/02/1938 al ?”; lo strano titolo scritto sull’etichetta della copertina trova spiegazione all’interno del Registro stesso che, in effetti, contiene un solo verbale: quello della seduta del 10 febbraio 1938. Non possiamo però ritenere che la prima Assemblea del nostro Ordine si sia tenuta in tale data, anche perché già il Regio Decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 (Regolamento per le professioni di ingegnere e architetto) agli artt. 26 – 28 prevedeva la convocazione periodica degli iscritti, regolandone il funzionamento e lo scopo. In questa seduta, e in ottemperanza a quanto disposto dal suddetto decreto, si presentano i conti consuntivo 1937 e preventivo 1938 e, soprattutto, si procede all’elezione dei membri del Direttorio del Sindacato Interprovinciale Fascista Architetti del Lazio che da lì a poco avrebbe sostituito la Giunta nella tenuta dell’Albo. I risultati dell’elezione, avvenuta all’unanimità e per acclamazione, registrano la scelta di Plinio Marconi a Segretario e degli architetti Luigi Franzi, Luigi Giovenale e Terzo Polazzo a Sindaci. Tra gli altri membri eletti si fa notare il nome di Adalberto Libera, perché egli non era ancora iscritto all’Albo di Roma e Provincia, ma apparteneva a quello della Venezia Tridentina e la sua iscrizione per trasferimento sarà deliberata solo il 15 febbraio 1940, nella stessa seduta nella quale si dispone la cancellazione degli architetti di razza ebraica; il nuovo iscritto, ma già membro del Direttorio, apporrà la sua firma in calce a detto “famoso” verbale. Caso unico questo dell’architetto Libera, infatti tutti gli altri nove membri del Direttorio risultano già iscritti all’Albo. Bisognerà aspettare ben sei anni prima di leggere un altro verbale di Assemblea ed in particolare il verbale della seduta del 14 agosto 1944: gli anni della guerra hanno segnato la vita del Paese e tutto è in rapida trasformazione anche per il nostro Ordine che si presenta profondamente mutato nella sua organizzazione interna. La Giunta e il Direttorio sono ormai consegnati alla storia e la convocazione dell’Assemblea è fatta da un Comitato Provvisorio i cui membri formeranno il Consiglio provvisorio dell’Ordine, in seguito a decisione presa all’unanimità nella successiva riunione del 28 agosto. In tale Assemblea l’arch. Alfredo Scalpelli, membro del Comitato e futuro primo Presidente dell’Ordine comunicherà all’Assemblea riunita “… l’avvenuta costituzione di fatto dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. …” dando così piena attuazione a quanto avevano previsto fin dagli anni ‘20 la legge 24 giugno 1923, n. 1395 e il successivo, già citato, Regolamento. Il primo Consiglio dell’Ordine è eletto in seconda convocazione dall’Assemblea del 4 febbraio 1945 alla presenza di n. 136 iscritti (su n. 464 iscritti all’Albo) che votano gli architetti: Antonio Petrilli (119 voti), Alfredo Scalpelli (103 voti), Mario Ghedina (88 voti), Luigi Pasquarelli (79 voti), Amos Mainardi (73 voti) e Mario Zanetti (71 voti); il ballottaggio per il settimo membro elegge l’arch. Beniamino Barletti. Così tra il finire dell’anno 1944 e gli inizi del 1945 il Consiglio provvisorio esaurisce il suo breve mandato e si giunge all’elezione del primo Consiglio; i verbali manoscritti di queste assemblee “di transizione” sono contenuti nel Registro “Verbali delle sedute del Consiglio (1944-1949)”, ma a partire dal 1945 avranno registri separati.

 

 

REGISTRO N.6

REGISTRO N.7

REGISTRO N.8