Semplificazioni pericolose: rinvio di 6 mesi

Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa

Riforme in cantiere. Sul taglia-leggi rinvio di sei mesi. La commissione Affari costituzionali della Camera ha terminato l'esame. Supplemento di istruttoria per le disposizioni da cancellare.

«Non sono sole alcune leggi riguardanti le professioni che probabilmente è bene salvare dalla cancellazione. Ne abbiamo censite circa 150 su quasi 29mila in predicato di essere abrogate. È per questo che la commissione Affari costituzionali della Camera ha previsto un ulteriore salvagente, oltre a quello già attivato nel decreto legge 200/08». Donato Bruno, relatore del provvedimento, fa il bilancio del lavoro svolto in Commissione e annuncia che il legislatore ha scelto di proseguire sulla strada della semplificazione del corpus normativo ma con prudenza. «Abbiamo concesso 180 giorni di tempo dall'entrata in vigore della legge di conversione prima che le norme contenute nell'allegato siano abrogate. In questo modo, i ministeri e i Servizi studi di Camera e Senato avranno il tempo per verificare gli effetti dell'abrogazione delle leggi che risalgono a prima della Costituzione. E le parti interessate potranno collaborare nell'individuare le norme che vanno mantenute in vigore».

Dunque, le ragioni delle professioni potranno essere fatte valere durante questo "semestre" di riflessione, visto che le norme elencate nel Dl non saranno abrogate dal 20 febbraio. Intanto, i lavori alla Camera procedono a passo spedito: si attendono i pareri delle Commissioni consultive e lunedì si aprirà il dibattito in Aula. Il decreto 200 deve essere convertito entro il 20 febbraio.

Che l'opera di semplificazione del ministro Roberto Calderoli debba superare numerose difficoltà è stato messo in luce dal Servizio studi della Camera, che ha avvertito come in molte leggi apparentemente anacronistiche trovino fondamento legislativo istituti ancora attuali. Il caso delle leggi relative al settore professionale è significativo (si veda «II Sole 24 Ore» di ieri [in calce, ndr]). Per esempio, nell'elenco delle leggi da abrogare c'è la 1815/1939. Si dirà che il divieto di costituire società è stato abolito dalla legge 266/97 (la prima Bersani) e poi anche la legge 248/06 è ritornata per spianare la strada all'esercizio collettivo dell'attività professionale. Tuttavia, la legge del 1939 continua, per esempio, a disciplinare le associazioni professionali. Anche il Dll 382/44,che disciplina la tenuta degli Albi da parte degli Ordini e la struttura istituzionale degli avvocati, è indicato tra le norme obsolete.

«Occorre capire se l'elenco è stato compilato seguendo un disegno di liberalizzazione - commenta Armando Zingales, presidente del Consiglio nazionale dei chimici, componente del direttivo Cup (il Comitato che riunisce gli Ordini) - Se così fosse, non è questo il modo di fare la riforma. Anche se va detto che il Governo ha sempre negato che il riordino delle professioni sia una priorità». L'attesa è dunque per un confronto che consenta la valutazione d'impatto sulla cancellazione delle singole norme.

 

di Maria Carla De Cesari
da Il Sole 24ore del 21.01.09 


Riforme in corso - Anche gli Ordini professionali tra le vittime del «taglialeggi» EFFETTI COLLATERALI. Albi, semplificazioni pericolose. Il decreto legge 200/08 all'esame della Camera cancella alcune leggi essenziali. Abrogate le norme sull'esercizio associato e sulle elezioni.

Riformare le professioni è da parecchie legislature un impegno condiviso da tutti i partiti. Ma questa comunanza di intenti non ha fatto fare molti passi avanti al progetto, dagli anni 80 a oggi. Ora però, la voglia di semplificazione sembra aver trovato lo slancio giusto: tra le decine di migliaia di leggi di cui il ministro Roberto Calderoli ha decretato l'imminente scomparsa, figurano infatti le disposizioni del 1939 sulle società tra professionisti e quelle del 1944 sul funzionamento dei Consigli degli Ordini.

Due sviste dovute a un'imprecisa compilazione del lungo elenco oppure due sagaci interventi che costringeranno a riaprire rapidamente il perenne cantiere della riforma? Per capirlo, gli Albi attendono - un po' preoccupati - il 20 febbraio: quando l'abrogazione decisa dal decreto legge diventerà efficace. Se non ci saranno ripensamenti, le società tra professionisti potranno regolarsi senza darsi pena per i Consigli degli Ordini; i quali, a loro volta, cercheranno nelle leggi settoriali un aggancio normativo che li tenga in esercizio.

Il filtro della semplificazione rischia di complicare la vita degli Ordini professionali. Nelle quasi 29mila leggi che verranno abrogate con il decreto legge 200/08, all'esame della Camera (il provvedimento deve essere convertito entro il 20 febbraio), ci sono infatti norme che disciplinano l'accesso alle professioni, il loro esercizio in forma associata e l'organizzazione dei vertici istituzionali. È vero che il decreto legge, messo a punto dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, prevede un meccanismo di salvaguardia, in base al quale le norme finite nell'elenco verranno effettivamente cancellate decorsi 60 giorni dalla pubblicazione del Dl (Supplemento ordinario n. 282/L alla «Gazzetta Ufficiale» n. 298 del 22 dicembre).

E dunque c'è tempo perché il legislatore riesamini la questione e restituisca vigore alle leggi che sono in predicato di cadere con un tratto di penna. Tra le norme che secondo il ministero non hanno più "valore", e che, dunque, è bene cancellare, figurano la legge 897/1938 sull'obbligatorietà dell'iscrizione all'albo per svolgere la professione; la legge 1815/1939, che stabilisce la denominazione delle associazioni professionali e l'informazione agli Ordini; il decreto legislativo luogotenenziale 382/1944 sui consigli di Ordini e Collegi.

«Stiamo completando - dice Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale degli architetti e leader del Cup, il Comitato che riunisce gli Ordini - il censimento delle leggi da abrogare nell'allegato al decreto. Il compito è complicato per la mole di materiale e perché occorre ricostruire i nessi con la legislazione successiva». Un esempio è costituito dal decreto legislativo luogotenziale del 1944, che ancora oggi fonda, per esempio, l'organizzazione e l'elezione dei Consigli degli Ordini degli avvocati e del Cnf, mentre il Dpr 169/2005 ora disciplina le elezioni dei dottori agronomi e dottori forestali, degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, degli assistenti sociali, degli attuari, dei biologi, dei chimici, dei geologi e degli ingegneri. Tuttavia, è il decreto del 1944 a stabilire la tenuta degli Albi da parte dei Consigli degli Ordini. «Nei prossimi giorni - dice Sirica - incontrerò il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Stiamo poi contattando i parlamentari, da Nino Lo Presti, responsabile professioni di An, a Donato Bruno, relatore del provvedimento alla Camera. C'è fiducia che la questione verrà esaminata con attenzione».

D'altra parte a consigliare ponderazione è lo stesso Servizio studi della Camera. «Si segnalano alcune categorie di provvedimenti in ordine ai quali risulta opportuna l'acquisizione di informazioni più puntuali circa l'attuale sussistenza o l'avvenuto venir meno dei relativi effetti: provvedimenti concernenti rapporti internazionali dello Stato (...); provvedimenti relativi all'istituzione o alla disciplina di enti pubblici e provvedimenti relativi alla costituzione, al riconoscimento, all'attribuzione di personalità giuridica (...); provvedimenti richiamati da atti normativi successivi tuttora in vigore; provvedimenti che dispongono l'abrogazione parziale o che modificano precedenti atti normativi tuttora in vigore».

  • IL MECCANISMO - Dal 20 febbraio i provvedimenti censiti nell'allegato al Dl scompariranno dall'ordinamento

La manovra

  • Il secondo taglia leggi. Il Dl 200/08 abroga 28.889 atti legislativi elencati nell'Allegato 1, emanati tra il 1861 e il 1947. Seconcio la relazione illustrativa, sono norme «di incerta o dubbia vigenza, che comunque è utile abrogare espressamente», essendo «ormai ritenute estranee ai princìpi dell'ordinamento». Il Governo individuerà le disposizioni regolamentari implicitamente abrogate.
  • Salvati in extremis. L'articolo 3 espunge 60 atti normativi di rango primario (elencati nell'Allegato 2) dall'elenco dei 3.370 provvedimenti che (in base all'articolo 24 del Dl 112/08) sarebbero stati abrogati dal 22 dicembre 2008

 

di Maria Carla De Cesari
da Il Sole 24ore del 20.01.09


ANALISI - Rischio paralisi per il sistema

Arriva, a sorpresa, la riforma delle professioni. A firmarla è il ministro Calderoli che, nell'elenco dei provvedimenti espressamente abrogati con il decreto "Taglia leggi", ha inserito due importanti normative per il sistema professionale. Si tratta del decreto luogotenenziale 382/1944, che disciplina il funzionamento di Ordini e Consigli nazionali e la legge 1815/1939, che regola la costituzione degli studi professionali. L'abrogazione è disposta dal sessantesimo giorno successivo all'entrata in vigore del decreto legge 200/2008. Quindi, dopo il 20 febbraio si compirà la celebre profezia di Julius von Kirchmann: «un tratto di penna del legislatore e intere biblioteche diventano carta straccia». Solo che a diventare carta straccia non saranno le biblioteche. Il tratto di penna del ministro Calderoli condanna istituti che sono risalenti nel tempo, ma tutt'altro che "obsoleti" o "inutili" (così il ministro ha giustificato i tagli). Si tratta di istituti che sono applicati e appartengono alla tradizione giuridica del nostro Paese.

Non c'è nessun dubbio che la legge 1815/39, che detta le regole con cui gli iscritti agli Albi possono costituire società e associazioni, necessitasse di essere riformata radicalmente. La sua abrogazione, però, non risolve, ma aumenta i problemi. Dal 1939 ad oggi, ci sono stati diversi interventi normativi che hanno introdotto discipline per la costituzione di società professionali. Si è trattato però di interventi mirati, destinati a singole categorie (si veda il Dlgs 96/2001 per gli avvocati) o settori specifici (il Codice de Lise per le professioni tecniche). L'abrogazione della legge 1815/1939 fa così venir meno l'unica disciplina di carattere generale. Una disciplina lacunosa, che però aveva il merito di tutelare l'affidamento della clientela imponendo regole di trasparenza. Per la costituzione di studi associati era richiesta l'indicazione di nomi e titoli dei professionisti che ne facevano parte e la comunicazione all'Ordine, per scongiurare il rischio di elusione delle norme deontologiche. È difficile dire se l'abrogazione della legge 1815 nasconda (anche) l'intenzione di liberalizzare il settore. Se così fosse, l'obiettivo non può dirsi riuscito.

L'abrogazione cancella la protezione della clientela, ma non dà mani libere ai professionisti. Il vuoto normativo è solo apparente. La Corte costituzionale e la giurisprudenza, civile e amministrativa, hanno costantemente precisato che il ricorso ai tipi societari per l'esercizio delle attività professionale deve conformarsi al principio di professionalità specifica (art. 33, comma 5, della Costituzione), ovvero che l'attività debba essere resa sotto la direzione e responsabilità personale del professionista. Così per l'abrogazione del decreto 382/44 che disciplina il sistema ordinistico di alcune categorie professionali: architetti, ingegneri, chimici, periti, solo per citarne alcune. A questo decreto la giurisprudenza riconosceva carattere generale, facendovi spesso riferimento per sanare le lacune degli ordinamenti di settore.

Le categorie sono destinatarie di altre disposizioni, per cui è da escludere che l'abrogazione del decreto 382 determini lo scioglimento delle organizzazioni. Ma rischia di complicarne, se non paralizzarne, il funzionamento.

 

di Antonio Maria Leozappa
da Il Sole 24ore del 20.01.09 


PROFESSIONI - Collegi senza regole. Gli effetti del decreto taglia-leggi per periti e geometri. Dal 21 febbraio funzioni a rischio.

La scure del taglia-leggi colpisce anche i collegi professionali. Che dal 21 febbraio si troveranno, così, sprovvisti della norma di riferimento che disciplina le loro funzioni da quando sono stati istituti. Nel calderone dei circa 30 mila provvedimenti legislativi che saranno cancellati dal decreto legge 200/08 «Misure urgenti in materia di semplificazione normativa» con il quale il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli punta a ripulire la legislazione italiana da leggi inutili o superate, c'è, infatti, anche il decreto legislativo luogotenenziale (382/44) che stabilisce le norme sui consigli degli ordini e collegi e sui consigli nazionali. E se dalla sforbiciata del ministro per semplificazione normativa ne sono esclusi gli ordini professionali (agronomi e dottori forestali, architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, assistenti sociali, attuari, biologi, chimici, geologi e ingegneri) salvi da un dpr del 2005 che regola le composizioni degli organi, questo non vale per i collegi di periti industriali, agrari, geometri, per i quali la norma del '44 resta ancora quella di riferimento.

In sostanza la legge regola le funzioni istituzionali degli ordini stabilendo, per esempio, la possibilità di sciogliere un consiglio quando non è in grado di funzionare regolarmente, ma disciplina anche le modalità per le procedure elettorali dei collegi provinciali e stabilisce il principio secondo il quale i consigli nazionali esercitano le funzioni di giudici speciali perché svolgono funzioni giurisdizionali in materia elettorale. Inoltre la legge leggittima ogni collegio a stabilire la tassa annuale d'iscrizione dei professionisti, tassa senza la quale è pregiudicato il funzionamento dello stesso. Tutto questo, come si legge sul testo targato Calderoli, sarà abrogato a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore dello decreto se, in sede di conversione in legge, non ci saranno modifiche.

Ecco perché il Consiglio nazionale dei periti industriali ha inviato proprio in questi giorni una lettera alla presidenza del consiglio dei ministri e ai ministeri competenti chiedendo di intervenire «con urgenza in sede di conversione al fine di evitare un vuoto normativo che sarebbe impossibile colmare». L'abrogazione del dlgs 382 per il Consiglio guidato da Giuseppe Jogna «pone infatti insolubili problemi di ricognizione normativa di carattere sistematico, legati all'inevitabile vuoto normativo che si verificherebbe in caso di abrogazione, sia nella materia elettoraleb dei collegi professionali, sia nella materia relativa alla competenza giurisdizionale del Consiglio nazionale». Anche perché nessuna normativa regolamentare discplina le modalità per le procedure elettorali o per il funzionamento dei collegi professionali. Insomma si verrebbe a creare per il Cnpi, un vuoto normativo che porterebbe a «gravissime conseguenze sul funzionamento di 96 collegi professionali di almeno tre categorie professionali».

 

di Benedetta P. Pacelli
da Italia Oggi del 15.01.09

 

invia la tua opinione!

 



 

 

 


 

vedi anche:

E' Legge il Taglia-Leggi

Conversione DL 200/08 - agg. rassegna stampa

Un emendamento «ripesca» 559 disposizioni

Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa

Colpo di forbice a 29mila leggi

Decreto Taglia-leggi - rassegna stampa

Decreto Taglia-leggi - Lettera al CNAPPC

Abrogazione leggi ordinamento professione architetto

Un buco normativo per la professione (?)

di Enrico Milone - Decreto TAGLIA-LEGGI


data pubblicazione: giovedì 22 gennaio 2009
iscriviti alle newsletter dell'Ordine feed RSS

Architettura sul web Semplificazioni pericolose: rinvio di 6 mesi