Parametri per i compensi nei lavori pubblici

di Enrico Milone - DM 143/2013

data pubblicazione: giovedì 9 gennaio 2014

PARAMETRI PER I COMPENSI NEI LAVORI PUBBLICI

La legge 27/2012 ha abrogato la tariffa professionale degli architetti e ha fissato l'obbligo per il professionista di concordare con il cliente il compenso della prestazione prima di espletare l'incarico. L'assenza di riferimenti oggettivi ha messo in difficoltà sia il giudice che deve decidere sul compenso in una vertenza tra cliente e professionista, sia il funzionario che deve stabilire l'importo da mettere a gara in un appalto di progettazione. Pertanto il Ministero della giustizia ha emanato due decreti ministeriali. Il primo DM 140 del 20.7.2012 ad uso del giudice nelle vertenze, il secondo DM 143 del 31.10.2013, (GU del 20.12.2013) per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria. Ambo i decreti possono, nei fatti, funzionare da riferimento, anche se privo di forza giuridica, al fine di concordare l'importo della parcella con un cliente privato.

Il secondo decreto, 143/2013, era atteso da oltre un anno ed è stato sottoposto ai pareri dell'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici, del Consiglio di Stato e del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Un paletto importante è che l'importo da sottoporre a gara (e al ribasso) non deve essere superiore a quello derivante dall'applicazione delle previgenti tariffe professionali (in particolare il DM 4.4.2001) ora abrogate. Ciò implica che il RUP deve fare per ogni gara due volte il calcolo del compenso, la prima volta in base al DM 143/2013 e la seconda in base all'abrogato DM 4.4.2001. Tuttavia il nuovo decreto non richiede esplicitamente che il RUP debba fare una attestazione in merito al rispetto del tetto.

Compenso a percentuale. E' valutato in base agli articoli 2, 3 e 4 del Decreto e in base alle due tavole allegate: Z1 parametro del grado di complessità e Z2 prestazioni e parametri di incidenza. Un esame preciso del sistema di calcolo base va fatto con simulazioni che tengano conto di differenti casistiche di lavori e di prestazioni: in questi giorni sul sito del CNAPPC è stata pubblicata un'analisi in merito. Alcune simulazioni erano già state elaborate dal CNI nel dicembre 2012, riferite alla bozza di decreto, il confronto tra il DM 4.4.2001 abrogato e la bozza di DM 143/2013, sintetizzando la ampia casistica, indicava che per l'edilizia residenziale e per servizi il decreto 143 riduce i compensi in modo leggero; la riduzione invece è più forte per le infrastrutture e la viabilità.

Rimborsi spese. L'importo delle spese e degli oneri accessori è stabilito in maniera forfettaria: per opere di importo fino a € 1.000.000 è determinato in misura non superiore al 25% del compenso; per opere di importo pari o superiore a € 25.000.000 è determinato in misura non superiore al 10% del compenso; per opere di importo intermedio in misura non superiore alla percentuale determinata per interpolazione lineare. Il DM 4.4.2001 prevedeva 30% per incarichi fino a 26.000 euro (50 milioni di lire) e 15% per lavori da 58.131.000 euro in su (100 miliardi di lire). Interpolazione lineare nell'intervallo delle due soglie.
In sostanza, l'abrogato DM 4.4.2001 comportava percentuali più remunerative per i professionisti perché per lavori minori, fino a 26.000 euro, prevedeva il 30% contro il 25% del DM 143/2013. Mentre per lavori superiori a 58.131.000 euro prevedeva una percentuale fissa del 15%, contro il 10% stabilito dal DM 143/2013.

Vacazioni. Per le prestazioni non precisate e non applicabili per analogia (ex compenso a vacazione) si fa riferimento al costo dell'ora di lavoro del professionista, del collaboratore iscritto all'albo e dell'aiuto che nel DM 143/2013 è così stabilito:

  • a) professionista incaricato €/ora da 50,00 a 75,00; 
  • b) aiuto iscritto €/ora da 37,00 a 50,00; 
  • c) aiuto di concetto €/ora da 30,00 a 37,00. 

L'oscillazione tra i due valori consente di tenere conto dell'impegno del professionista e dell'importanza della prestazione.
Le vacazioni non erano previste dal DM 4.4.2001. Pertanto la norma che le regolava prima della abolizione del sistema tariffario era il DM 147/1997. Il raffronto con quest'ultimo mostra che i valori minori dei nuovi importi sono piuttosto bassi, specialmente se si considera che sono importi stabiliti ben 17 anni fa. Infatti i compensi erano per il professionista incaricato lire 110.000, pari a 57 €/ora, per l'aiuto iscritto all'albo 38 €/ora e per l'aiuto di concetto 28 €/ora.

Compensi uguali per tutte le categorie professionali. Come per il DM 140/2012, il compenso viene definito in base al costo dell'opera, alla sua complessità e alla sua specificità. Non varia a seconda che il professionista sia architetto, ingegnere, agronomo, geometra ecc. Ovviamente restano validi i campi di attività stabiliti dagli ordinamenti di ciascuna professione. In base ai quali, ad esempio, un architetto non può partecipare ad una gara di progettazione di un elettrodotto o un ingegnere ha limiti per operare su un edificio monumentale ovvero un geometra può progettare costruzioni solo se modeste. La partecipazione alle gare di servizi di architettura e di ingegneria dovrebbe essere normalmente di pertinenza degli architetti e degli ingegneri civili-ambientali, tenendo anche conto dei differenti campi di attività di pertinenza delle due professioni. L'ammissione di altre professioni dovrebbe essere motivato dalla stazione appaltante.

Tirando le somme, l'aspetto positivo del decreto è che mette ordine nel campo degli appalti pubblici per i servizi di architettura e di ingegneria. Negli ultimi tempi troppe gare sono state bandite con importi a base di gara eccessivamente bassi e redatti con criteri diversi tra amministrazione e amministrazione. Ora gli Ordini ed il Consiglio nazionale, in rappresentanza della professione, devono pretendere che le stazioni appaltanti e i RUP applichino correttamente il decreto. In questa ottica, il CNAPPC ed il CNI, ai fini di facilitare una applicazione del DM senza errori, hanno elaborato un software a disposizione di tutti gli iscritti all'Ordine, che sarà distribuito alle stazioni appaltanti.
Invece nulla cambia, purtroppo, sulla questione degli eccessivi ribassi offerti dai professionisti partecipanti alle gare, contro i quali esistono solo deboli modi di tutela al di là del ricorso alla procedura dell'offerta anomala.

 

di Enrico Milone, architetto
del 30.12.13

 

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Commenti

09/01/2014 23.03: incapacità di governare
In sostanza la politica è stata capace di mettere a soqquadro l'intero settore delle opere pubbliche, con l'abolizione delle tariffe professionali, per correre dietro al mito delle liberalizzazioni. Poi dopo un anno di caos sono stati costretti a ripristinarle chiamandole ipocritamente parametri. Il bello è che gli ordini professionali e cna, pubblicamente proclamavano che la loro reintroduzione era anacronistica. Adesso il vero problema resta quello delle gare al massimo ribasso. Questo sistema folle che vige solo in Italia può essere corretto esclusivamente con la revisione del codice e del regolamento sulle oo.pp.. Bisogna passare da un sistema nel quale per aggiudicarsi una gara si offre il prezzo più basso ad un sistema nel quale si valuti la serietà e le capacità del professionista.
mario porreca

10/01/2014 18.47: inutilità di governare
qualcuno sa dirmi chi è l'aiuto di concetto ?....
architetto di strada

11/01/2014 19.24: anticipato su stessa domanda
ahahaha architetto di strada ha fatto la stessa domanda che avevo in mente io...ma che significa "aiuto di concetto"? chi è?
palombi 21140

05/02/2014 16.40: architetto
...alla faccia delle semplificazioni, ma chi l'ha redatto il documento...Einstein?
Luisa Benato

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