Continuiamo così... facciamoci del male

di Aldo Olivo

data pubblicazione: giovedì 13 ottobre 2011

Continuiamo così... facciamoci del male, recitava Nanni Moretti in un suo celebre film. Una frase che purtroppo in Italia è sempre più di attualità.

Pochi giorni fa è venuto giù l'ennesimo palazzo, altre cinque morti assurde si sono aggiunte ad un lungo elenco che forse non avrà mai fine. Notizie di crisi internazionali fanno velo ad un dramma, certamente locale, ma ovviamente dirompente in un paese come il nostro in cui il tessuto edilizio è così obsoleto.

È mai possibile che quest'ultima tragedia non sia degna di una riflessione più approfondita di quella legata alla semplice cronaca quotidiana? È mai possibile che la fine di cinque vite umane trovi così poco spazio nell'anima della società civile che tanto si indigna per molti altri episodi spesso lontani?

Dobbiamo evitare l'assuefazione che si insinua nei nostri cuori, dobbiamo reagire ad episodi come questi che devono farci riflettere, dobbiamo... Le parole non debbono più bastare, è necessario agire e riflettere per evitare il costante ripetersi di tragedie che dire annunciate è ormai troppo scontato. Se poi si hanno responsabilità istituzionali, professionali, di qualsiasi tipo, è un dovere morale riflettere per cercare di non far più accadere episodi di questo tipo.

La mia riflessione però è più ampia; come non cogliere una contiguità tra le molte discussioni che ruotano intorno alle professioni tecniche e queste tragedie. Come non capire che le diverse proposte di deregulation selvaggia di questo periodo non possono che ipotecare un futuro a tinte fosche non solo per un mestiere, il nostro, che ha ricadute così importanti per la collettività, ma anche per il nostro paese.

È pensabile che l'azione di alcuni sia riuscita a fermare il "Fascicolo fabbricato" e che quel tentativo, sicuramente migliorabile, sia stato tranquillamente abbandonato? Il nostro paese sta crollando e, cosa ben più grave, sta uccidendo, ma tutti si trincerano dietro valutazioni parziali e faziose. Come non comprendere che solo quando conosceremo lo stato di salute dei nostri edifici sapremo come affrontare un problema di portata così rilevante per tutti noi.

I Grandi progetti si rincorrono nell'immaginario collettivo ma il vero grande progetto che potrebbe e dovrebbe essere attuato è quello di un radicale, profondo monitoraggio delle nostre città, dei nostri edifici garantendo, con opportuni incentivi e sgravi fiscali, la loro messa in sicurezza.

 

di Aldo Olivo, architetto - segretario Ordine Architetti PPC Roma e provincia
del 13.10.11

 

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