Il gioco dell'oca

di Aldo Olivo - Decreto Parametri bis - DM 143/2013

data pubblicazione: mercoledì 12 febbraio 2014

Finalmente una piccola, buona, notizia.

È stato approvato il DM 143/13 che stabilisce la "...determinazione del corrispettivo da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria." che, tradotto in parole semplici, ha reintrodotto le tariffe professionali, almeno per le opere pubbliche.

Con i tempi anomali della politica, che risulta estremamente rapida quando si tratta di promulgare leggi pro-casta e molto "riflessiva" quando deve predisporre leggi utili alla collettività, finalmente si è compreso che un qualche parametro può e deve essere introdotto per valutare un'opera, almeno quella di rilevanza pubblica.

Certamente non si può avere tutto nella vita!
Sarebbe stato troppo se il legislatore ci avesse forniti di un sistema di onorari aggiornati, adatti alle esigenze attuali, e quindi noi professionisti dobbiamo limitarci solo a ringraziare per questo piccolo cadeau che la politica dei satrapi ha deciso di regalarci: GRAZIE!

Eccoci, tutti contenti!
Forse il legislatore ha compreso, ci diciamo, i disagi professionali a cui quotidianamente siamo sottoposti, finalmente un barlume, un raggio di sole nel cielo plumbeo del mestiere. Gioiamo, ma subito dopo il titolo l'occhio cade sul primo "articoletto" di questa leggina e subito le nubi si ricompattano, il cielo vira di nuovo al grigio, la gioia si trasforma prima in stupore e poi in rabbia.
L'articolo 1, al comma 4, tranquillamente sostiene che "Nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 9, ultimo periodo, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, il corrispettivo non deve determinare un importo a base di gara superiore a quello derivante dall'applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in vigore del medesimo decreto-legge".

Ma è uno scherzo? Siamo impazziti?
Questa è la prima, semplice, reazione ad un passaggio normativo che intanto complica inevitabilmente anche la più semplice stima di un lavoro. Appare ovvio che i responsabili dei procedimenti dovranno predisporre due tariffe, confrontarle e solo dopo potranno individuare quella più economica. Ma la cosa che più sconvolge è che, nero su bianco, la legge inchioda i compensi professionali per le opere pubbliche al 2001 (DM 4 aprile 2001); l'ultimo decreto sulle tariffe (solo per le opere pubbliche).

Possibile che la cosa sia passata sotto silenzio? Nessuno dice nulla? Non conta nulla che siano passati ben 13 anni, che nel frattempo il mondo è cambiato piombando in una crisi economica mondiale? Se oggi curassi un malato con un medicinale vecchio di 13 anni, starei utilizzando le cure migliori per il malato? Forse nel frattempo sono usciti altri medicinali, principi attivi migliori, più moderni ed in linea con le ultime ricerche. Noi no! Dobbiamo utilizzare strumenti obsoleti solo per una valutazione demagogica che deve dimostrare che lo stato non spenderà più di quello che spendeva - forse giustamente - ben 13 anni fa, alla faccia del giusto compenso che la costituzione riconosce al lavoro di ogni cittadino.
L'arroganza di un potere sordo ad ogni aspettativa non si preoccupa di "giustificare" un tale abominio, non ci sono tabelle, studi che dimostrino la necessità - e la giustezza - di una tale scelta. Nulla che attesti ancora la validità di quei corrispettivi. Sappiamo solo che dopo tante discussioni, tante battaglie, l'abrogazione dei minimi tariffari del 2006, la successiva cancellazione ad ogni riferimento tariffario (qualcuno gridava: lo vuole l'Europa!?!), ci ritroviamo, come nel mitico gioco dell'oca, al punto di partenza.
Tante discussioni per dire, in soldoni, che dobbiamo utilizzare parametri vecchi, non adatti ai tempi ed ai cambiamenti sopraggiunti. Un "ritorno al futuro" privo di senso apparente.
Mi piacerebbe che qualcuno ci spiegasse! Sono curioso!

 

di Aldo Olivo, architetto consigliere OAR
del 09.02.14

 

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Commenti

13/02/2014 00.21: .
Questo decreto è un vero "regalo" che il governo ci ha fatto. Se fosse dipeso dagli ordini professionali e dal CNA oggi non avremmo neppure questo. Mi sembra ancora di sentirli i proclami di molti colleghi che non era più tempo di pensare alle tariffe perchè rappresentavano un mondo che non c'era più. Ricordo un colloquio avuto con il precedente presidente durante il quale ci informava come l'ordine di Roma stesse studiando una prezzario sul tipo di quelli usati per le imprese. Alla mia obiezione se non era forse più semplice chiedere il ripristino delle vecchie tariffe mi rispose che sarebbe stato tempo perso perchè non c'erano le condizioni politiche. Invece senza alcuno sforzo da parte degli ordini eccole qui le nuove tariffe chiamate parametri (sempre tariffe sono). A volte il governo riesce ad essere migliore dei nostri rappresentanti. Comunque resta irrisolto lo scandalo delle gare a massimo ribasso per contrastare le quali bisogna intervenire sul decreto Bersani del 2006. Saranno capaci gli ordini a balbettare un minimo di richieste? No non saranno capaci, visto che non lo hanno fatto finora, nonostante la nostra categoria con i ribassi del 90% stia praticamente ammettendo di aver rubato soldi allo stato nei decenni precedenti alla legge.
mario porreca

13/02/2014 09.17: forse
forse mi sbaglio, ma di colleghi che lavorino col pubblico non ne conosco.... e mi risulta che quei pochi che hanno questa "fortuna", sono frutto di nepotismo perlomeno professionale, visto che vale la regoletta che per lavorare col pubblico devi aver già lavorato col pubblico ..... regoletta per la quale non ho mai potuto lavorare col pubblico. Pertanto ad una classe professionale, già affetta da cronico mutismo egocentrico, si aggiunge una casta professionale che non ha interesse a farsi notare o che, nella ancor più minoranza dei "non raccomandati", comunque rappresenta una ristrettissima parte della totalità dei professionisti. Svelato quindi il silenzio assenso tipico su questi argomenti.
arch. Claudio Flabiano

13/02/2014 16.04: aggiornamento continuo de che...
mi viene da ridere pensando che ogni anno dovremo frequentare corsi di almeno 4 ore sui compensi professionali.....sai che aggiornamento....che formazione.....oltre il danno la beffa.....e poi questi problemi li conosciamo perche' li viviamo tutti i giorni.....domanda: esiste per caso un organo che dovrebbe tutelarci in questo e se si che fa?...
architetto di strada

16/02/2014 15.04: ancora non si è toccato il fondo
io penso che dobbiamo arrivare ancora a toccare il fondo della crisi, quando ognuno di noi non arriverà più a tirare avanti e ci sarà un in......tura generale allora può darsi che le cose cambieranno.
architetto operaio

16/02/2014 22.02: intanto a lavorare con il pubblico io ho chiuso
magari, caro Aldo e cari colleghi, magari che ci fossero pagate le tariffe anche fossero quelle 2001 !! Gli Enti Pubblici ti fanno lavorare e NON pagano mai !! Altro che 60gg come da indicazioni EU, questi pagano anche dopo due anni e nel frattempo tu hai pagato viaggi trasferte collaboratori consulenti ritenute d'acconto e nel frattempo a te chi ti paga ? Ma tu devi rispettare tutti i termini di consegna e fare anche un super lavoro ovviamente. Ancora aspetto che qualcuno al CNA prenda una posizione netta e decisa contro questi taglieggiamenti e abusi. Nel mentre che aspetto io ho dovuto chiudere ! E a 50anni che faccio ? Aspetto la sontuosa pensione di Inarcassa ?? ciao a tutti
Architetto Andrea Nobili

17/02/2014 10.46: Senza parole
Io credo che farebbero bene ad eliminarla per Decreto la professione di Architetto in questo paese. Non c'è giorno che non rimpianga di non aver fatto il dentista. A che serve questa agonia normativa che ha trasformato la maggior parte di noi in piccoli artigiani della scartoffia? Dateci il colpo di grazia e almeno l'onore delle armi.
L. Boninsegna

17/02/2014 10.58: la sciagura di lavorare con il pubblico
Anche io fino a poco più di un anno fa non avevo mai lavorato con il pubblico e praticamente non conoscevo il Codice degli Appalti, ma con grande sforzo, dopo vari tentativi, sono riuscito ad avere alla fine un incarico dal Comune di Cosenza. Non vi dico i viaggi, il lavoro fatto per mesi in attesa che si formalizzasse l'incarico, le spese vive sostenute e i costi di studio. Ma con entusiasmo, convinto che sarebbe stata una svolta, che avrei sbloccato il mio curriculum e avrei potuto poi partecipare a chissa quali gare. Poi la delusione. Quando ho capito che non sarei stato pagato. L'assessore per il quale avevo lavorato che mi ha consigliato di fare causa al Comune. L'avvocato che mi diceva, si, proviamoci. Quei soldi che avrebbero tenuto in vita il mio studio che si allontanavano sempre di più. Adesso il mio socio ha deciso di trasferirsi in Svizzera a lavorare. Io vado avanti ma ridimensionando le prospettive per il futuro. Adesso credo di aver capito una cosa, un incarico pubblico è solo una sciagura, e se mi ricapitasse, non lo accetterei.
Gianluca Adami

17/02/2014 18.44: non tutto il popolo ha il governo che si merita
...perchè c'è tanta brava gente in Italia che non vive di raccomandazione e di malaffare, e sicuramente brava gente sono i colleghi che hanno commentato. concordo al 200% con l'arch. Flabiano per quanto riguarda il "chi riesce a lavorare con il pubblico". per quanto riguarda il commento dell'arch. Adami beh caro collega non ti conosco ma hai tutta la mia solidarietà anche se non te ne fai nulla ci tengo a dirtelo. anzi farò tesoro del tuo caso per provare ad evitare casini a mia volta. hai citato 2 universi paralleli che non si incontreranno mai la svizzera e il comune di cosenza. l'unica cosa che hanno in comune è che in svizzera finiscono i soldi della ndrangheta. per quanto riguarda il commento dell'arch. Boninsegna, caro collega io invece quasi ogni giorno dedico un cattivo pensiero alle decine dei miei ex professori universitari che non mi hanno mai fatto capire, salvo 1-2 eccezioni, neanche lontanamente cosa significasse esercitare la libera professione in Italia. ma poi ogni volta li perdono, in fondo loro non erano pagati per questo...erano pagati per fare ricerca...
palombi21140

17/02/2014 19.42: formazione continua
Vogliamo parlare anche di questa pagliacciata della formazione continua? Questa trovata, del peggior governo che abbia mai avuto l'italia, è subito stata accolta con entusiasmo dal cna e dal consiglio dell'ordine di roma il quale si è subito affrettato a creare una fondazione per consentire agli amici di lucrare sulla pelle degli iscritti. Adesso lo stesso consiglio ci vuole far credere che ci difende da inarcassa che ha dovuto fare la riforma su ordine del governo peggiore di cui sopra.
mario porreca

vedi anche:

Parametri per i compensi nei lavori pubblici

di Enrico Milone - DM 143/2013

In GU il DM parametri bis

notizia in breve - DM 143/2013

Stalle e buoi

di Aldo Olivo - DM parametri

Parametri per compensi professionali

DM 140/2012 in GU - notizia in breve

Legge Sviluppo in GU

di E.Milone - Sportello unico, SCIA, DIA, PdC

Abrogata la tariffa professionale

di E.Milone - Info Ordine Arch Roma - L.27/2012

LLPP & tariffe: alla faccia della concorrenza

di F.Orofino - DL liberalizzazioni & progettazione