Replica all'articolo su Il Fatto Quotidiano
Pubblichiamo la lettera del Presidente Amedeo Schiattarella al Direttore Antonio Padellaro, in risposta all'articolo apparso su Il Fatto Quotidiano sabato 19 novembre.
n. protocollo 42/2127 e inviata il 21.11.2011
Gent.le Direttore,
durante la conversazione telefonica avuta con un giornalista della Sua testata, pubblicata il 19 novembre scorso, mi ero dichiarato curioso di come sarebbero state riportate le mie dichiarazioni e debbo constatare che le mie preoccupazioni erano fondate.
Partiamo dalla titolazione che, so per esperienza, spesso non corrisponde al contenuto dello stesso articolo, ma scrivere "L'Ordine salva l'architetto della cricca" è decisamente fuorviante e contrario alla realtà.
Che il nostro Ordine, proprio per la sua storia, possa essere fatto passare come complice della "cricca" è fatto inaccettabile che respingiamo fermamente.
Ho spiegato chiaramente all'intervistatore che non potevo rispondere alle sue domande visto che tutti gli atti compiuti dall'Ordine in ambito deontologico sono tenuti al rispetto della normativa in materia di privacy.
Me ne dolgo ma l'Ordine non può agire diversamente, ed il suo Presidente non può dare notizie sugli eventuali procedimenti disciplinari se non in caso di loro definizione con sentenza già emessa e trasmessa agli enti interessati.
Per quanto riguarda il supposto lassismo o malfunzionamento degli Ordini posso solo far rilevare che in ambito deontologico noi possiamo prendere provvedimenti solo dopo aver acquisito gli atti documentali e che non sempre la magistratura li fornisce tempestivamente. Per darLe un'idea, nel caso citato nell'articolo gli atti sono stati richiesti alla Procura competente sin dal Maggio 2010 senza aver avuto, a tutt'oggi, riscontro alcuno.
E' anche vero che gli Ordini, cui spetta il compito di vigilare sul comportamento dei propri iscritti nell'interesse della comunità, faticano a svolgere tale compito e che la necessità di una profonda riforma dell'ordinamento professionale è oramai improcrastinabile.
Su questo però, mi permetta, l'Ordine che rappresento non prende lezioni da nessuno: da diversi anni, infatti, siamo protagonisti di una aspra battaglia per restituire senso al nostro ruolo istituzionale di tutela degli interessi collettivi. Per anni ci siamo battuti per una riforma delle professioni che affronti in modo organico il tema delle competenze, dell'immissione dei giovani iscritti nel mercato del lavoro, delle regole nell'affidamento degli incarichi delle opere pubbliche.
Una battaglia ignorata sistematicamente sia da gran parte della classe politica che dalla stampa.
In un momento di grandi cambiamenti nel sistema professionale la inadeguatezza delle risposte del quadro normativo certamente non aiuta chi è preposto al controllo del rispetto delle regole, ma assecondare la demonizzazione del ruolo degli Ordini che viene fatta presso la pubblica opinione rappresenta un ulteriore ostacolo per quanti, all'interno delle professioni, stanno lottando per cambiare.
Forse deludo chi pensa che gli Ordini siano corporazioni dedite alla tutela dell'interesse di pochi: noi siamo fortemente convinti che la liberalizzazione delle professioni sia una necessaria modernizzazione da perseguire, riteniamo però dannoso per il sistema Paese se questa riforma si dovesse attuare come una semplice e miope deregulation.
Crediamo, infatti, nella competitività ma anche nella necessità di accompagnarla, come avviene negli altri paesi europei, con la definizione di regole certe e chiare proprio per dare garanzie alla comunità in cui noi operiamo.
Comprendo gli architetti che, a fronte delle difficoltà enormi a far valere gli straordinari valori di cui è portatrice la nostra professione in Italia, reclamano talvolta, con giustificata rabbia, il rispetto delle regole e della dignità professionale.
Comprendo meno chi, tra i professionisti, ne fa oggetto di una polemica strumentale, e forse personale, che non è utile ad un paese che deve e vuole cambiare.
Per una migliore comprensione dei fatti da parte dei vostri lettori, La invito cortesemente a pubblicare questa mia ai sensi di legge.
Distinti saluti
Architetto Amedeo Schiattarella
Presidente dell'Ordine Architetti P.P.C. di Roma e provincia