Più edilizia libera... di crollare!

Ddl Brunetta-Calderoli - rassegna stampa

Semplificazione. Più lavori senza nullaosta. Le modifiche proposte al testo unico sull'edilizia.

Via libera a interventi edilizi nelle abitazioni, purché non incidano su parti strutturali quali i muri portanti, tetti e solai: questa è la modifica al testo unico sull'edilizia (380/2001) proposta dall'articolo 7 del disegno di legge sulla semplificazione (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri e di venerdì [in calce, ndr]). Il disegno di legge, dopo l'esame in conferenza unificata, deve ricevere il secondo sì dal Consiglio dei ministri.

Si amplia il numero delle opere eseguibili con mera comunicazione, anche telematica, della volotonà di eseguire lavori. Subito dopo la comunicazione, gli interventi possono iniziare, informando sul nominativo dell'impresa nel solo caso dei lavori di manutenzione straordinaria.

Nelle abitazioni e nei locali esistenti si potranno effettuare, senza attendere alcun consenso, tutti i lavori di manutenzione, con l'unico divieto di alterare le parti strutturali (solai, muri portanti, tetto). Non potranno essere aumentate le unità immobiliari, ma, per esempio, due unità adiacenti da 100 metri quadrati potranno diventare una da 120 e una da 80, oppure un'unica da 200 metri quadrati. Le destinazioni d'uso potranno cambiare, purché si resti all'interno della stessa categoria (ad esempio, da ufficio a laboratorio medico, da attività artigianale ad attività commerciale, anche con opere quali tramezzi e nuovi servizi igienici). Gli standard urbanistici (ad esempio, i parcheggi) non devono cambiare.

Le barriere architettoniche potranno essere eliminate con interventi interni che non esigono più autorizzazione (salvo il consenso dei condomini, quando si diminuiscono le utilità comuni). Rampe e ascensori esterni continuano invece a esigere la dichiarazione inizio attività. Sono liberi da procedure edilizie i tendoni e tutto ciò che è coerente con un utilizzo limitato, non superiore a 90 giorni. Anche i pannelli solari, fotovoltaici e termici possono essere collocati senza alcun permesso, purché siano fuori dai centri storici e non presentino serbatoi di accumulo esterno.

Tutte queste semplificazioni trovano limiti solo nelle norme di sicurezza, igiene, antisismiche, sull'efficienza energetica e sempre che non vi siano ostacoli né di tipo ambientale (decreto legislativo 42/2004) né per leggi regionali o piani regolatori locali.

La presenza di un tecnico abilitato e di un progetto, per le opere di minore importanza, non è indispensabile, mentre solo per le manutenzioni straordinarie o assimilate, quali la realizzazione di nuovi bagni, è necessario indicare l'impresa esecutrice. La semplificazione esige una mera comunicazione, anche solo telematica, al Comune: questa è una prassi che l'articolo 14 del disegno di legge applica anche a tutti i documenti indirizzati agli sportelli unici per l'edilizia. Rettificando precedenti previsioni (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 novembre [in calce, ndr]), il disegno di legge limita l'estensione delle procedure previste per l'attivazione delle nuove imprese alla sola trasmissione di atti tra privato che intende costruire ed uffici comunali.
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di Guglielmo Saporito
da Il Sole 24ore del 15.11.09 


Il mandato sempre su procura notarile. Rappresentanza da formalizzare.

ROMA - Perde un articolo il Ddl sulle semplificazioni e la Carta dei doveri nella Pa che giovedì ha incassato il primo via libera del Consiglio dei ministri. Dal testo giunto all'esame del Dipartimento affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi, è stato infatti cancellato l'articolo 2, che modificava il Codice civile sulla materia del conferimento dei poteri di rappresentanza degli imprenditori.

La misura puntava a escludere il ricorso alla procura notarile per il conferimento, da parte del capo azienda, del mandato di rappresentanza per specifici atti nei confronti della Pa, compresa per esempio la partecipazione alle procedure di appalto. Nel testo che, era stato condiviso dai ministri Renato Brunetta e Roberto Calderoli si prevedeva una semplice comunicazione telematica, con firma digitale, del nominativo alla Pa. Ma quella norma ora non c'è più. Un'altra misura che liberava gli imprenditori dal ricorso alla procura notarile riguardava invece la cessione di ramo d'impresa, ma il testo in questo caso non è neppure entrato in Consiglio dei ministri.

Prima della trasmissione del collegato alla Finanziaria alla Conferenza unificata, sono stati segnalati altri possibili ritocchi anche all'articolo 7, che libera i proprietari di case dall'obbligo della dichiarazione di inizio attività (Dia) per una lunga serie di interventi di manutenzione ordinaria. Il provvedimento punta alla modifica dell'articolo 6 del Testo unico per l'edilizia (Dpr 380/2001) e ricomprende nei possibili interventi di manutenzione anche l'eliminazione di barriere architettoniche o di rifinitura di spazi esterni.

Gli altri due articoli su cui sono segnalati possibili correttivi formali sono, infine, il 33 e il 34, che definiscono i criteri di delega al governo per l'adozione della "Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche". Il confronto, in questo caso, è ancora aperto tra il ministero della Pa e l'Innovazione e la Ragioneria generale sulla stima dei costi che potrebbero derivare dalle nuove regole.

Dopo l'esame in Conferenza unificata il Ddl dovrebbe tornare in Consiglio dei ministri per il varo definitivo entro la prima metà di dicembre.
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  • GLI AGGIUSTAMENTI - Prima del passaggio in Conferenza unificata possibili altri ritocchi anche sull'articolo delle procedure per l'edilizia

 

di Davide Colombo
da Il Sole 24ore del 14.11.09


Possibile il permesso in un giorno - Nuove costruzioni su attestazione dei professionisti

Permessi di costruire in un giorno: questo sembra essere la novità prevista dall'articolo 4 del disegno di legge di semplificazione che, in poche righe, può radicalmente modificare l'attività edilizia.

Si prevede infatti di applicare anche all'edilizia una norma contenuta nel Dl 112 del 2008, intitolata «impresa in un giorno». In questo modo, lo sportello unico per l'edilizia previsto dall'articolo 5 del Testo unico 380/2001 vedrebbe ampliati i propri poteri accelerando il rilascio di tutti quei provvedimenti che oggi sono ancora incerti nei tempi. Esiste già la dichiarazione di inizio attività, che in tempi ridotti (30 giorni) consente l'inizio dei lavori. Ora, con lo sportello unico aggiornato, non solo si snelliscono i rapporti tra amministrazioni, ma diventerà possibile anche l'inizio dei lavori immediato. Dovrebbe bastare infatti una dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti previsti per la realizzazione dell'intervento. La dichiarazione è di competenza dei tecnici abilitati alla progettazione oppure, come prevede l'articolo 38, comma 3, lettera c) del Dl 112/2008, l'intervento di «soggetti privati accreditati» denominati «agenzie per le imprese», che diventerebbero «agenzie per l'edilizia». L'inserimento di una figura tecnica nuova, denominata Agenzia, affiancando i professionisti tecnici, potrebbe essere fortemente innovatrice anche se i suoi compiti si limitassero all'attività istruttoria di supporto agli uffici comunali.

Infatti, un soggetto terzo di emanazione amministrativa garantirebbe ai privati costruttori la possibilità di poter contare su qualcosa di più della dichiarazione di inizio attività seguita da silenzio (meccanismo visto con diffidenza da banche e altri soggetti erogatori di garanzie e mutui). Inoltre, ciò potrebbe snellire efficacemente i carichi di lavori degli uffici tecnici, come già è avvenuto per la gestione dei condoni edilizi.

Ma anche senza tale rilevante innovazione, per avere un forte effetto snellente basterebbe applicare quanto previsto dalla norma del 2008 in tema di diniego espresso all'attività edilizia.

L'articolo 3 del Dl 112 prevede, infatti, limitatamente alle attività produttive, il ricorso ad una conferenza di servizi nei casi in cui vi sia un diniego di rilascio della Dia. In caso di contrasto con le previsioni degli strumenti urbanistici, è fissato un termine di trenta giorni per attivare un procedimento accelerato.

Questo meccanismo, se può dare risultati qualora si discuta di nuove iniziative produttive, sarà forse problematico per l'attività edilizia residenziale: soprattutto per l'interferenza di autorità il cui parere non è sostituibile, ad esempio in materia ambientale o di prevenzione.
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  • LA STRATEGIA - Si vuole dare più potere allo sportello unico per l'edilizia per supportare gli uffici comunali

 

di Guglielmo Saporito
da Il Sole 24ore del 13.11.09


Consiglio dei ministri/2. Approvato il Ddl sulla semplificazione frutto della collaborazione. Più telematica per i libri sociali. Strumenti elettronici per numerazione e vidimazione di repertori e scritture.

ROMA - Un nuovo pacchetto di semplificazioni per le imprese e i professionisti ma anche per chi decide di mettere mano a interventi di manutenzione ordinaria della propria abitazione. Sono le ultime novità inserite nel disegno di legge collegato alla Finanziaria 2010 che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri su proposta del titolare della Pa e l'Innovazione, Renato Brunetta. (...) 

Per la casa arriva la libertà di realizzare piccoli interventi di manutenzione (dall'installazione di pannelli solari all'abbattimento di barriere architettoniche) senza più dover fare la dichiarazione di inizio attività: l'essenziale è che gli interventi rispettino i vincoli urbanistici e antisismici. La norma, che era stata annunciata come un decreto ai tempi del piano casa, modifica l'articolo 6 del Testo unico per l'edilizia (Dpr 380/01). Sempre per la casa scompare, poi, l'obbligo di comunicazione delle compravendite con raccomandata alla Questura, onere che passa ai notai, i quali lo faranno per via telematica.

Tutte queste norme di razionalizzazione e taglio degli adempimenti burocratici sono state messe a punto dal ministero per la Semplificazione di Roberto Calderoli, che ieri, in un nota, ha quantificato in oltre un miliardo i risparmi previsti a regime, e il loro inserimento nel testo iniziale di palazzo Vidoni ha fatto lievitare il collegato a 35 articoli e tre titoli. Altre misure sono state invece concordate con i ministri della Giustizia, degli Esteri e della Gioventù: da quest'ultimo, per esempio, arriva l'allargamento dei requisiti di accesso al fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria giovanile.

Poche le variazioni, invece, al profilo dell'originale "pacchetto Brunetta", esaminato già una settimana fa in pre-consiglio. Si tratta di un insieme non omogeneo di norme, accomunate dall'unico obiettivo di semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica amministrazione. (...)

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di Davide Colombo
da Il Sole 24ore del 13.11.09


Piccola edilizia senza la Dia - CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Sì al pacchetto anti-burocrazia di Calderoli. Previsti risparmi per 1 mld. Ristrutturazioni in libertà. Meno oneri per le imprese

Attività edilizia libera. Chi vorrà ristrutturare casa, pavimentare una parte di giardino, installare pannelli solari, impiantare una serra mobile sul proprio terreno o, ancora, eliminare barriere architettoniche, potrà fare da sé. E non avrà più bisogno di presentare nemmeno la denuncia di inizio attività (Dia). L'unico adempimento che bisognerà ricordarsi di rispettare, prima di dare il via ai lavori, sarà la comunicazione telematica al comune, nella quale si dovranno allegare le eventuali autorizzazioni obbligatorie richieste dalla legge. Perché in ogni caso la liberalizzazione della piccola attività edilizia non potrà prevalere sugli strumenti urbanistici né derogare alle normative antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie e di sicurezza. Solo per gli interventi di manutenzione straordinaria (che non dovranno interessare le parti strutturali dell'edificio né modificare il numero delle unità immobiliari) bisognerà anche indicare il nome dell'impresa che effettuerà i lavori. (...)

 

di Francesco Cerisano
da Italia Oggi del 13.11.09


Accelerazione per il dl sul piano casa. Edilizia cerca aiuto in Finanziaria. Misure allo studio annunciate dal vicepresidente della camera. Lupi: più capacità di spesa per la p.a. Ance: incentivi come l'auto.

«Per promuovere la ripresa del comparto dell'edilizia e dei lavori pubblici occorre rilanciare il decreto legge sulla semplificazione. E serve una volontà condivisa che punti all'accelerazione della capacità di spesa dell'amministrazione pubblica. Solo lavorando su questi due fronti si potrà contribuire a che il mercato riparta». È quanto ha dichiarato il vicepresidente della camera, Maurizio Lupi, agli imprenditori dell'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, presieduta da Paolo Buzzetti, sottolineando la possibilità «di promuovere una corsia privilegiata in sede parlamentare se il governo non provvederà». «Il principale problema della p.a. è la sua capacità di spesa. È questo che frena le realizzazioni nonostante l'allocazione di risorse. Viene speso solo il 30.5% dei finanziamenti disponibili», ha affermato Lupi, «Con la finanziaria triennale possiamo trovare qualche risorsa cui attingere per dare un immediato segnale al settore. Vedremo con Berlusconi e il ministro Matteoli cosa sarà più utile», ha aggiunto.

«Il peggio deve ancora arrivare per l'industria delle costruzioni» ha affermato il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, riferendosi in particolare alle pmi se è vero, come ha affermato il Cresme, che le grandi aziende non stanno risentendo della crisi. «Andiamo verso la tempesta e invece di aumentare il carburante lo diminuiamo», ha proseguito Buzzetti, «le concessioni edilizie sono scese ai livelli del '95, gli investimenti in opere pubbliche sono diminuiti del 20% negli ultimi due anni, come gli appalti di piccola entità e, dato ancor più preoccupante, abbiamo perso 74 mila posti di lavoro. Gli incentivi al settore dell'auto hanno dato un riscontro positivo, perché non fare la stessa cosa per l'edilizia?». L'Associazione costruttori ha avanzato alcune proposte per uscire dalla crisi.

In sintesi: via libera al decreto legge sugli snellimenti procedurali (revisione delle procedure in materia di conferenza di servizi, rilascio titoli abilitativi, acquisizioni autorizzazioni e nulla-osta, attività edilizia libera) del quale «si sono perse le tracce»; sostegno alla domanda per la prima casa con detrazione Irpef pari al 50% dell'Iva dovuta sugli acquisti di alloggi di nuova costruzione, destinati ad abitazione principale dell'acquirente, effettuati entro il 31 dicembre 2011; ripristino dell'Iva per le cessioni immobiliari poste in essere dalle imprese di costruzioni e reintroduzione dell'Iva sugli affitti delle abitazioni delle imprese di costruzioni; accelerazione del processo decisionale e attivazione degli investimenti in infrastrutture; patto di stabilità interno; esclusione dal conteggio dei saldi i pagamenti per lavori coperti da mutui già contratti ed estendere al 2010 la deroga, prevista per il 2009, che consente agli enti «virtuosi» i pagamenti in conto residui oltre i limiti del patto di stabilità (con aumento della quota ammissibile dal 4 al 10%; ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti come cessionaria pro soluto dei crediti vantati dalle imprese e certificati dalla pubblica amministrazione. Intanto, quanto ai posti di lavoro persi nell'indotto, la Fiaip (Federazione nazionale degli agenti immobiliari professionali), presieduta da Paolo Righi, stima in 30 mila in numero di agenti immobiliari in meno nel biennio 2009-2010.
 

di Loredana Diglio
da Italia Oggi del 13.11.09


Anagrafe, edilizia, scuola, sanità: meno oneri e più tecnologia. Nella p.a. semplificazioni a 360°. Il cdm ha approvato il ddl Brunetta-Calderoli. Obbligo di giuramento per i dipendenti pubblici.

Una nuova ondata di riduzioni degli adempimenti burocratici, per far risparmiare risorse a imprese e famiglie. Il disegno di legge sulla semplificazione dei rapporti tra cittadini e imprese, presentato dai ministri Renato Brunetta e Roberto Calderoli e approvato ieri in via preliminare dal consiglio dei ministri (il testo dovrà ora ricevere il parere della Conferenza unificata prima di essere presentato al parlamento ndr), riapre la stagione delle semplificazioni culminata col dpr 445/2000. Il punto di forza del disegno di legge è l'obiettivo di ridurre del 25% gli oneri a carico di famiglie e imprese, per conseguire un risparmio stimato in 5 miliardi di euro l'anno solo per le piccole imprese. A questo scopo, le amministrazioni statali debbono adottare un programma per la misurazione degli adempimenti burocratici finalizzato a ridurre gli oneri amministrativi a carico dei cittadini entro il 31 dicembre 2012. A regioni ed enti locali il disegno di legge lascia la possibilità di fissare in autonomia il programma di dimagrimento burocratico.

Gli intenti del tutto condivisibili, peraltro spinti anche dalle direttive europee, confermano un dato che troppo spesso viene dimenticato dal legislatore, quando si occupa delle riforme della pubblica amministrazione, compresa quella recentissima introdotta col dlgs 150/2009: non sono conosciuti e mappati gli standard delle prestazioni. In altre parole, mancano rilevazioni sull'impatto che le norme determinano in capo ai destinatari, amministrazioni e cittadini, tanto è vero che la riduzione deve passare, prima, per la determinazione degli oneri amministrativi. (...)

Semplificazioni edilizie. La telematica prende campo anche nell'edilizia; allo scopo di rendere coerente la disciplina dello sportello delle attività produttive con quella del dlgs 380/2001, si introduce nel corpo di quest'ultimo un nuovo articolo 4-bis, ai sensi del quale lo sportello dell'edilizia dovrà accettare istanze, dichiarazioni, comunicazioni ed elaborati tecnici in formato digitale pervenuti per via telematica, utilizzando gli stessi strumenti per inoltrarli ad altre amministrazioni. Occorrerà una definizione degli standard operativi, soprattutto per gli elaborati tecnici, allo scopo di garantire la gestibilità dei diversi formati dei documenti prodotti. (...)

 

di Luigi Oliveri
da Italia Oggi del 13.11.09


Immobili. Il governo rilancia il decreto sul piano casa. Berlusconi: accelerare e semplificare ancora.

ROMA - A venire allo scoperto per primo è stato ieri Maurizio Lupi, il vicepresidente della Camera da sempre "mente" del Pdl nei settori della casa e delle infrastrutture. «C'è bisogno di un provvedimento nazionale urgente per la semplificazione delle procedure del piano casa perché questa è un'emergenza nazionale ed è evidente che non bastano le leggi regionali a mettere in moto gli interventi. O con un'iniziativa del governo o con un'iniziativa del Parlamento su corsia preferenziale occorre riprendere i contenuti del testo accantonato». Lupi interveniva all'Ance alla presentazione dell'Osservatorio congiunturale. Totalmente d'accordo con il rilancio del decreto semplificazioni il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, che ha ribadito per le opere pubbliche finanziate dal Cipe e per il piano casa l'urgenza di passare dalla fase della carta a quella operativa. «Se il problema è accelerare interventi che altrimenti sarebbero spalmati in 24 mesi - dice Buzzetti - il governo potrebbe prevedere un incentivo fiscale per i primi sei mesi».

Questi interventi potrebbero essere registrati come materia da convegno se non ci fosse contemporaneamente una forte spinta ad accelerare l'attuazione del piano casa che arriva direttamente da Silvio Berlusconi. A più riprese, nelle settimane scorse, il presidente del Consiglio ha chiesto a ministri e uffici un'analisi per capire cosa non sta funzionando nel piano casa. Perché, in altre parole, gli interventi previsti dalle leggi regionali impiegano tanto tempo a tradursi in cantieri. Un'eco di questa preoccupazione si è vista nelle parole del premier nel consiglio dei ministri di venerdì scorso, quando ha detto di voler richiamare le tre regioni inadempienti (Campania, Calabria e Molise). L'unica azione di governo messa in cantiere per ora è infatti proprio la lettera di diffida a queste regioni, per poi arrivare al commissariamento.

Ma i ritardi del piano casa non possono essere addebitati solo alle inadempienze delle tre regioni che non hanno ancora varato la legge. Questo Berlusconi lo ha capito. Il punto è che il piano casa non funziona come stimolo anticongiunturale neanche nelle regioni che sono partite per prime: in Toscana sono qualche decina le domande presentate nonostante la legge sia di aprile. Sia chiaro: non c'è nessuna intenzione da parte di Palazzo Chigi di riaprire il contenzioso con i governatori su questo punto, come fu a marzo. Nessuno contesta oggi gli strumenti messi in campo dalle leggi regionali ed è difficile che il governo assuma iniziative presso la Consulta per contestarle (fa eccezione il fascicolo del fabbricato insetrito nella legge del Lazio). Berlusconi vuole però lanciare un segnale forte al pubblico che il piano casa c'è ed è, di fatto, operativo. In questa direzione vanno i due segnali lanciati ieri all'Ance: un incentivo fiscale ad hoc e il decreto legge di snellimento delle procedure.

A bloccare il decreto era stato l'intervento del presidente della Repubblica sulle norme per le aree vincolate, bocciate dal consiglio superiore dei beni culturali, e la richiesta delle regioni di incentivi per l'adeguamento alle norme antisismiche. Sui beni culturali c'era già stata la marcia indietro e si era trovato un punto di equilibrio. Quanto agli incentivi per l'adeguamento antisismico, Buzzetti invita le regioni a desistere per affrontare la questione in altro provvedimento.
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  • IL RICHIAMO - Il presidente del Consiglio proporrà anche una «diffida» per i ritardi di Campania, Calabria e Molise

 

di Giorgio Santilli
da Il Sole 24ore del 12.11.09

 

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Commenti

26/11/2009 18.33: Cari colleghi che li avete votati
Insomma, ci vogliono levare anche quel poco lavoro che ancora si riesce a fare con le ristrutturazioni degli appartamenti. Venendo meno l'obbligatorietà della Dia, sicuramente trionferà l'autodafé in cui gli italiani sono tanto bravi. Cari colleghi ricordatevi bene al momento del voto di questi malfattori che ci governano. La memoria corta non ce la possiamo più permettere.
Pierfrancesco Rossi

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data pubblicazione: mercoledì 18 novembre 2009
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