Stalle e buoi

di Aldo Olivo - DM parametri

data pubblicazione: lunedì 24 settembre 2012

Questi sono giorni coinvolgenti; le leggi, i decreti, i provvedimenti si rincorrono per cercare (almeno secondo l'idea degli estensori) di trasformare l'Italia in un paese interessante in cui vivere è sempre, in ogni momento, un'esperienza affascinante.

Ho tra le mani l'ultimo parto delle menti che ci governano e, mentre lo leggo, un pensiero mi attraversa la mente. Gli estensori, ho finalmente capito, sono dei sostenitori del famosissimo metodo della stalla e dei buoi, chiudendo la prima quando i secondi sono già scappati. Infatti non riesco a dare altra spiegazione alla logica perversa che da una parte abolisce le tariffe professionali mentre, dall'altra, le reintroduce per i soli contenziosi.

 

Il DM 140/2012 ci dice come calcolare i nostri compensi... ma solo se stiamo in causa con il nostro interlocutore, altrimenti ci dobbiamo arrangiare.

Ma non era meglio - e più semplice - promuovere ed incentivare un metodo condiviso, precedente alla fase litigiosa, prima di giungere al contenzioso; non si poteva cercare di ragionare su un compenso equo che tutelasse il committente e il professionista?

 

Qualcuno adesso obietterà che questo è già possibile visto che l'attuale legge parla di compenso pattuito tra le parti, ma tutto sarebbe più chiaro se si individuasse un criterio, un parametro, un meccanismo che non danneggi tutto e tutti, a cominciare dal lavoro stesso. Imporre alle parti di  stabilire qual'è il giusto compenso è troppo aleatorio e fumoso, così com'è lasciato alla buona volontà degli uomini (qualità che quasi mai è presente nell'agire umano, specialmente quando si parla di soldi!).

In altre nazioni, ad esempio, hanno pensato bene di mantenere un sistema tariffario (e non credo che per questo saranno buttati fuori dall'Europa), utilizzando un metodo affascinante nella sua semplicità; alcuni, infatti, hanno effettuato un'analisi dei costi delle singole attività professionali e quindi individuato parametri perfezionabili ma certamente non vessatori nei confronti di nessuno. Noi, invece, siamo sempre i più bravi nell'approccio autoflagellante (qualcuno forse ricorderà la fantastica figura di Tafazzi, quello che si picchiava da solo nelle parti più delicate) e quindi prima aboliamo le tariffe (continuo a non capirne il senso) per poi renderci conto che almeno nella fase del contenzioso giuridico sarebbe opportuno avere un parametro.

Ma allora non sarà che sarò costretto a calcolare i miei compensi con quelle tabelle anche nella fase iniziale? Se non procedo così e stabilisco un altro onorario, come faccio poi a calcolare un altro compenso nel momento della contrapposizione? Qualcuno mi obietterà che la legge parla di tariffe solo se non si siano raggiunti accordi precedenti, ma che senso ha? Forse, allora, è più semplice  applicare subito quei parametri così, se poi ci dovesse essere un confronto in aula, avremo almeno la conferma della nostra parcella iniziale.

Già prefiguro situazioni in cui il tecnico presenta una valutazione al committente, poi, un bel giorno, i due litigano e quindi si trovano in posizioni contrapposte. Solo a quel punto il committente contesterà l'onorario al tecnico che, a questo punto, redigerà un compenso secondo il DM 140/12, presentando un diverso compenso. Questo potrebbe accadere comunque perchè in quel momento verranno anche messe in discussione le scelte iniziali, il tecnico dirà che ha svolto ulteriori e difformi attività, il committente sosterrà che il professionista non ha svolto neanche quelle pattuite. Si arriverà alle carte, questa nota che sostiene alcune cose e quella nota che smentisce altre decisioni. A quel punto l'avvocato però invocherà il contratto stipulato tra le parti in cui vi era riportata la somma iniziale. L'avvocato dell'architetto argomenterà però che in  caso di contenzioso si deve sempre ricorrere al DM 140 che stabilisce queste fasi.

Ma l'avvocato del committente, a sua volta … insomma un rompicapo allucinante.

 

L'amara verità sapete quale sarà, sempre?

Che l'architetto aspetterà anni per vedersi riconosciuto uno straccio di compenso, alla faccia della chiarezza e della semplicità!

 

di Aldo Olivo, architetto
del 24.09.12

 

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Commenti

12/10/2012 13.48: Stalla e buoi
Ottime considerazioni, mentre l'architetto aspetterà gli avvocati si faranno pagare! Io ho un'idea di come pattuire il compenso per noi tecnici: considerato che in Europa si possono applicare Norme Comunitarie, nel contratto si pattuisce che il compenso sarà determinato utilizzando il sistema tariffario di Archh e Ingg vigente in Germania, quindi "a misura" e non "a corpo" sulla base della prestazione che sarà eseguita. Il sistema tariffario della Germania è stato tradotto al Centro Studi del CNI ed è reperibile in rete.
Giandomenico Merlo, ingegnere

vedi anche:

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di E.Milone e A.Schiattarella - Riforma delle professioni

Parametri per compensi professionali

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