L'architetto-ortolano

di Aldo Olivo

data pubblicazione: lunedì 7 gennaio 2013

Da tempo conosciamo le categorie dell'Architetto-pianificatore, paesaggista, conservatore, ecc. ma in realtà non abbiamo mai preso in considerazione la vera, unica macro-categoria che accomuna quasi tutti noi: l'Architetto-ortolano

Mi scuso per questo riferimento "azzardato" che tutti avranno ben compreso, ma credo che i fatti recenti, la storia degli ultimi interventi della politica, la congiuntura internazionale e la situazione del nostro paese, non lascino più dubbi.

Certo ogni tanto ripenso alla lettera - l'ormai lontano 19 settembre 2007 - del Presidente Sarkozy, e già solo l'incipit: "Voglio porre l'architettura al centro delle nostre scelte politiche." La dice lunga su quello che avviene in Italia e negli altri paesi. Non dico (anche se ancora ci spero) che la nostra classe politica debba comprendere il senso ed il valore del nostro lavoro ma che almeno non agisca per annichilirci, per cancellarci definitivamente!

Quando uno Stato prende continui provvedimenti volti alla MORTIFICAZIONE di un'intera, rilevante, categoria professionale (solo gli architetti sono ben 140 mila in tutta Italia), comincio a pensare che ci sia una reale volontà per annientare l'intero comparto tecnico. Non è necessario andare troppo indietro nel passato. Solo le ultime novità, ad esempio, ci dicono che i professionisti (però qualcuno mi spieghi anche il perché) non potranno beneficiare delle misure di certificazione e compensazione dei crediti nei confronti di enti locali, regioni ed enti sanitari.
Poche righe su un importante sito professionale ci dicono, laconicamente, che la Commissione Industria del Senato ha respinto un emendamento durante l'iter di conversione della ormai Legge Sviluppo bis.
Il risultato è semplice: le imprese avranno questa opportunità ma noi … cattivi, cattivi, no! Un meccanismo tardivo ma utile per consentire di riequilibrare la spaventosa sperequazione tra uno Stato che esige il pagamento immediato di quanto dovuto ma che si prende tutto il tempo che gli aggrada nel momento di pagare, non è SEMPLICEMENTE applicabile ai professionisti, secondo i nostri politici. Alla faccia dell'equità; vocabolo mai usato così tanto a sproposito come in questo periodo.
In questo momento, secondo la notizia pubblicata da EDILPORTALE, "… continua il problema dei ritardi dei pagamenti, arrivati a una media di 180 giorni. Al momento, si legge nel comunicato del Cnappc, il debito della Pubblica Amministrazione nei confronti degli architetti ammonta a 500 milioni di euro e causerà probabilmente la chiusura di molti studi", senza parlare delle somme dovute dal grande ambito dell'edilizia privata.

Di fatto ci stanno dicendo che non è importante che ci paghino però, con un grande senso dell'ironia, ci dicono che da gennaio dovremo anche attrezzarci per ricevere pagamenti con moneta elettronica. Dovremo tutti munirci di quelle macchinette che hanno i benzinai, i commercianti, in cui infilare il bancomat o la carta di credito. Già immagino l'Architetto che dice alla sua cliente: Come vuole pagare, Signora, con assegno o carta di credito?
Mi ricorda un po' quegli artisti di strada che, soli, riescono a diventare una banda musicale portando sulle spalle strumenti di percussione, avendo, tra le mani, una bella chitarra e, in bocca, una simpatica armonica.
Tutto in una sola persona, che gira per la città in cerca di ristoro e guadagno, sai che spettacolo?!? Immagine che evoca molto da vicino la conformazione degli studi professionali italiani che, mediamente, non arriva a 2 - dico 2 - componenti.

Senza dimenticarci degli ultimi, amorevoli, provvedimenti che ci vedono ormai obbligati - da agosto - all'ulteriore balzello dell'assicurazione obbligatoria, alla riforma dell'INARCASSA che, ovviamente, non è nella direzione di uno sgravio ai professionisti, alla fantastica novità della formazione permanente che ci vedrà costretti all'ulteriore "tassa sulla professione" (ci ritroveremo tutti a pagare per poter svolgere il nostro lavoro) con obblighi inderogabili. Riguardo a quest'ultima mannaia calata sul collo dei professionisti, poi, mi piacerebbe capire come si colloca l'aggiornamento quinquennale per mantenere l'attestato per la sicurezza (nel 2013 scattano i primi 5 anni dall'introduzione del D.Lgs. 81/08 che impone, a differenza della 494, un corso di 40 ore ogni 5 anni - o corsi di 8 ore ogni anno) che già prevede dei costi di suo.

Insomma un bollettino di guerra che è solo aggravato dal momento di crisi mondiale ma che, in realtà, implica una chiara e netta volontà, tutta italiana, difficile da capire, per eliminare una professione, la nostra, che dovrebbe essere assolutamente di rilevo in un paese come il nostro in cui, già la sola salvaguardia del patrimonio esistente, dovrebbe prevedere una sensibilità ed un'attenzione su queste tematiche anche maggiore di altri paesi.

Chiudo con un'esortazione; l'Architettura è l'identità del nostro Paese, dobbiamo chiedere ai nostri politici non provvedimenti a nostro favore ma semplicemente di restituire ruolo e dignità all'Architettura.
In questi giorni si sente parlare di una nuova Agenda politica per il Governo che verrà; in un paese normale dovrebbe essere scontato il riferimento alla tutela e alla salvaguardia del nostro territorio restituendo all'Architettura anche la sua componente audace in grado non solo di tutelare l'esistente ma anche di disegnare il futuro del nostro paese.
Buon 2013 a tutti (si fa per dire…)!

 

di Aldo Olivo, architetto
del 07.01.13

 

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Commenti

07/01/2013 22.03: Per evitare il collasso della professione...
1. Legge sull'Architettura, sul modello francese, per chiarire, istituzionalmente e magari costituzionalmente, l'importanza dell'architettura nella società, con firma esclusiva degli architetti per la progettazione architettonica.
2. Abolizione totale delle barriere di fatturato e organico nelle gare di progettazione, che di fatto impediscono al 99% dei professionisti di partecipare ai bandi superiori a 100mila euro, contestualmente all'obbligo di affidare tali servizi tramite il ricorso a concorsi di progettazione con giurie internazionali, non composte da portatori di interessi..
3. Istituzione di elenchi obbligatori, on-line, presso tutte le stazioni appaltanti per gli incarichi di importo inferiore a 100mila euro, affidando a sorteggio obbligatorio e pubblico, i nomi dei professionisti candidati, ritenendo la preparazione di base di un professionista adeguata a svolgere gli incarichi a cui egli, per scelta e consapevolezza delle proprie capacità tecnico-professionali, si candida, selezionando la partecipazione in relazione al titolo di studio e al titolo professionale, sottoponendo il progetto all'approvazione e alla validazione di una commissione per la qualità architettonica e per la validità tecnica dell'intervento, sulla base delle attuali commissioni per il paesaggio.
4. Obbligo dei pagamenti entro 30gg dalla presentazione della parcella, sia per committenti pubblici che privati, con possibilità di sospensione dei lavori per motivi legati al ritardo nei pagamenti durante l'esecuzione dell'opera. (già approvato ma non per i lavori privati…)
5. Ridurre l’eccessivo ricorso all’appalto integrato che di fatto, anziché risolvere i contenziosi li sta aumentando, creando una pericolosa commistione di interessi con le imprese, danneggiando la qualità del progetto e la necessaria imparzialità ed autorevolezza del progettista nel proporre soluzioni innovative e vantaggiose per il bene comune
6. Riprist. immediato di un sistema di parametri per il calcolo delle parc

Arch. Valerio Taccone

08/01/2013 19.07: Grazie, ma....
Caro collega Olivo, ti ringrazio di cuore per i tuoi commenti - articoli. Ciò non toglie che, a mio avviso, l'ordine potrebbe tirare le fila ed organizzare un protesta civile, ma ferma e numerosa. Con una guida che sappia fare questo (vedi uso dei mezzi d'informazione - tv - organizzazione, ecc). La tua unica voce anche se rappresentativa, certo non basta, e quando ti leggo, pur essendo al 99% d'accordo, non posso alla fine, che rimanere con un senso di amaro in bocca, che già mi accompagna quotidianamente nella professione. Alla fine, se chi "potrebbe contare", non riesce a smuovere nulla, il senso delle lamentele rimane solo un piangersi addosso fra noi..... Ovviamente faccio l'ortolano e buon 2013 agli agricoltori diretti !!
Ortolano Claudio Flabiano

08/01/2013 20.05: proposta
per ridurre i costi l'ordine potrebbe istituire dei corsi di aggiornamento professionale compresi nella quota di iscrizione....almeno così potrebbe servire a qualcosa e dare un segnale vero di solidarietà agli architetti in difficoltà....e non a parole...
architetto di strada

08/01/2013 23.12: 100 % d'accordo...
con il punto n. 3 delle proposte del collega Arch. Valerio Taccone...condivido anche il resto, ma la questione degli elenchi professionisti per gli incarichi sotto i 100.000 euro oggi è la cosa che mi coinvolge di più. per quanto riguarda il punto 1 sempre del collega Taccone vorrei aggiungere la proposta di firma esclusiva dei pianificatori per la pianificazione territoriale generale ed esecutiva.
marco palombi pianificatore

10/01/2013 10.35: più pragmatismo?
Concordo su tutto. Aggiungo: penso che l'unico modo concreto per sostenere queste istanze sia di mandare più architetti possibile in Parlamento; E' lobby? Sì, ma le altre categorie non si fanno tanti scrupoli, inutile pensare di farsi sentire come "società civile". Inoltre credo che l'Ordine dovrebbe radicarsi di più sul territorio e coordinare l'attività degli iscritti; mi spiego, penso per esempio ad informazioni statistiche "di mercato": se un architetto per vivere deve avere un volume d'affari 100 e nel suo "comprensorio" c'è un volume totale 1000 a disposizione, ci possono vivere 10 architetti, ma se l'undicesimo ha questa informazione può pensare di scandagliare i territori limitrofi dove magari c'è più margine; sarà poi concorrenza sulla professionalità. Ovviamente la cosa è molto più complessa: es. nel medesimo "comprensorio" un architetto potrebbe scegliere di cambiare campo, in base alle suddette informazioni statistiche; per es. da architettura interni a grafica multimediale, ecc. Non può essere mercato regolamentato per tutti e per noi concorrenza selvaggia. Non nego che certe informazioni l'architetto possa cercarle per sè, ma chi lo trova il tempo? Invece l'ordine potrebbe dare dati già elaborati ad hoc e semplici da consultare, per tutti. Cosa c'entra con il valore sociale e culturale della nostra professione? Secondo me c'entra; sarà ingenuo, ma se un architetto non è costretto ad "annaspare" per non annegare, con un minimo di entrate, può anche diventare più selettivo e curare di più i contenuti. Discrezionalità dell'Ordine? Non credo, ci sarebbe più partecipazione e poi... il clientelismo esiste già, in luoghi ben più nevralgici. Buon anno a tutti
arch. Mario L.R. Leante

11/01/2013 10.53: titolo
Ritengo che quanto da te espresso con grande lucidità è anche da attribuirsi, ad una generale situazione di come noi tutti interpretiamo il nostro ruolo d'iscritti all'Ordine. Ti prego un giorno di venire a vedere la fila all'Ufficio Edilizia Privata, Secondo Municipio di Roma Capitale dal titolo "come ci facciamo trattare". E tutto continuerà così perchè siamo assuefatti, ogni luogo di rappresentanza diventa di potere personale e continuare sarebbe inutile. Promuovi un incontro con il Presidente del nostro Ordine e cerchiamo di verficare perchè siamo arrivati a questo punto, troviamo qualche proposta concreta che ci permetta di dire che esistiamo. Capisco che ci sono argomenti più alti, ma questo che tu hai proposto è di grande importanza. Comunque grazie per averne parlato.
Arch. Fabrizio GATTI

11/01/2013 11.49: titolo
credo che la professione di architetto in italia stia per fallire, totalmente. e allora forse si capirà quanto serviva
A.D.S.

11/01/2013 12.41: concordo
ben detto....
lorenza bartolazzi

11/01/2013 23.05: Assemblea Pubblica prima del default!
Sono pienamente d'accordo sul fatto che serve un'assemblea pubblica straordinaria in cui assumere iniziative straordinarie ed eclatanti per salvarci e portare avanti almeno uno dei punti che ho espresso sopra... A presto.
Arch. Valerio taccone

11/01/2013 23.16: Bene Olivo
Il collega Olivo scrive sempre cose condivisibili. Però mi sembra che non riesca ad avere il peso che meriterebbe all'interno del consiglio. O mi sbaglio?
mario porreca

14/01/2013 14.35: 6 punti condivisibili
Caro collega Taccone, i suoi 6 punti proposti andrebbero sostenuti da tutti gli architetti, ordini, e Cna in primiss da subito. Io aggiungerei di eliminare per sempre il concorso di idee, unico concorsi in cui si premia il progetto e non il fatturato ecc. ma che permette alle amministrazioni di avere progetti di qualità a prezzi vergognosi che al confronto la battaglia nei confronti di Groupon la trovo ridicola.
Arch. Bianca

vedi anche:

Croce e delizia

di Aldo Olivo - DPR 137/2012 & concorsi

DPR 137/2012: nuovi oneri per gli architetti

di E.Milone e A.Schiattarella - Riforma delle professioni

Via libera alla riforma delle professioni

Cdm 41/2012 + GU - notizia in breve, agg. 15.08.12

Al via la legge di EeT

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi

Una proposta per rilanciare l'Architettura

Progettazione & Codice Appalti - EeT Progetti e Concorsi