Yacht Design, l’architettura incontra la nautica

Per la prima volta alla Casa dell’Architettura una giornata studio dedicata al settore con progettisti, costruttori, scuole di formazione - L’eccellenza internazionale degli studi romani

di Redazione OAR

 

Dalle linee d’acqua alla forma degli esterni, dall’allestimento degli arredi interni alla componentistica di bordo, fino al controllo delle fasi esecutive e alla produzione in cantiere. Architettura, design e nautica si incontrano, in modo proficuo, nella progettazione dei grandi yacht: un segmento che traina il mercato delle imbarcazioni da diporto – duramente colpito dalla crisi economica ma in progressiva ripresa negli ultimi anni – e in cui l’Italia e gli architetti italiani, con i progettisti romani in prima linea, rappresentano un’eccellenza mondiale.

E’ stato questo il tema al centro della giornata di studio “Yacht Design. Architetture tra due fluidi: innovazione tra progetto e prodotto”, andata in scena ieri presso la Casa dell’Architettura. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma, ha visto la partecipazione di tutti i protagonisti della filiera del design nautico: dal mondo della formazione a progettisti di fama internazionale, fino ai costruttori di punta del made in Italy in campo nautico.

Architettura e nautica: legame stretto

L’evento, al quale ha assistito una vista platea di architetti e studenti, è stata l’occasione per l’Oar – con il coordinamento dei lavori di Francesco Aymonino, della Commissione Cultura Casa dell’Architettura, e la carrellata sulle “architetture per navigare” del consigliere Roberto Grio – di proporre la sede dell’Ordine come luogo d’incontro tra saperi, per provare a superare le criticità di una città come Roma, “in cui sono presenti vere e proprie eccellenze, ma dove manca la capacità di fare sistema”. In questo senso la nautica “ha saputo reagire alle difficoltà, puntando sull’innovazione sia su fronte del design che della tecnologia, con un contributo significativo degli architetti, in particolare di progettisti romani”.

E’ stata la prima volta che un evento dedicato alla nautica è approdato alla Casa dell’Architettura, a sottolineare il “legame stretto tra progetto di architettura e progettazione di un’imbarcazione: molti architetti, noti per opere di altra natura, si sono cimentati su questo tema: da Le Corbusier a Renzo Piano, da Odile Decq a Philippe Starck, da Norman Foster a Frank Gehry, fino ai prototipi disegnati da Zaha Hadid.

Il segreto del successo? Fare sistema

“Gli yacht – ha detto Andrea Vallicelli, designer di Azzurra – sono macchine complesse che si muovono tra due fluidi, aria e acqua, ma sono anche architetture, perché contengono veri spazi abitativi da progettare. La realizzazione di un artefatto così complesso non può che passare da un rapporto sinergico tra dimensione morfologica, estetico-simbolica e prestazionale. Il potenziale del made in Italy nel settore, in questo momento, “è però limitato dalla scarsa capacità di adottare un’ottica sistemica rispetto altri Paesi”.

L’industria nautica italiana, in ogni caso, ha mostrato negli ultimi anni una buona capacità di ripresa, “crescendo di circa il 16% in termini di produzione, sopratutto grazie ai mega yacht. Un trend positivo che rappresenta un’occasione lavorativa per i professionisti, e che può essere messo a frutto attraverso specifici percorsi di formazione. Come il Master in Yacht Design del Politecnicno di Milano, “dove in 18 anni – ha raccontato il direttore, Andrea Ratti – abbiamo formato oltre 1200 professionisti provenienti da tutto il mondo, con uno stretto rapporto con il mondo imprenditoriale”.

Leccellenza dei progettisti romani

Rilevante il contributo, sul fronte del design nautico, da parte di studi di progettazione romani di livello internazionale. Uno degli architetti che ha raccontato la propria esperienza è stato Massimo Paperini, fondatore di Duck Design Studio e tra i promotori del progetto didattico “1001 Vela Cup” presso l’Università Roma Tre, basato su design, ricerca, innovazione e progettazione nautica e velica.

Gianni Zuccon, premiato quest’anno come miglior yacht designer dalla rivista statunitense “Boat international”, ha invece sottolineato – tra l’altro – “l’importanza di ricercare un rapporto di continuità con la committenza: la conoscenza del proprio interlocutore è la base di un buon progetto e permette al designer di interpretare al meglio cultura e identità dell’azienda”.

A raccontare di “essersi imbattuti” nella progettazione nautica “senza avere alcuna formazione specifica in materia” sono stati Claudio Lazzarini e Carl Pickering, soci dello studio fondato a Roma nel 1982, cha hanno voluto rimarcare il valore della cultura del progetto: “L’attitudine progettuale di un architetto – hanno spiegato – si può applicare nel medesimo modo in campi diversi. L’aspetto fondamentale è la capacità di ascolto nei confronti di clienti e tecnici: è questo l’approccio alla base dei nostri progetti nella nautica”.

Il confronto con i costruttori

Momento clou della giornata è stata la tavola rotonda che ha chiuso il programma, nella quale progettisti e principali player sul mercato del prodotto nautico – costruttori di punta del made in Italy come Crn Ferretti, Perini Navi, Fincantieri, Sanlorenzo Yachting – si sono confrontati in un dibattito dal titolo: la via italiana e il progetto nautico, artigianalità vs industrializzazione.

Per chi non è riuscito a partecipare all’evento sarà a disposizione sul sito dell’ordine lo streaming asincrono dell’intera giornata di studio.

# Photo Gallery

 

didascalie foto

Foggy, la barca a vela disegnata da Frank Gehry / Interior Design firmato da Odile Decq per la barca Wally Esense 143 / Motor Yacht A di Philippe Starck / Sailing Yacht A di Philippe Stark / La Kiribilli II progettata da Renzo Piano