Il CNAPPC contro l'applicazione del POS obbligatorio per gli architetti

data pubblicazione: giovedì 16 gennaio 2014

l'Ordine di Roma si allinea pienamente alle posizioni espresse dal CNAPPC in relazione all'obbligo per gli architetti di accettare pagamenti tramite PoS.

Care e cari Presidenti,
l'obbligo per tutti i professionisti di dotarsi di POS, nei termini e nei tempi indicati dall'allegato chiarimento del nostro ufficio legale, è una inaccettabile vessazione, per di più probabilmente anticostituzionale.

Abbiamo tentato e continueremo a tentare - assieme alle altre professioni · un'azione politica sul Ministero competente per chiarire nei decreti attuativi che sono esclusi tutti coloro che, come noi, non farebbero alcun uso del POS - per numero di fatture e tipologia degli importi - pagandone comunque il servizio, trasformando così una politica di incentivazione della moneta elettronica in una tassa applicata solo ad alcuni cittadini.

Una tale vessazione ricadrebbe con maggiore forza sui giovani architetti che a fronte di redditi già minimi e ulteriormente gravemente ridotti dalla crisi, sarebbero obbligati a dotarsi di POS, pagando per l'inutile servizio una quota rilevante del loro magro fatturato,

Per questo il Consiglio si assume la piena responsabilità, anche tenuto conto del parere allegato, di affermare che tale obbligo non si applica agli architetti iscritti nei nostri Albi, qualora sia fatta salva la possibilità per il committente di pagare con bonifico bancario, che consente la tracciabilità del pagamento della prestazione professionale, ed è comunque una "moneta elettronica".

Per evidenziare il nostro necessario dovere di contrastare una norma così stupida ed iniqua, a nome degli architetti italiani, annuncio fin da ora e pubblicamente che il sottoscritto, che svolge la libera professione, non intende dotarsi di POS e ricorrerà in tutte le sedi, fino alla Corte Costituzionale, per difendere doverosamente la cateoria che rappresento.

arch. Leopoldo Freyrie