L’organismo Direttivo

Archivio storico dell’Ordine | Registri dei verbali

 

Forse sarebbe più corretto indicare questa sezione “Gli Organismi Direttivi” perché dalla costituzione dell’Ordine a seguito della legge 24 giugno 1923, n. 1395 e del R. D. 23 ottobre 1925, n. 2537 a oggi si sono succedute quattro strutture direttive diverse.

La Giunta per la tenuta dell’Albo degli Architetti, come conseguenza del D. M. 19 luglio 1930, che di seguito chiameremo Giunta, di cui sono conservati nella sede dell’Ordine, nonché Casa dell’Architettura a piazza Manfredo Fanti a Roma, i verbali delle riunioni a iniziare da quella insediativa del 16 ottobre 1930 fino a quella del 15 febbraio 1940.

Il Direttorio del Sindacato Interprovinciale Fascista Architetti che dal 22 ottobre 1936 si sovrappone alla Giunta per la Tenuta dell’Albo esautorandola completamente prima, di fatto, e poi anche formalmente dal 3 gennaio 1939, come si legge nel verbale della seduta del 26 gennaio, quando, “in forma solenne”, la tenuta degli Albi è trasferita dalla Giunta al Direttorio del Sindacato I.F.A., che la mantiene fino al 10 maggio 1944, ultima seduta, anzi ultima adunanza, com’è chiamata. Di quest’Organismo direttivo sono conservati nell’Archivio Storico i verbali manoscritti dal 22 ottobre 1936 al 10 maggio 1944.

Il Consiglio Provvisorio dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia che si riunisce una sola volta nel 1944 (1 settembre) e per due volte nel 1945 (26 e 27 gennaio), prima dell’insediamento il 6 febbraio 1945 del Consiglio Direttivo dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, Organismo vigente tuttora.
I compiti assegnati man mano dalla legislazione agli Organismi direttivi sono: la tenuta dell’Albo degli iscritti, il controllo delle parcelle e i procedimenti disciplinari che possono prevedere sanzioni fino all’espulsione dall’Albo stesso e la tutela
della professione.

Negli anni cambia non solo il nome del gruppo dirigenziale ma si amplia o si restringe il bacino di utenza.
L’Albo di cui ci occupiamo comprende dapprima gli architetti del Lazio; nella seduta della Giunta del 3 giugno ’37, a seguito del Decreto del Presidente della Corte di Appello di Perugia del 10 febbraio 1937 e in ossequio all’art. 2 del R. D. del 1925 n. 2537 che prevede un numero minimo di venticinque iscritti per la costituzione di un ordine provinciale, anche gli iscritti dell’Umbria (11 architetti) sono trasferiti all’Albo del Lazio; in seguito, come si legge dal verbale della seduta del 3 febbraio 1942, si aggiungeranno quelli della Sardegna e delle Marche.
Dopo la guerra per alcuni mesi il Consiglio avrà funzione di struttura direttiva nazionale, per poi tornare a esercitare la propria competenza sull’Albo degli architetti delle Provincie di Roma e Rieti ed infine si restringerà ai soli professionisti della Provincia di Roma.
Gli Albi sono indicati con il nome della Regione o con il nome del capoluogo della Regione stessa, facendo riferimento al Tribunale da cui dipendono.
A lato la trascrizione, seduta per seduta, dei membri della Giunta (effettivi e supplenti), del Direttorio e di quelli dei Consigli Provvisorio e Direttivo, nonché dei Presidenti e Segretari succedutisi dal 1930 al 1956. A tutti questi nominativi, ricavati dall’analisi dei verbali, sono state aggiunte le notizie sugli indirizzi delle sedi dell’Ordine, desunti sia dai testi in nostro possesso che dall’esame della Guida Monaci dei corrispondenti anni.
L’indicazione della sede è anche esplicativa dei rapporti fra i due Organi direttivi che si sovrappongono dal 1930 al 1940 (Giunta e Direttorio) e che sono convocati spesso nello stesso giorno e nella stessa sede. Come già riportato, i primi verbali conservati all’Ordine sono quelli della Giunta dal 1930, anche se già esisteva la possibilità di esercitare la professione tramite inserimento nell’Albo degli Architetti (abbiamo iscritti a partire dal 1926) sia di laureati in architettura che in ingegneria, di professori di disegno, nonché di chi poteva dimostrare di aver esercitato la professione all’estero: l’iscrizione avveniva direttamente presso il Tribunale (il primo iscritto è proprio un ingegnere). La separazione degli Albi avvenne in seguito in conformità a quanto sancito dal R. D. del 27 ottobre 1927 n. 2145, ferma restando la facoltà per i professionisti di iscriversi all’uno o all’altro Albo, o a entrambi.

 

ESTRATTO DEL VOLUME “ORGANISMI DIRETTIVI”