FASCICOLI DEGLI ISCRITTI

Archivio storico dell’Ordine

 

Schermata 2017-03-20 alle 12.09.13LE CARTELLE CONSERVATE NELL’ARCHIVIO STORICO DELL’ORDINE

Maria Miano
Nell’Archivio storico dell’Ordine, oltre ai manoscritti dei verbali degli Organismi Direttivi (Giunta, Direttorio e Consiglio) e quelli delle Assemblee degli iscritti, sono state riordinate le cartelle, una per ogni iscritto, per l’intervallo temporale considerato (1926-1956). È utile precisare che appartengono alla sezione “storica” dell’Archivio i fascicoli dei professionisti che, oltre ad avere anno di iscrizione che rientra nel suddetto arco temporale, sono stati qui “trasferiti” dall’Archivio corrente quando risultati deceduti; tale condizione è di norma attestata da un atto ufficiale quale il certificato di morte che gli eredi hanno inviato all’Ordine o che gli uffici amministrativi hanno ottenuto inviando richiesta al competente ufficio dell’Anagrafe in occasione dei periodici aggiornamenti. Il lavoro di riordino è consistito nel sistemare all’interno di faldoni (buste) i fascicoli (cartelle) di ciascun iscritto, avendo cura di seguire la sequenza ordinata delle matricole; queste ultime sono i numeri di iscrizione all’Albo che vengono assegnati a ciascun richiedente, seguendo, come prevede l’art. 3 del R.D. 23 ottobre 1925 n. 2537, l’ordine alfabetico. Nel condurre questa paziente operazione, l’arch. Milena Cosenza si è trovata di fronte a varie problematiche tra le quali la più grave, perché non risolvibile, è stata la mancanza di alcune cartelle che ha creato dei vuoti nella sequenza ordinata. La perdita della documentazione può essere imputata a diverse cause, tra cui, ad esempio, la distruzione causata dalla guerra e gli smarrimenti successivi dovuti ai numerosi traslochi che la sede dell’Ordine ha subito nel tempo. Inoltre bisogna considerare che nel periodo storico di cui trattasi era prassi, in caso di richiesta di trasferimento di un iscritto ad altro Ordine, inviare a quest’ultimo l’intera documentazione originale. Per questi casi sono anche stati fatti tentativi di richiesta di copia del fascicolo all’Ordine di destinazione, quando questo è stato individuato, considerando che nel frattempo gli ambiti territoriali di competenza sono mutati profondamente (es.: il vecchio Ordine del Piemonte è oggi articolato in più Organi provinciali); questi tentativi hanno, però, il più delle volte, dato esito negativo. Un esito più confortante hanno dato i tentativi di colmare alcune lacune nei dati, di correggere errori di trascrizione e di risolvere incongruenze che la disamina dei documenti ha messo in luce; in questo caso sono stati utili i controlli incrociati fatti anche con l’aiuto di altre fonti, come le coeve edizioni della Guida Monaci (della quale sono state consultate le annate 1931-35, 1938, 1940-42 e 1947-50), e il volume La facoltà di architettura di Roma nel suo trentacinquesimo anno di vita: anno accademico 1954/55, pubblicato nel 1955 dal prof. Luigi Vagnetti. L’apporto più significativo è stato comunque fornito dall’attenta lettura dei verbali dell’Organo direttivo nei quali, almeno a partire dal 16 ottobre 1930 (data della prima seduta della Giunta), si leggono tutti i dati sulla tenuta dell’Albo e sui relativi movimenti interni. Poiché si è riscontrato che non sempre l’assegnazione delle matricole ai nuovi iscritti avveniva secondo un rigoroso ordine cronologico ed alfabetico e che, a volte, le matricole che si liberavano in seguito a cancellazione sembrano anche essere state riassegnate, non è stato possibile attribuire con certezza i fascicoli mancanti ai richiedenti l’iscrizione citati ordinatamente nei verbali; tuttavia il riscontro con quanto contenuto nei registri dei verbali ha permesso di formulare fondate ipotesi  circa l’assegnazione dei nominativi ai fascicoli mancanti. Tali ipotesi sono contenute in note sintetiche poste a corredo delle trenta tabelle, una per ciascuna busta, che riportano in forma di elenco (ordinato per numero di matricola e anno di iscrizione) dai 30 ai 35 fascicoli contenuti in ciascuna di dette buste. Per il dettaglio dei fascicoli contenuti nelle buste si vedano le tabelle a destra (Buste 1 – 30), per la corretta comprensione delle quali, oltre a quanto contenuto nelle note, sono opportune le seguenti precisazioni alla legenda:

Fascicolo/matricola mancante
Sono state così evidenziate le posizioni, nella sequenza ordinata delle matricole, alle quali non corrisponde alcun documento; solo per alcune di esse, e grazie ai riscontri con gli altri documenti disponibili, è stato possibile formulare ipotesi sulla originaria attribuzione di tali matricole.

Fascicolo con refusi
Sono i fascicoli che contengono documenti con errori di trascrizione e/o dati non concordanti con gli altri documenti contenuti nel fascicolo stesso, o discordanti da quanto è possibile ricavare dalla lettura dei verbali.

Fascicolo in archivio corrente
Sono i fascicoli che appartengono agli iscritti nel periodo esaminato e che risultano viventi, o comunque per i quali non sia stata data all’Ordine notizia ufficiale di eventuale decesso, anche se di fatto cancellati per dimissioni, per trasferimento o altra procedura.

Fascicolo non originale
Sono stati così indicati i fascicoli evidentemente sostituiti o perché gli originali erano gravemente danneggiati o perché andati perduti. In molti casi all’interno di questi sono custoditi i documenti originali dell’iscritto; a volte, ma più raramente, vi si trova solo la scheda a stampa dell’archivio informatizzato dell’Ordine.

Matricola doppia
Sono stati così evidenziati i fascicoli di iscritti ai quali, a seguito di cancellazione e successiva reiscrizione, è stato attribuito un nuovo numero di matricola; il fascicolo rimaneva lostesso e la nuova matricola era annotata sulla copertina dello stesso. Tale prassi non è sempre stata seguita e, a volte, al richiedente veniva riassegnata la matricola originaria. Tale operazione di riorganizzazione della documentazione posseduta, che ha comportato la disamina dei fascicoli degli iscritti dalla matricola n. 1 (appartenente a Guido Venzo) alla n. 1014 (spettante a Manfredi Nicoletti), ha condotto ai seguenti risultati sul totale:

  • n. 44 fascicoli/matricole mancanti (si veda in proposito la Tabella n. 5);
  • n. 37 fascicoli con refusi;
  • n. 188 fascicoli in archivio corrente;
  • n. 83 fascicoli non originali;
  • n. 10 matricole doppie.
  • Il contenuto delle cartelle

La documentazione contenuta nei fascicoli, molti dei quali, e almeno fino alla metà degli anni ‘40, recano in copertina l’intestazione dell’Unione Provinciale Fascista dei Professionisti e degli Artisti con consueto fascio littorio, varia in considerazione del periodo storico considerato che, sebbene non particolarmente lungo, è stato caratterizzato da un continuo mutare di eventi e di scenario. Insieme ai documenti che ancora oggi rappresentano il “corredo” degli iscritti all’Ordine, anche perché le norme fondamentali (Legge 24 giugno 1923, n. 1395 e relativo regolamento) che ne richiedono la presentazione insieme alla domanda di iscrizione, sono ancora vigenti, è possibile trovare in alcuni fascicoli preziose testimonianze di quel particolare periodo che la seconda guerra mondiale ha segnato negli anni immediatamente precedenti ed in quelli subito successivi.
Ecco quindi che in alcuni di essi, e non serve specificare a quali anni si riferiscono, è possibile trovare, ad esempio, il “certificato della razza” con il quale il richiedente attestava la propria fede e quella di entrambi i genitori, e/o il documento sul quale era riportato lo stato di famiglia con la specifica del sesso dei figli e della loro eventuale maggiore età. Fatta eccezione per i pochissimi casi in cui l’unico documento contenuto nel fascicolo è la scheda amministrativa stampata direttamente dall’Archivio informatizzato, all’interno sono custoditi documenti che la prassi amministrativa richiedeva dal momento dell’iscrizione fino a quello della cancellazione (per dimissioni, trasferimento o decesso); quindi, in aggiunta alla scheda personale che ciascun richiedente era tenuto a compilare e a consegnare all’autorità deliberante e alla  domanda redatta in molti casi a mano, nella gran parte delle cartelle sono presenti i documenti previsti dall’art. 7 del R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, e cioè:
a) certificato di nascita;
b) certificato di cittadinanza italiana o certificato dello Stato avente trattamento di reciprocità con l’Italia;
c) certificato di residenza;
d) certificato generale del casellario giudiziale;
e) certificato attestante il superamento dell’esame di Stato;
f) dichiarazione di non essere iscritto né di aver fatto domanda di iscrizione in altro Albo d’ingegnere o di architetto.

A questi si accompagna spesso una documentazione integrativa che varia di caso in caso: la maggior parte dei fascicoli degli iscritti fino al 1930 contengono anche il decreto del Tribunale che ne disponeva l’iscrizione e in altri vi sono i certificati delle Scuole Superiori (poi Facoltà) che hanno rilasciato il titolo di studio e/o l’abilitazione all’esercizio della professione; e questo per quanto riguarda l’iscrizione. È possibile inoltre trovare documentazione a carattere amministrativo generale (es.: circolari di convocazione delle Assemblee degli iscritti) o più personale (comunicazioni dell’Organo Direttivo all’iscritto, ricevute dei versamenti delle quote annuali, raramente un breve curriculum vitae). Infine si trovano i documenti che attestano la cessazione volontaria del rapporto con l’Ordine (per dimissioni o per trasferimento) o per avvenuto decesso. Tale ultima condizione è a volte, e soprattutto in caso di iscritti “famosi”, documentata anche dal necrologio pubblicato sui quotidiani; di norma è presente l’apposito certificato trasmesso dagli eredi, o ottenuto d’ufficio. La presenza del timbro dell’iscritto e/o del suo tesserino non è molto frequente, anche perché, secondo quanto dichiarano i dimissionari, in molti casi non ne erano mai venuti in possesso; mentre è frequente la presenza della scheda sulla quale veniva di anno in anno aggiornata la posizione amministrativa (pagamento delle quote) e che spesso è corredata di una foto tessera.

ESTRATTO DEL VOLUME “LE CARTELLE DEGLI ISCRITTI”