Abolizione della DIA per le opere di MS

Comunicato Ordine Architetti PPC di Roma e provincia

data pubblicazione: martedì 23 marzo 2010

Abolizione della DIA per le opere di manutenzione straordinaria:
il mondo politico non può continuare ad ignorare i contributi del mondo delle professioni.

Con l'abolizione della DIA per le opere di manutenzione straordinaria, inserita nel decreto incentivi approvato dal Consiglio dei Ministri, registriamo ancora una volta con grande preoccupazione la volontà di un governo di questo Paese di ignorare del tutto gli avvertimenti ed i suggerimenti dati dal mondo delle professioni tecniche per la tutela di interessi collettivi.

Architetti, ingegneri, geometri nei mesi scorsi avevano più volte evidenziato i rischi connessi con questo tipo di liberalizzazione delle procedure edilizie.
Lo avevano fatto sia dopo la lettura delle prime bozze del piano casa nazionale sia in occasione della presentazione del DDL Calderoli-Brunetta.

La scelta di eliminare completamente, per questo tipo di lavori, la figura del progettista pone seri problemi: quale sarà il soggetto in grado di verificare e certificare che una manutenzione straordinaria non incide su parti strutturali dell'edificio? A chi è affidato il controllo del rispetto - considerato comunque obbligatorio dall'articolo 7 del DDL - di normative antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, di efficienza energetica, delle prescrizioni del Codice dei Beni Culturali?

Il Consiglio Nazionale degli Architetti aveva anche proposto uno specifico emendamento a riguardo che, pur eliminando la procedura della DIA per la manutenzione straordinaria, rendeva comunque necessaria la redazione di un progetto da parte di un tecnico nonché una sua certificazione sul fatto che i lavori non avevano interessato parti strutturali dell'edificio, avevano rispettato il contesto ambientale e paesaggistico ed erano conformi alla normativa igienico sanitaria vigente.

Ma questa proposta, nonostante le tante assicurazioni verbali, è stata completamente respinta.

Da oggi il controllo, ad esempio, che la demolizione di un muro dentro casa non incide sull'equilibrio strutturale di un edificio è affidata unicamente alla valutazione del committente che, nella maggior parte dei casi, non ha le competenze tecnico-normative necessarie per effettuare una verifica seria.
Da oggi, considerato anche lo stato di gran parte del patrimonio edilizio italiano, l'inizio dei lavori nell'appartamento del mio vicino di casa ci rende tutti più inquieti.

L'Ordine degli Architetti di Roma non vuole rassegnarsi a questo provvedimento.

Per questo sin da oggi ha avviato un'azione di concertazione con altri ordini provinciali, con gli ingegneri e con i geometri per cercare in tutti i modi possibili di cambiare il testo del Decreto Legge in fase di conversione in legge.

Scriveremo a tutti i Parlamentari esponendo ancora una volta le nostre ragioni e ricordando come, nel nostro Paese, in passato, abbiamo purtroppo assistito a numerosi disastri dovuti alla "disinvoltura" con cui si procede alle opere di ristrutturazione del patrimonio edilizio.
Torneremo a chiarire che la nostra non è una rivendicazione corporativa ma è una proposta tecnicamente motivata a garanzia di forme di verifica efficaci sulla qualità degli interventi di trasformazione edilizia a tutela della sicurezza dei cittadini.
Cercheremo, se necessario, di porre in atto anche azioni dimostrative per suscitare l'interesse dell'opinione pubblica.
Vorremmo che almeno questa volta il mondo politico si ricordasse che esiste in Italia un mondo delle professioni che è portatore di competenze e valori utili per il bene di tutti.

 

di Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia
del 22.03.10

 

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Commenti

23/03/2010 12.38: La politica ci vuole eliminare.
Di fronte ad un DDL come questo - che annulla qualsiasi discorso disciplinare sulle conseguenze che si realizzeranno immediatamente e nel tempo -l'unica cosa che rimane a noi professionisti architetti, ingegneri, e geometri è un "Lungo sciopero" dalle attività dirette e correlate al processo edile, e con sciopero intendo uno sciopero generale vero! Ed in piazza! I numeri ci sono: gli architetti a Roma sono più di ventimila, e così gli ingegneri, il numero dei geometri è sicuramente maggiore. Tutto questo pur confortando il ragionamento so che molto difficilmente si potrà attuare..... Ed allora? Insisto. Copiamo gli avvocati, loro gli scioperi li fanno e la loro azione incide sia sul fare processi sia sul fare "Leggi". Alziamo le nostre richieste invece di ritirarci sempre di più sconfitti. Facciamoci sentire! Tutti insieme.
architetto Gianfranco Volpicelli

23/03/2010 15.32: titolo
Diversamente dall'Ordine degli architetti della provincia di Torino al quale appartengo, noto con piacere che esiste un minimo d'interessamento a quanto è stato approvato nei giorni scorsi dall'attuale Governo. Spero che riusciate a contattare e rendere partecipe delle vostre iniziative anche il mio ordine professionale. Spero, inoltre, che le proteste e le controproposte servano a qualcosa, ma dubito fortemente perchè da tempo la nostra professione è bersagliata da continui attacchi, quasi come se eliminando e rendendo meno"potente" la nostra classe, si possano risolvere i problemi della burocrazia italiana. Saluti
Valentina

23/03/2010 16.05: titolo
è di nuovo evidente come questo governo dica una cosa e poi ne faccia un'altra salvo poi presentarsi davanti a telecamere e microfoni a blaterare quando succede qualche disgrazia: se questo è quello che ha portato la democrazia non mi meraviglia che ci sia così tanto menefreghismo verso tutto e tutti...
L.B.

23/03/2010 16.21: Prima o poi...
Prima o poi accadrà che qualcuno si svegli da questo torpore preelettorale che colpisce trasversalmente il mondo della politica da sinistra (con Bersani che abolisce i minimi tariffari) a destra (con Brunetta che abolisce i minimi della decenza). Quando tutti si renderanno conto che sta venendo meno la professionalità e che quello che voleva essere un'azione in favore del consumatore è in realtà una deregolamentazione pericolosa, allora ci si domanderà se forse non sarebbe stato meglio ridurre la burocrazia in materia edilizia e non eliminare le regole del buon costruire, del controllo sul territorio e della concorrenza leale tra professionisti. Sottolineo, cari colleghi, che la colpa di quanto sta avvenendo è nostra perchè non ci opponiamo a quanto ci propinano, sia personalmente sia attraverso il nostro Ordine professionale che è evidentemente incapace di far valere la voce dei suoi iscritti. Ad ogni modo io farò così: 1- Non voto per nessuno 2- Recedo dall'iscrizione all'Odine 3- Cambio lavoro... Grazie e buona fortuna.
Arch. Mario Imbergamo

23/03/2010 17.29: mai più il mio voto
Il problema di fondo è la crisi dell'edilizia delle nuove costruzioni, in quanto la crisi generale in atto non consente più investimenti sul mattone come era avvenuto in maniera massiccia dopo il crollo della borsa a seguito dell'attentato alle Torri Gemelle, e la richiesta delle giovani coppie non può sostenere l'aumento sconsiderato dei prezzi immobiliari avvenuto a seguito di quel periodo. Questo governo ha cercato di risolvere il problema con il "piano casa" che però si è rivelato un clamoroso flop a causa delle varie restrizioni subite dopo i primi annunci-spot del Premier, tanto che ad oggi non si rileva alcun cenno di ripresa grazie ad esso. Ora il Governo rilancia e cerca di dare nuovo impulso con questa liberalizzazione che dovrebbe avere lo scopo principale di far scattare con la massima immediatezza possibile i lavori evitando i "lacci e lacciuoli" (come piace chiamarli a Berlusconi) delle istruttorie. A me sembra che abbiamo a che fare con UN GOVERNO IN PREDA AD UNA FORTE ANSIA DA PRESTAZIONE che non sa più che pesci pigliare, dal momento che durante il suo mandato è riuscito a passare da un D.L. che arrivava ad imporre il PSC per opere interne alla libertà assoluta di "aggredire" una casa da persone non in grado di effettuare un'analisi delle caratteristiche tecniche, igienico-sanitarie, di natura vincolistica, di sicurezza degli impianti, ecc. Erano arrivati alla famigerata "Certificazione Energetica" necessaria a corredo di un abitazione per la sua alienazione ed ora permettono di eseguire ogni genere di lavoro che influisca su di essa senza neanche una misera relazione tecnica. E noi non stiamo a nasconderci dietro un dito... è chiaro che temiamo una forte riduzione di lavoro, è legittimo, considerato che, da sempre precari per natura, non godiamo di casse integrazioni o mobilità. Sotto questo punto di vista questo Governo mi ha molto deluso: con la crisi del lavoro contingente in atto non c'era bisogno di crearne una ulteriore per decreto...
geometra marchigiano

23/03/2010 18.35: si ma facciamo qualcosa finalmente
organizziamoci, non si può continuare così, ormai non c'è più lavoro per nessuno, propongo una assemblea degli architetti per discutere di tutto dalla legge sulle oo.pp. alla dia. io sono a disposizione per dare una mano. chi come Schiattarella ha possibilità di contattare tutti gli iscritti professionisti prenda l'iniziativa. guardate che i più colpiti da queste norme siamo sempre noi perchè i geometri e gli ingegneri un pò si salvano.
mario porreca

23/03/2010 19.49: altra buona notizia
c'è un'altra buona notizia ....di cui non c'è traccia sul sito dell'ordine degli Architetti ma solo su quello degli Ingegneri (ma forse a noi non interessa tanto siamo ricchi di famiglia) ... l'aumento dei contributi Inarcassa.... fino al 14,5 % .... cambio mestiere
architetto di strada

23/03/2010 20.37: Risposta ad architetto di strada
Purtroppo la notizia già si sapeva da anni, le Casse hanno dovuto affrontare una profonda riforma per la loro sostenibilità. L'Ordine aveva già affrontato l'argomento nel lontano marzo 2007 (vedi notizia). Si temeva anche che l'aumento dei contributi entrasse in vigore già dal 2010, infatti la pubblicazione in GU era attesa entro lo scorso anno, invece essendo stata pubblicata nella GU n.65 del 19-3-2010, il tutto dovrebbe scattare dal 2011. Per informazioni più precise, si consiglia comunque di consultare il sito di Inarcassa in merito.
Redazione ArchWeb

24/03/2010 09.19: Stiamo tornando agli anni 50
Ritengo che questo disegno di Legge sia del tutto fuori luogo sia per quanto riguarda i pericoli annessi alla "legalizzazione" di opere "abusive" all'interno delle abitazioni e sia per un taglio economico di noi professionisti dell'edilizia che gia in questi ultimi 2 anni siamo alle corde. Oltretutto sono anni che lottiamo per far capire ai committenti dei regolamenti comunali spesso molto restrittivi e onerosi per la produzione di certificati e carte a volte superflui e inutili e con questa futura legge passeremo per quelli che per anni hanno complicato le pratiche e rubato i soldi. Sono indignato!
Valentino Geom. Peruzzi

24/03/2010 09.41: timeo danaos .....
Alla luce dell'ennesima "ritrattazione" di questo governo su un argomento (manutenzione straordinaria senza DIA e liberalizzazione in genere) a questo punto sarebbe bene non abbassare la guardia sul "presunto" abbandonato DdL 1865 che, se tanto mi da tanto, ce lo ritrovereremo approvato presto, molto presto, magari in un ennesimo fantomatico "pacchetto X". Qui in provincia i geometri li vedo stranamente calmi e sereni. Sarà la primavera? Oppure sanno qualcosa che noi non sappiamo, non sarebbe la prima volta.
architetto Pietro Renzi

24/03/2010 12.13: Perplessità
La provocazione di Brunetta della modifica dell'art.6 del T.U 380/2001 è diventata legge, si continua a sminuire la figura dell'Architetto in Italia, la gente si dà all'edilizia selvaggia tra piano casa e manutenzione straordinaria senza DIA. Ritorneremo agli anni '90 dove dalla sera alla mattina si innalzavano palazzi completamente abusivi. Qui si mette a serio rischio l'incolumità della gente, Via Ventotene a Roma, Via Giotto a Foggia, tutte tragedie con oltre 100 morti per la presa di posizione del classico condomino stanco del pilastro nel garage che gli arrecava scomodità alla manovra. QUI SI PERDE IL VALORE DELLA VITA UMANA. Ho qualche quesito da porre: saranno i regolamenti comunali anche già in vigore a stabilire le zone del P.R.G escluse da questo decreto? Se no, con che criterio si opererà? 2: Si abolisce la DIA e quindi presumo scompaia anche la direzione lavori, non vedo piu' l'utilità altrimenti. 3) La categoria viene messa in ginocchio, stiamo a guardare o ci muoviamo in modo attivo? Ed infine..speriamo che non diventi legge!!!
Arch.Iunior Francesca Valenza

24/03/2010 15.38: Hammurabi
E' il caso di estendere ai politici, ai proprietari di case ed alle imprese edili la norma del codice di Hammurabi che, a proposito dell'architetto che progetta una casa, dice; ..."se essa crolla e uccide coloro che vi abitano, la colpa è di chi l'ha progettata, e la pena è come se egli avesse ucciso di persona le vittime: deve morire". Cioè: ..."se essa crolla e uccide coloro che vi abitano, la colpa è dei politici..... che hanno proposto, fatto, condiviso e firmato la legge che lo ha consentito, e la pena è come se egli avesse ucciso di persona le vittime: deve andare in galera su una faglia tettonica"; prima o poi ci pensa il Creatore. Altrimenti quattromila anni di storia a che sono serviti??? ad inventare la democrazia che funziona meno della monarchia assoluta???
AlTo

24/03/2010 19.20: titolo
sono d'accordo in uno sciopero che però deve comportare la chiusura dei cantieri nel giorno dello sciopero perchè mancanti di direzione lavori: allora forse potremo "contare" qualcosa, altrimenti non se ne accorgerebbe nessuno.
arch.f.trucchi

24/03/2010 23.10: giornata di protesta nazionale
Propongo ai presidenti degli ordini professionali tecnici, e ai presidenti dei sindacati "federarchitetti a capo" di fronte a tale trasformismo del governo, che non tutela e non rispetta e fa rispettare le regole, e gli interessi collettivi, di scendere in campo e organizzare davanti al parlamento una giornata di protesta nazionale. lasciando che le nostre valigie di lavoro, invadano la piazza. basta parole, dibattiti, e conferenze, facciamogli vedere quanti siamo.
F.R.

25/03/2010 00.03: manutenzione straordinaria senza dia
Facciamo Sentire tutti insiema, anche andando in Piazza se è necessario, per evitare che questa nefandezza diventi legge! Sveltire la burocrazia e la libertà non significa l'anarchia, senza contare la pericolisità oggettiva di un'idea infelice come questa. Naturalente il pdl da questa tornata elettorale ha perso il mio voto.
Raffaella Biondi

25/03/2010 00.03: Abolire con decreto uffici tecnici
Ok assunzione di responsabilità del progettista, ok rischio per la collettività... ma perchè l'U.T. mi diffida dal fare i lavori per l'apertura di un vano in un tramezzo e per il rifacimento di un bagno di servizio per utenza domestica (vedi DM 37/08)? Come spiegarlo al committente che sta pagando un mutuo ed un affitto contemporaneamente? Naturalmente alle regionali voterò per Emma Bonino... ma non basta bisogna fare di più. Recuperare il rispetto per il proprio lavoro svilito su vari fronti in nome della rispondenza a norme senza senso. Grazie
Arch. Elena

25/03/2010 00.05: titolo
Ci deve essere sempre la presenza di un professionista anche nei lavori di manutenzione straordinaria. Si tolgano pure la parte burocratica, le spese, i 30 giorni, le reversali ecc, e si sostitisca con una semplice comunicazione al Municipio competente. Tutto sia trasferito alla responsabilità del professionista.
arch. Paolo Rinaldi

25/03/2010 00.13: ma l'ordine degli ingegneri di roma vi appoggia???
Buonasera a tutti. Da ingegnere anche io sono indignato per questo decreto. Una domanda però che rivolgo a qualcuno dell'ordine degli architetti di roma: ma l'ordine degli ingegneri vi appoggia???? Oggi ero all'ordine ho chiesto informazioni a riguardo e mi hanno fatto capire fondamentalmente che non stanno muovendo un dito giustificandosi che l'ordine non è un sindacato. Si vince se tutti gli ordini con il loro peso sono uniti e si fanno sentire se già qualcuno si tira indietro la vedo dura? Da ingegnere, nel mio piccolo, vi chiedo cosa possa fare!
ingegnere di roma deluso dal suo ordine

25/03/2010 09.04: titolo
Concordo con la lettera a tutti i parlamentari. Concordo con la certificazione di un professionista. Basterebbe appunto, una certificazione di un professionista da inviare via Internet (senza alcun diritto di segreteria) ai vari municipi o comuni e comunque un aggiornamento catastale con il conseguente svecchiamento e digitalizzazione delle planimetrie esistenti. I vari tecnici degli uffici avranno il solo compito di fare da ispettori per chi non presenta tale certificazione (abusi) in maniera che tutti i lavori comunque siano fatti da imprese con DURC. Così funziona in tutta europa!!!!!!!!!
Arch. Stefano Raybaudi Massilia

25/03/2010 09.19: titolo
mi sembra che stia scomparendo non un modo di essere architetto e quindi produrre architettura ma il concetto "in nuce" dell'etica professionale che dovrebbe salvaguardarci da più nefasti cambiamenti.
p.burchi

25/03/2010 09.34: titolo
Concordo e sottoscrivo...
Arch. Federico PONZIANELLI

25/03/2010 09.50: titolo
Stiamo diventando un paese di straccioni con il miraggio della ricchezza....e l'arroganza di rivendicare piena libertà, incapaci di vivere civilmente in un contesto sociale fatto di leggi e di doveri, prima che di diritti, ma pronti a piangere miseria e disperazione quando arrivano le catastrofi, la cui gravità è, guarda caso, frutto quasi sempre dell'inosservanza di leggi e di pareri tecnici qualificati..... Che vergogna....
andrea cocito, architetto

25/03/2010 10.14: Cosa c
I cittadini saranno i primi a gioirne. Forse ci sarà un ulteriore peggioramento di una situazione che era già compromessa: in passato ho assistito a scempi su u.i. oggetto di D.I.A. A mio avviso il problema non riguarda l'obbligatorietà della D.I.A.; il "mal funzionamento" è all'interno degli organi amministrativi, preposti alla tutela del patrimonio edilizio esistente e degli operatori del settore edile. Tutela che non è mai esistita. La riforma dovrebbe partire dalla competenza e preparazione degli addetti ai lavori, inclusi molti tecnici asserviti alle imprese, vere e proprie "orde di barbari" a cui è stato sempre consentito di lavorare nel totale e furbesco fraintendimento delle normative esistenti
Manuela Montefusco

25/03/2010 10.30: Continuare a lottare o gettare la spugna?
Dopo anni di duro lavoro, sacrificio, dedizione e passione in questo mestiere, di fronte al festival dell'ignoranza e della presunzione, viene davvero voglia di chiudere bottega e addirittura andarsene da questo paese. Ma non è giusto! Non è giusto che ci si veda costretti a lasciare la propria casa, i propri affetti, le proprie radici per colpa di un gruppetto di arroganti saccenti seduti su poltrone comode ai quali diamo noi da scialare con il nostro sudore e le nostre notti insonni! Non è giusto che questo stato non ci permetta neanche di sopravvivere! Sono con l'arch. Volpicelli, FACCIAMOCI SENTIRE! Ma tutti insieme, se necessario con sit-in davanti al parlamento o scendendo in piazza insieme a quei cittadini consapevoli che ritengono questo DL un atto di ASSOLUTA IRRESPONSABILITA'. Lo stato dovrebbe tutelare la salute dei cittadini, possibile che non comprenda che questo provvedimento mette a repentaglio la loro stessa vita?! Possibile che ci si renda conto degli errori commessi solo dopo che si è verificata una tragedia?! Non è purtroppo l'uomo al centro dell'interesse di chi ci governa e legifera. Ritengo che questo DL sia un insulto per tutti, professionisti, cittadini consapevoli e per tutte le persone che sono rimaste sepolte sotto le macerie di ogni disastro edilizio, recente e passato. Diamoci da fare!
arch. Eva Tonti

25/03/2010 10.35: titolo
Condivido pienamente quanto prospettato, la superficialità con la quale è stato affrontato il problema da parte del governo è esemplare. Sono in accordo con il fatto di essere padrone a casa propria, bastava comunque inserire una norma che imponga al proprietario di far certificare i lavori, sia PER LA STATICITA' CHE PER LE NORMATIVE DI LEGGE DA UN PROFESSIONISTA, senza poi dover pagare contributi all'ente locale, come oggi accade.
M.G.

25/03/2010 11.00: POPULISMO
Semplicemente l'ennesima riprova che al Governo abbiamo degli ignoranti populisti. Ma così ci piace, visto che la maggior parte di noi li vota....
Mimmo

25/03/2010 11.17: Ristrutturiamo, sopreleviamo, condoniamo
...poi quando si verifica il crollo di una palazzina (Vigna Iacobini docet) denunciano penalmente chiunque abbia appeso una quadro nel condominio, oppure se si verifica un terremoto noi architetti andiamo a periziare gratuitamene, a spese nostre ed a nostro rischio e pericolo le case lesionate...
Gigi

25/03/2010 11.42: titolo
Premettendo che l'abolizione della DIA per opere di manutenzione straordinaria è una scelta che definirei grottesca, preoccupante che rasenta l'ignoranza del problema, devo aggiungere di contro, che alla domanda che si può porre alla maggior parte dei privati che si affidano ad un professionista, cosa ne pensa dell'iter burocratico italiano? Non dà una risposta............ A parte le proposte preelettorali, riflettiamo su quanto il nostro sistema sia FOLLE e complicato! Oltre a riflettere facciamo qualcosa di concreto Distinti saluti
Andrea Lombardi

25/03/2010 12.07: una cosa gravissima!!!
ma perchè non riusciamo a far sentire la nostra voce sugli organi di comunicazione! di questa cosa si è detto in sordina ma è inaudita! non è questa la "semplificazione" delle procedure che serve. perchè gli ordini e i consigli nazionali non fanno sentire la loro voce? compriamo pagine sui giornali! facciamo manifestazioni! E' inutile parlarne qui sul sito dell'ordine che leggiamo praticamente solo noi, bisogna avviare una campagna di stampa seria! coinvolgere la TV! non pensiamo che la professione sia solo di 4 archistar che tanto troveranno sempre incarichi da star, pensiamo alle migliaia di professionisti con studi medio/piccoli che di questo vivono e che però svolgono anche un ruolo di controllo per la stessa amministrazione ed a vantaggio della collettività sulle opere che vengono effettuate!
federico gigli

25/03/2010 12.08: CALCOLO
Puro calcolo pre-elettorale: aboliamo la "tassa" della DIA - che incide tra dovuti e Tecnico incaricato da quel paio di mila euro in su - scontentando una categoria di votanti e mettendo a rischio quanto sottolineato all'unanimità da tutti i colleghi OPPURE accontentiamo la pletora di "volenterosi" e "interventisti" del mattone, che corrisponde ad un buon 50% della popolazione? Buona la seconda?
archi

25/03/2010 12.23: Risposta a 'mai più il mio voto'
Mi pare che questo decreto sia coerente con tutto l'apparato di arroganza e pressapocchismo che fa da humus a questo governo. Il governo del "fare"! fare ad ogni costo, fare quello che si vuole e se qualche norma (lacci e lacciuoli) si pone di mezzo, fare comunque. Un governo che vede i "custodi della legalità", ovvero i magistrati come nemici giurati... pensa un po' noi semplici "tecnici"!!! Perchè non dovresti più votarli? Fanno quello per cui sono stati eletti!
Arch. Andrea Cavini

25/03/2010 12.25: titolo
la deregulation che da tempo colpisce vasti strati della vita civile, ricordiamo la abolizione del Genio Civile e delle sue competenze territoriali, incise ora con questo ennesimo colpo di mano anche su quelle attività la cui indiscriminata realizzazione ha prodotto già episodi gravi e luttuosi. Facendo credere alla gente comune che la verifica ed il controllo da parte di "tecnici" formati per la valutazione, sia un inutile orpello se non più surrettiziamente una difesa di corporazione del mantenimento di una egemonia su fatti che attengono a scelte "private", si alimenta il disordine sociale e con questo l'idea che la città non sia più un bene collettivo su quale estendere un controllo consapevole per la tutela della sicurezza e della qualità della vita. Temo che assisteremo al disfacimento, non solo del patrimonio edilizio generale, ma anche ad un attacco al patrimonio storico e monumentale su quale si potranno eseguire, con ulteriori e subdole modificazioni legislative, interventi guidati magari da ragionieri e geometri, tanto chi non sa non si pone il problema e poco ne soffre.
Paolo Casicci

25/03/2010 12.38: Qualcuno avverta il Sindaco....
La deregolazione normativa, mi sembra, allontani dalla civiltà ed avvicina pericolosamente alla barbarie.... dovremmo fare più attenzione a dove mettiamo la crocetta quando chiamati al voto.... siamo sempre 250.000 in Italia! Qualcuno avverta il Sindaco Alemanno delle prossime mancate entrate nelle casse comunali... io mi sono perso il suo numero di telefono.
Roberto Zompì

25/03/2010 12.40: titolo
L'unico commento che posso fare è: a cosa serve l'ordine degli Architetti se non riesce a tutelarci ?
Arch.Luciano Soldi

25/03/2010 13.00: titolo
concordo pienamente. Anche senza presentazione al Comune dovrebbe essere conservato dalla proprietà dell'immobile in cui si effettuano i lavori un nulla osta tecnico con planimetrie ante e post operam.
arch. Giovanni Mori

25/03/2010 13.02: siamo d'impaccio come i magistrati
Questo governo, da repubblica delle banane, ha come unico obiettivo quello di spingere il nostro paese verso un'illegatà diffusa. Regole, norme e leggi sono un'inutile zavorra, mentre i condoni dispensati dal principe, divengono sistema (e strumento di generazione del consenso stesso). L'immagine che vogliono fare passare è semplice: siamo dei parassiti che con la scusa di far rispettare le leggi grassano i poveri utenti. Basta! Credo nella funzione sociale della mia professione, credo nel mio lavoro, credo nel rispetto delle regole per il bene comune. Mobilitiamoci! Lancio l'idea di una convenzione nazionale di tutte le professioni afferenti all'edilizia ed al territorio. E' ora di far sentire la nostra voce.
architetto Angelo Cortesi

25/03/2010 13.07: Non dobbiamo arrenderci!
Pagherei pure il 14,5% di Inarcassa pur di essere remunerato adeguatamente per il ruolo che rivesto e l'impegno profuso. La verità è che i veri precari siamo noi Architetti privi di qualsiasi tutela, che dopo "lenzuolate varie" e questa ultima proposta perdono ulteriore terreno nelle loro competenze. Nei lavori pubblici, se vuoi lavorare, le Amministrazioni comunali "arrivano a decidere" le parcelle (prendere o lasciare). Nel settore dei Privati, questi ultimi tendono - quando possono - a fare a meno dell'apporto dell'Architetto perchè ritenuto "superfluo e costoso, "dirigendo direttamente" imprese compiacenti, con la conseguenza di un generalizzato abbassamento della qualità e del livello di sicurezza delle opere. L'Architetto è ritenuto una figura professionale inutile che lo Stato e la Società gradualmente stanno progressivamente esautorando: ma non ci si può arrendere al fatto che si debba cambiare lavoro per continuare a vivere, neppure si può consentire che in Italia un Architetto possa essere "messo alla mercè" di Committenti pubblici e privati, a volte digiuni culturalmente di qualsiasi competenza architettonica e tecnica, la cui vera richiesta è una pretesa sudditanza dovuta al ricatto dell'incarico, anzichè avere l'unico onesto rapporto in funzione del miglioramento della qualità dell'ambiente e delle condizioni di vita. Non dobbiamo arrenderci!
arch. MSciarra

25/03/2010 14.51: BASTA,BASTA
E' arrivato il momento di finirla, durante la mia carriera professionale ho assistito a scempi di ogni tipo, poi ci sono stati i CONDONI (avrei preferito fare progetti) adesso l'abolizione della DIA. NON E' SERIO perdiamo di credibilità anche noi professionisti. LAVORO, TERRITORIO, CORRUZIONE, ECC. Ma di cosa ci parlano MANDIAMO TUTTI A CASA E RICOMINCIAMO. Ho l'impressione che la normativa, sia edilizia che urbanistica è pura schizzofrenia, si passa da vincoli insuperabili a disposizioni come questa. I lavori molto spesso sono affidati a persone incapaci e ignoranti (ignorano, non conoscono) che si improvvisano impreditori edili ecc. ecc. La finisco qui, sono veramente arrabbiata vorrei che questi geni passassero una settimana di lavoro nei cantieri e negli uffici tecnici comunali. Ma continuando così non avrò più questo problema resterò a casa a fare l'uncinetto.
Arch. Rossana M.

25/03/2010 16.40: senza parole
Chi ha proposto una legge simile dimostra appunto ignoranza generale nella materia e poco rispetto verso le professioni tecniche come quelle dei geometri, ingegneri,architetti. Professioni antiche quanto il mondo. Il tutto a favore dei "commercianti" e di squadre-(imprese/ditte) spesso non competenti che nn si affidano a figure specializzate per le loro realizzazioni. Bisogna fare qualcosa. Non si può permettere al governo di decidere al posto dei professionisti delle sorti dell'edilizia. Il controllo qualitativo è fondamentale per evitare scempi e disastri strutturali.
Arch.Roberta Pastore

25/03/2010 17.46: titolo
Penso che solo due scemi come Calderoli e Brunetta potevano elaborare una "porcata" (per usare il linguaggio di Calderoli) come questa, ma è ancora più assurdo che tale decisione sia stata approvata dall'"urbanista" Silvio B. Spero che ci sia una grande mobilitazione di piazza delle categorie professionali, alla quale io parteciperò sicuramente. Un plauso al presidente dell'Ordine degli Architetti, per la sua bellissima lettera.
Geom. Giovanni Di Palermo

25/03/2010 17.47: titolo
concordo sui contenuti ma non sul modo di protestare. invece di comunicati e lettere ai deputati (che rimangono spesso lettera morta) bisognerebbe prendere iniziative politiche nel senso piu' nobile del termine. farsi sentire, trovare forme di protesta visibili, e non circoscritte al settore, come spesso accade. invitare gli iscritti che rivestono posti strategici ad attuare forme di protesta che possano bloccare il sistema. oppure trovare efficaci forme di informazione che illustrino i cittadini della gravita' di tali provvedimenti populistici. offrire un servizio insomma e non solo una protesta
marco lanzetta

25/03/2010 17.54: titolo
Che dire, la professione dell'architetto conta sempre di meno ed è letteralmente emarginata dalla società (in)civile. L'ordine conta come il 2 di briscola, perchè non è politicamente influente. Provate a toccare la lobby dei massoni notai o farmacisti, vedi subito che succede.. E poi come si fa a spiegare a Berlusconi che le tematiche urbanistiche ed edilizie sono di competenza ESCLUSIVA delle regioni? Come fa ad arrogarsi sempre poteri che non gli spettano?
arch.clementi

25/03/2010 18.00: Sono d'accordo con l'ordine ma ci sono i comuni
Che per le MS ci voglia un tecnico sono d'accordo, sono d'accordo per la DIA, purtroppo i comuni se ne sono approfittati troppo ed hanno messo troppi lacci e lacciuoli per cui quella che doveva essere una semplificazione è diventata una cosa complessa e contorta per cui alla fine si arriva a queste soluzioni. Che il troppo storpia è un vecchio detto, basta guardare come la regione lazio ha interpretato le norme urbanistiche e paesistiche ultime o la legge sulla casa, per capire come si può arrivare a certe conclusioni, la troppa burocrazia porta poi a risultati eccessivi.
eduardo li gotti

25/03/2010 18.05: ordini?
Come si pronunciano gli Ordini delle altre province italiane? l'OAT di Torino ha aperto una pagina informativa sul proprio sito in cui pubblica articoli sull'argomento senza commento. Che dite, quest'anno pago l'iscrizione o invio anch'io il bolletino MAV senza "commento"?
arch D.Nigra

25/03/2010 18.34: titolo
facciamo una manifestazione scendiamo in piazza !!!!!!!!!!!!!!!!!!
fausto gargaglia

25/03/2010 19.08: deburocratizzazione de che???
Ho iniziato l'Università non certo credendo che un giorno avrei realizzato opere maestose, ma di certo, ero convinto che la figura del tecnico fosse necessaria per lo sviluppo della nostra città. Poi, dopo qualche anno: via le tariffe minime (risultato: tracollo economico e perdita di incarichi in nome del "..ho un amico geom/arch/ing che mi chiede "x" euro meno di te"). Ora, stop alle DIA, principale fonte di lavoro per una categoria che si è ridotta a dover fare da interfaccia tra committente ("Mille Euro per quattro fogli di carta?!?!"), imprese ("Architè, il DURC non serve!!"), e Municipi che ti cambiano le carte in tavola in base alle disposizioni del dirigente di turno (Basti vedere cosa vuol dire presentare una DIA in III, XV, XVII, o ancora peggio, X Municipio!!). Il Tecnico è oramai una persona che ti fa perdere tempo e denaro, meglio mandarlo a fare un altra professione!!
arch. danilo riccucci

26/03/2010 00.41: la DIA è una garanzia per gli stessi cittadini.
troppe volte i lavori fatti da piccole imprese di ristrutturazione improvvisate hanno creato problemi sia di carattere strutturale che impiantistico. Sono pienamente in accordo con l'Ordine per rivedere in questa ottica il decreto che abolisce la DIA per le opere che più frequentemente vengono realizzate dai privati. Buon lavoro
arch. Massimo Lamburghini

26/03/2010 10.35: Che fine fanno gli Artt 37 e 46 DPR 380/01?
Si tratta chiaramente di un provvedimento miope. Oltre la valutazione di eventuali danni alla statica dell'immobile, mancando la competenza di un tecnico abilitato, notevoli saranno anche gli abusi rispetto ai regolamenti edilizi comunali. A fine lavori verranno accatastate unità immobiliari urbanisticamente irregolari. In caso di successiva compravendita che fine faranno gli articoli 37 e 46 del DPR380/01? La DIA a sanatoria ai sensi art. 37 non avrà più ragione di esistere e la nullità di atti fra vivi per opere non conformi?
Andrea Di Bello

26/03/2010 11.11: Italia...non donna di province, ma bordello...
Ho constatato un panorama normativo delle Regioni Italiane, in materia, molto "variegato". Il Tecnico deve barcamenarsi tra questa e quella disposizione e poi da regione in regione tutto cambia... poi a Roma "Municipio che vai... usanza che trovi...". Oggi nel Lazio e a Roma cosa si dovrà fare? ...la DIA sarà ancora necessaria per lavori di manutenzione straordinaria che non comportino interventi di modifica su strutture?... si potranno svolgere i lavori con la semplice comunicazione al municipio?... oppure ci si dovrà esporre all'ennesima "lezione del tecnico comunale di turno" che manifesterà il suo "potere di veto" in nome di non so quale normativa?... Vorrei che mi si rispondesse... sto facendo dei conti di costi e spese per il mantenimento economico della mia persona e del mio essere professionista nel panorama economico-sociale italiano. Vorrei, alla mia età (44 anni), comprendere quale sia la funzione economico sociale dell'architetto in Italia senza con questo prendere a pretesto la DIA... ho visto molte altre "distorsioni" al "sistema teorico" del settore riconducibile all'ARCHITETTURA che si sono ripercosse direttamente o indirettamente su persone come me.
arch. antonio capasso

26/03/2010 12.22: dia
Ribadisco che, fin quando continueremo a parlarne tra di noi non cambierà nulla. Perchè non acquistare spazi su tv e giornali per far comprendere al pubblico le nostre ragioni?
Arch.Alessandro Ridolfi

26/03/2010 15.54: titolo
La regione Lazio richiede la DIA per le manutenzioni straordinarie, escludendo quindi l´applicazione del DL pubblicato oggi sulla GU, ma sulla base di leggi regionali precedenti al Dpr 380/2001, quindi come ci dobbiamo comportare? Chiedo All'Ordine degli Architetti di Roma di fare chiarezza al più presto.
Laura

26/03/2010 17.00: titolo
Sottoscrivo pienamente la preoccupazione manifestata dall'Ordine degli Architetti, ed il rammarico dovuto alla consapevolezza che "l'Azienda Italia", sta navigando a vista, e non come una sana "azienda" dovrebbe fare, ottimizzando le risorse a disposizione per, sì snellire le procedure giudicate troppo farragginose per gli utenti, ma salvaguardando al contempo la sicurezza degli stessi, ed il patrimonio collettivo.
architetto Tiziana Cioccarelli

26/03/2010 19.48: titolo
io personalmente mi sto muovendo anche dal punto di vista politico, e non è certo per il voto di domenica non è colpa nostra se ora è stato attuato, parliamone scendiamo in piazza, noi ci saremo ad aiutare l'Ordine (...) date un segno...
fausto gargaglia

27/03/2010 17.47: sempre più isolati
Da architetto romano che vive come moltissimi la realtà del: recupero-manutenzione-ristrutturazione, sono anch'io indignato poichè defraudato di questo strumento di lavoro e controllo del patrimonio immobiliare. Ritengo essenziale INFORMARE l'opinione pubblica di quanto sia dannoso questo provvedimento del "Governo del fare (male)". SUBITO IN PIAZZA CON TUTTI GLI ORDINI PROFESSIONALI. P.S. Caro Ordine, purtroppo se ne parla solo tra noi....
arch. vincenzo sica

27/03/2010 20.04: Comunque siamo vivi.
Cari Colleghi, Caro Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, a me sembra - dai commenti che si possono leggere - che siamo vivi, ma esserlo forse non basta, certo sopravviveremo anche all'ennesima riduzione di competenze che oggi si chiama DIA. Io non credo di si. Però nel contempo credo anche che il malumore che serpeggia nei commenti dei colleghi indichi un male peggiore, che non ha come radice solo la DIA, diciamocelo francamente noi da molto tempo sopravviviamo e non vediamo assolutamente se c'è uno straccio di futuro professionale. Siamo veramente arrabbiati. A tutte le età, nelle varie condizioni lavorative o non, siamo stanchi di vederci passare davanti prima di tutto il tempo che non torna indietro, e soprattutto le occasioni che sono sempre per gli altri, con fatturati da media azienda, con studi enormi, con sistemi informatici pari alla NASA...con... chi più ne ha più ne metta. Questa non è la realtà del professionista romano! Siamo invitati ad eventi fantasmagorici, inaugurazioni di edifici mostra, contenitori dello scibile globale, di conoscenze universali e noi, la maggior parte non lavora o se lavora parla della DIA, del piano casa regionale. Ed ora azzerano anche la DIA! "Ma mi faccia il piacere!" come direbbe Totò ma di cosa parliamo? Anche dell'Inarcassa che aumenta il contributo! E vabbene anche quello, ma forse la domanda più semplice che dovremmo farci è: "ma conviene ancora matenere questo status di professionisti dimezzati?" Ed ancora "ma perchè oltre allo sciopero di cui ho già parlato non boigottiamo tutto quello che è archistar? "Certo un po' ci piace veder cosa fanno i quattro fortunati che lavorano, ma come nei periodo resistenziali forse l'obbiettivo che dobbiamo perseguire è un pochino diverso, non più la sopravvivenza ma una professione dignitosa che abbia respiro, come a me sembra lo abbia negli altri paesi avanzati (leggi Europa). Un dubbio... forse l'Italia non lo è! Ed allora? scioperiamo!
architetto gianfranco volpicelli

27/03/2010 21.21: D.enucia I.nizio A.ttività
Finisce la "Denuncia di Inizio Attività" ed è bene che si dia luogo all'INIZIO DI ATTIVITA' DI DENUNCIA (e di protesta) Denuncia e informazione su quanto di deplorevole sta accadendo a danno dei cittadini e dei professionisti, indirizzate alla società civile tutta, attraverso il Web, attraverso i media (anche a pagamento), e propedeutiche a manifestazioni di piazza. Raccogliamo e coordiniamo tutte le nobili energie espresse in queste sentite opinioni, finalizzate alla difesa della professione e del territorio sul quale essa si svolge. Chiunque condivida questa linea faccia pure seguito e riferimento a questo commento
arch Guido LOMMI

27/03/2010 22.25: DENUNCIA INIZIO ATTIVITA'
Finisce la DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA' ed e' bene che si dia luogo ad un INIZIO DI ATTIVITA' DI DENUCIA (E DI PROTESTA). Denuncia ed informazione su quanto di deplorevole sta accadendo a danno dei cittadini e dei professionisti addetti ai lavori, indirizzate alla societa' civile tutta, attraverso la rete, attraverso i media (a pagamento) e propedeutiche a manifestazioni di piazza. Raccogliamo e coordiniamo le nobili energie espresse in tutte queste opinioni, finalizzate alla difesa della professione e del territorio urbano sul quale essa si esplica. Chiunque sposi questa linea, facci seguito e riferimento al presente commento.
arch. Guido LOMMI

30/03/2010 12.27: Che ho studiato a fare?
Laurea, specializzazione, continui aggiornamenti per poter esercitare degnamente e con criterio una professione tanto bella quanto complicata. Dobbiamo sapere tutto per poterci confrontare con clienti sempre più informati e leggi sempre più restrittive e poi PUFF, salta fuori che non serve più nulla di tutto questo? Con che faccia andiamo da un cliente a dirgli che non può fare questo o quello se ora è legittimato a fare tutto da solo? E senza DIA che fine fà la sicurezza in cantiere? la 46/90? la lotta al lavoro nero? e in tutto questo mi chiedo, ma l'Ordine che fà? Abbia almeno la decenza di organizzare una manifestazione di protesta!
Arch. Molfetta

30/03/2010 18.04: deregulation amore mio
cosa ci si può aspettare da un governo che distorce il concetto di libertà, che educa a scavalcare le più elementari regole dell'educazione, del vivere civile e del buon gusto. Sempre più a scapito della qualità.... la qualità del vivere quotidiano.
Bruno Menconi

31/03/2010 07.11: vessazioni
consegnare una DIA è un prcorso di guerra presso i municipi, manca questo , manca quello questo lo devi modificare, manca una misura, ed ogni volta è una fila, i funzionari invece di facilitare aumentano le difficoltà che spesso sono risolte con i soliti mezzi all'italiana, allora ben venga questa deregolazione, obbligando, eventualmente il committente a consegnare solo una semplice certificazione sulle opere eseguite, su questo sono favorevole, senza passare per le forche gaudine dei tecnici comunali che a seconda come si sentono o si svegliano ti facilitano o complicano la vita.
claudio carlini

31/03/2010 13.03: Brava gente
Di fatto, non hanno altro che legalizzato umore, convinzioni e desideri della maggior parte di quelli con cui ci si confronta, clienti e imprese ... Quanti di noi non hanno sempre sputato sangue per farsi rispettare o non si sono sentiti appena tollerati giusto perhè la legge imponeva agli uni e agli altri di ricorrere alla nostra prestazione professionale ?! Detto fatto, un'ondata di praticone realismo, unica vera fede italiana, che di politico ha ben poco ma si fonda sulle certezze delle indagini di mercato (...per dare alla gente ciò che la gente si aspetta) da i suoi frutti. Quel realismo da "brava gente" che, in una "cultura" dagli orizzonti limitati alla propria canna del gas, garantisce sempre qualsiasi consenso, ci ha semplicemente e finalmente tolto di mezzo. Pensate soloo alla stragrande maggioranza degli illuminati e colti titolari di imprese e di impresette edilizie, quanto essi, motore trainante della nostra economia (viene da piangere o da ridere, non sp...) si possano sentire finalmente bene, pronti a prendere in mano il Paese, non avendo più noi tra le palle ... Oh... ovviamente, dall'altra parte, il Paese di lungimiranti piccoli proprietari "fai da te", quando vengono giù case e strade e pezzi di paesello ... piagnucolando continuerrranno a chiedere "che lo Stato faccia qualcosa" "ora lo Stato ci deve risarcire" "piove... governo ladro". Un edificante colloquio tra titani. Un Paese senza speranza. Io, per fortuna, ho già cambiato mestiere, da un paio d'anni. Baci a tutti.
Marco Bisulchi

01/04/2010 08.12: titolo
Mi trovo d'accordo con quanto esposto in merito al ruolo del tecnico per garantire l'incolumità di tutti. Medito però sul fatto che spesso le stesse imprese forniscano al cliente il "servizio" di firma della DIA, effettuato da colleghi che di fatto non eseguono le dovute verifiche, ma che dati i tempi di "carestia" trovano comodo accettare. Inoltre ci rivolgiamo al Governo dei condoni edilizi, perciò quale sensibilità pensiamo di trovare? comunque insistiamo a portare avanti i temi della sicurezza sociale in tutta onestà.
L. D.

01/04/2010 10.39: senza la dia...
La mancanza della redazione della DIA per quanto attiene le opere di manutenzione straordinaria, comportera' sicuramente anche una disattenzione verso i problemi di sicurezza del lavoro (applicazione del dlgs 81/2008 e succ.) in quanto a oggi la p.a. basa la figura del d.l. anche e/o come responsabile dei lavori ai sensi della sopracitata. Sembra impossibile immaginare che dopo una buona serie di passi avanti nei quali i professionisti, oltre hanno avuto una pubblica funzione e molte responsabilita' delegate, debbano lasciare spazio alle incompetenze anche molto diffuse delle piccole imprese e/o di molti artigiani improvvisati.
architetto antonio agostino catallo

01/04/2010 15.15: ma di che parliamo?
Personalmente condivido quanto intrapreso dal Presidente Schiattarella, ma ritengo che quanto finora fatto non sia sufficiente. Noi stiamo perdendo in dignità e credibilità. La collettività, nella sua grande maggioranza, ha sempre pensato che la nostra fosse una professione rivolta ad una ristretta Elite e costituita principalmente da esercitazioni formali (= di forma). Le parti politiche (Bersani prima, Brunetta ora) hanno confermato questa opinione altrui. Non mi riconosco nei principi portati avanti dai nostri politici: un probabile quarto condono (per ultimare, dove non erano riusciti gli altri tre, lo sfascio del nostro territorio), il taglio dei costi sulla sicurezza, la mancata indagine sulle responsabilità di ognuno nelle situazioni critiche, il non riconoscimento di figure di riferimento quali la nostra. Non condivido l'idea dello sciopero ma per un unico motivo: ma davvero pensiamo che qualcuno si accorgerebbe che stiamo scioperando? Ma noi non esistiamo! Chiedo invece al Presidente di alzare il tiro e la voce; chiedo più presenza critica nei dibattiti; chiedo di intraprendere una campagna di informazione presso i media tutti, per far conoscere alla gente (e non solo ai parlamentari che hanno come unico interesse non quello del bene comune ma il proprio) il nostro lavoro e il nostro impegno, ma soprattutto per informare chi non sa o fa finta di non saperlo, quale sia la funzione dell'Architetto impegnato tutti i giorni a fare fronte alle proprie responsabilità ed al proprio dovere. Personalmente mi impegno ad un ancora maggiore rigore morale perchè credo che dovremmo non mostrare mai il fianco ad alcuna provocazione.
arch. stefania baldi

02/04/2010 12.33: DIA o non DIA
tendenzialmente, da tecnico sono favorevole a che la DIA venga ristretta ad ambiti più impattanti sull'urbanistica (è infatti comunque aberrante che si debba richiedere un titolo abilitativo anche solo per spostare una porta lungo un muro) ma trovavo assolutamente sensata ed intelligente la proposta dell'Ordine di Roma di subordinare l'inizio delle opere ad una relazione tecnica con allegati disegni, perchè comunque il committente può non essere in grado di valutare se e quali elementi sono effettivamente portanti, in particolare sugli edifici degli anni 20 e 30 in cui la tecnica del cls armato si è sovrapposta (anche costruttivamente) a quella delle murature portanti. Se, infatti, "togliamo" dalle MS i 30gg di silenzio-assenso, la necessità di legittimare la preesistenza facendo ricerche d'archivio spesso inconcludenti (come all'USCE) o oggettivamente lunghe (come quando serve di accedere all'archivio progetti del IX dip: Dio ce ne scampi sempre!), e, quindi, "riducessimo" il tutto ad un asseverazione circa il rispetto delle norme igienico-sanitarie (ma è così difficile uniformarle a livello nazionale?) e sul non intervento su parti strutturali mi sembra meglio (ma siamo poi sicuri che tutti i colleghi siano in grado di valutare correttamente? io ho incontrato tanti colleghi che non capiscono molto di elementi strutturali, magari perchè nella professione si occupano di tutt'altro... e comunque prendiamo atto che dalle università escono persone non correttamente formate nè sensibilizzate sui tali temi). Sarebbe comunque utile proporre che a livello nazionale vengano stabilite quali opere ricadano in MO, quali in MS, invece che lasciare la scelta ai singoli comuni (e comunque, è mai possibile che a Roma tocca andarsi a cercare nemmeno le deliberazioni, ma le circolari interne per capire quali opere vadano in MS e quali no?).
Marco

06/04/2010 09.44: titolo
Se il problema per l'elimanazione della DIA sono le parcelle che ricadono sui clienti - stiamo parlando solitamente di 1000-1500€ per la DIA e di 6-10.000€ per la progettazione preliminare, esecutiva e DL di una ristrutturazione di 70-100mq (importi spesso al disottto della tariffa ufficiale) - si potrebbe ovviare inserendo - sarebbe ora - una nuova classe di lavori in sostituzione della antica 1e con parametri leggermente inferiori. Se il problema è rinunciare alla sicurezza degli stabili e degli spesso improvvisati operai, aspettiamoci allora l'incidente che farà rinsavire. Concordo con l'invito di Gianfranco Volpicelli. Decidiamo un giorno e facciamo un sit-in. architetti e ingegneri davanti al parlamento. Per Amedeo, grande organizzatore di eventi, non dovrebbe essere un problema riempire la piazza con cartelli, persone e striscioni.
Claudio Renato Fantone

13/04/2010 17.31: SONO PIENAMENTE D'ACCORDO ...
SONO PIENAMENTE D'ACCORDO SU QUANTO AVETE ESPOSTO! PROPRIO PERCHE' SIAMO GOVERNATI DA UNA CLASSE POLITICA DI IGNORANTI E PREPOTENTI CHE VUOLE TUTTI IGNORANTI E SOTTOMESSI! DI CONSEGUENZA ANCHE LE PROFESSIONI INTELLETTUALI RISENTONO DI TALE ASSOGGETTAMENTO! IN SENSO GENERALE COLPA DELLA SOCIETA' PASSIVA E APATICA CHE NON REAGISCE! DI CONSEGUENZA COLPA DI NOI PROFESSIONISTI CHE NON SIAMO UNITI NELL'AFFRONTARE LE BATTAGLIE COMUNI: CI RIFUGIAMO NEL CONTENTINO DI INCARICUCCIO CHE CI GIRA IL POLITICO DI TURNO PER TENERCI BUONI!!!! SONO A DISPOSIZIONE PER ARRUOLARMI NELLA BATTAGLIA!
ARCH. ANTONIO PONTONE

14/04/2010 05.34: titolo
tranquilli, nulla di preoccupante. Basta solo aspettare che qualche imbecille approfittando di questa novità cominci a demolire pilastri, travi o quant'altro di brutto in una casa con la superconsulenza di qualche rumeno esperto, ed ecco che i nostri politici indaffarati tra cocaina, escort ed altri passatempi, riconsiderino il caso. Questi personaggi poco onorevoli, tolgono lavoro ai tecnici ma vogliono più soldi di tasse da questi. Dov'è la logica?
Luigi, architetto

01/05/2010 20.59: Ben Venga l'abolizione della D.I.A.
L'istituto della DIA è stato, sin dalla sua entrata in vigore, completamente snaturato dalle pubbliche amministrazioni, che controllano capziosamente quanto loro presentato, respingendo spesso elaborati grafici ed asseverazioni con motivi sovente speciosi, ripristinando de facto il loro ius concessorio od "abilitativo" che dir si voglia. In pratica la DIA da comunicazione soggetta a controllo è tornata ad essere pratica edilizia farraginosa, preda di arbitrarie interpretazioni dell'impiegato di turno, che si limita a controlli cartacei e formali e che assai raramente verifica ciò che si compie in cantiere. A questo si aggiunge la patetica processione di committenti, che si presentano negli studi dei professionisti con i disegni di come vorrebbero modificare il proprio alloggio già belli e fatti, riducendo il ruolo dell'architetto a mero asseveratore dei loro desiderata, squallido intermediario tra il proprietario e la burocrazia più criptica. PERSONALMENTE PASSO PIU' TEMPO A COLLAZIONARE DOCUMENTI INUTILI, QUANDO PRESENTO UNA DIA, ED A FARE ANTICAMERA in attesa di essere ricevuto PROTERVI FUNZIONARI, piuttosto CHE A DISEGNARE, CALCOLARE E PROGETTARE. BENE FA IL GOVERNO BERLUSCONI AD ELIMINARE LA DIA PER OPERE INTERNE! Saranno i proprietari più accorti e le imprese serie a dotarsi dei progetti e delle asseverazioni degli architetti; è ora che imprese e proprietari siano responsabili, realmente punibili in caso di gravi inadempienze, delle modifiche interne agli alloggi, come avviene in Europa, senza trincerarsi dietro inutili carte timbrate dai Professionisti. Basta con la burocrazia vana dei controlli formali, che avvilisce l'opera di architetti ingegneri e geometri! Torniamo a fare i progettisti, lavoriamo all'interno del mondo produttivo, anzichè sfornare inutile cartaccia!
Francesco Broglia Architetto

08/05/2010 04.13: Decreto MS senza DIA
Sono pienamente d'accordo con il mio Ordine di appartenenza, l'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia, nel batterci per la modifica del decreto in oggetto. Anzichè fare passi avanti nella sicurezza edilizia e tutela contro il lavoro nero il governo, in modo preoccupante, disarmante ed imbarazzante, emana decreti non conformi alle esigenze della società. Non mi sento rappresentato politicamente da questo governo, è discorde col mio modo di pensare e, fortunatamente, non solo con il mio. E' soprattutto in questi casi che l'Ordine deve far valere la propria voce, manifestando situazioni ed argomentazioni tecniche che spesso i politici, per questione di ignoranza, non prendono in considerazione. Spero che noi tecnici, tutti insieme, riusciremo a vincere questa battaglia non solo per assicurare sicurezza ai cittadini, ma anche per tutelare la nostra professione.
Francesco Gigliotti

31/05/2010 22.39: complimenti!
complimenti a tutti (ordini professionali e governo!) - la legge approvata e' ancora peggiore della bozza iniziale: non solo i proprietari potranno fare liberamente tutti i casini che vorranno, ma noi professionisti dovremo pure asseverarli; valutero' seriamente se cambiare professione
Claudio

03/06/2010 10.05: Il regresso
La nuova normativa non può che sottolineare l'involuzione che questo paese sta subendo. L'atteggiamento è quello di "disprezzo" nei confronti del ruolo dei professionisti che sempre più vengono screditati. La normativa non soltanto aggrava la sempre più crescente disoccupazione di queste figure ma denota una totale assenza d'interesse per la "salute" delle nostre città. Non si può che constatare l'ignoranza in materia dei nostri ministri, una tendenza ad agevolare l'abusivismo e di conseguenza un plauso al delinquere. Sembra di tornare indietro di sessant'anni.
Concetta

14/01/2011 19.00: C'E' DA AVER PAURA !
SIAMO IN PIENO FAR WEST , COSI' TUTTI AVRANNO LICENZA DI FARE COME GLI PARE IN BARBA ALLA STATICA E AL DECORO DI UN EDIFICIO COMPLIMENTI A QUESTO GOVERNO DI MALFATTORI ED INCAPACI
MANUELA GABELLINI

vedi anche:

MS senza Dia - partito l'iter alla Camera

DL incentivi - agg. rass.stampa [28-03/16-04-10]

Deregulation casa, nodo sicurezza e limiti

DL incentivi - agg. rassegna stampa [27/21-03-10]

Case, liberalizzazioni nei lavori: il no degli architetti

Video - «si tratta di un atto di irresponsabilità»

Manutenzione straordinaria senza Dia (?)

DL Incentivi - rassegna stampa

Emendamento proposto dal CNAPPC

Ddl Brunetta-Calderoli

Il ruolo del progettista/DL nella MS

Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma

Senza architetto è tutto più semplice (?)

Ddl Brunetta-Calderoli - di F. Orofino

Più edilizia libera... di crollare!

Ddl Brunetta-Calderoli - rassegna stampa

Decreto casa, no dalla Conferenza Unificata

Piano casa & Dl semplificazioni - agg. rassegna stampa

Casa... libera tutti

Piano casa & Dl semplificazioni - di A.Schiattarella