sportello: Deontologia

quesito

Buongiorno sono architetto ed ex- genitore di un liceo di Roma.
Nel 2014 la Preside dell’epoca, avendo a disposizioni dei soldi di un finanziamento, fece una gara tra 4 ditte, per affidare, previo pareri autorizzativi, l’appalto dei lavori di riqualificazione del cortile interno del liceo e della palestra.
L’impresa vincitrice fece fare il progetto ad un architetto di sua fiducia nel rispetto delle linee guida indicate nel bando.
Il progetto, in data 16 dicembre 2016, fu presentato dalla collega alla soprintendenza di Roma, che in data 22/12/2016 rispose con una richiesta di integrazione di documenti e modifiche sia progettuali che di scelte dei materiali.
Dalla cronistoria dei documenti sembrerebbe che la collega non abbia risposto alla richiesta della soprintendenza.
Vista la necessità di iniziare i lavori con sollecitudine per non rischiare di perdere i finanziamenti la Preside ha sollecitato un genitore/architetto componente del comitato dei genitori a seguire la pratica alla soprintendenza.
Questo genitore architetto ci ha coinvolto professionalmente e pertanto è stato depositato un nuovo progetto alla soprintendenza, che ha ottenuto il Nulla Osta.
Poiché la prima presentazione progettuale era stata fatta dalla collega incaricata dall'impresa, si è ritenuto opportuno che l’integrazione, almeno in questa prima fase autorizzativa, fosse a firma anche dell'architetto incaricato dall'impresa(che fece il primo progetto che non ottenne il NullaOsta) al fine di mantenere un corretto comportamento rispettoso della deontologia professionale e per non avere problemi.
Si specifica che l’architetto incaricato dall’impresa non ha mai lavorato al secondo progetto, e nonostante questo ha inserito sul suo sito la simulazione video del cortile riqualificato con animazione.
Quesito n.1
Visto che questo architetto è stato chiamato dall'impresa e l'appalto che ha vinto l'impresa comprende un importo di lavori bassissimo, e tra l'altro comprendente anche la palestra, e che per il cortile rimane un residuo di 11.000 €, che si utilizzerà per l'acquisto di panchine, così come previsto nell'appalto, possiamo farci fare un incarico dal Preside e dal Consiglio d'istituto solo noi, escludendo il primo architetto? Tra l'altro dovremmo fare delle modifiche al progetto e presentare una variante, o forse meglio, una nuova istanza alla soprintendenza.
Inoltre, la nostra idea è che il progetto venga realizzato tramite un'operazione di
crowdfunding, che vorremmo iimpostare noi e svolgerla, poi insieme alla scuola.
Quesito n.2 Possiamo riconoscere alla collega , che fece il primo progetto, solo la parte di parcella relativa alla redazione dell’elaborato grafico,oggi autorizzato, dividendo l’importo itra i professionisti che hanno firmato: architetto incaricato dall'impresa, due architetti/genitori
La ringrazio per la collaborazione

quesito

Attenzione: Ordine degli Architetti di Roma - Consiglio di Disciplina
Oggetto: Convocazione ex 1° comma art. 44 R.D. 23.10.1925 n° 2537 dinanzi al Collegio di Disciplina n° 5 presso il Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia per presunta violazione degli artt. 9 e 11 delle vigenti norme di deontologia.
Gentilmente volevo rispondere alla vostra convocazione sottoponendovi la mia situazione.
Nel 2007 mi sono trasferito nel Sultanato dell'Oman dove lavoro presso una azienda Inglese come designer. Sono pertanto iscritto AIRE (Associazione Italiana Residenti all'Estero) da 11 anni e torno in Europa solo quando il lavoro me lo permette e quindi per trascorrere le mie vacanze.
Pur non avendo mai esercitato la libera professione mi dispiaceva rinunciare all'Iscrizione all'Albo Professionale e così per alcuni anni ho continuato a pagare nell'eventualità che un domani fossi rientrato in Italia e avessi desiderato esercitare in prima persona.
Purtroppo non ho prestato attenzione alla questione dei crediti formativi perché vivendo in Medio Oriente non ho avuto modo di interagire con amici e colleghi che ne parlassero e non sono stato sufficientemente attento alle comunicazioni.
Di questo chiaramente mi scuso e volevo chiedervi quale potrebbe essere la strada migliore per risolvere questo problema. Ho già parlato con una persona presso la segreteria dell'Ordine che é stata davvero gentilissima e mi ha spiegato che probabilmente dovrò saldare le quote pregresse che non ho pagato e quindi sospendere la mia iscrizione all'Ordine.
In merito a questa procedura volevo sapere se esiste un modo per evitare la spesa di tornare in Italia o se devo necessariamente presentarmi di persona .
Chiaramente l'Ambasciata Italiana in Oman può confermare la mia permanenza nel Sultanato dal 2007 e l'azienda Inglese per la quale lavoro può fare altrettanto.
Attendo le vostre indicazioni per procedere nel modo migliore.
Grazie,
Cordiali Saluti,

quesito

buonasera,
sono stata incaricata dal committente per la realizzazione di una serra bioclimatica sul terrazzo del proprio appartamento.
il committente non ha intenzione di chiedere autorizzazioni condominiali di nessun genere perché crede che i condomini le negherebbero.
in qualità di direttore dei lavori quali potrebbero essere le mie implicazioni nel caso in cui uno dei condomini iniziasse una causa legale?
dovrei rinunciare all'incarico oppure posso fare uno scarico di responsabilità sottolineando che ho consigliato più volte al committente di interpellare l'amministratore ma ha voluto continuare facendosi carico delle responsabilità legate al condominio?
grazie mille

quesito

un committente vuole affidarmi un incarico relativo ad un immobile su cui un altro professionista ha svolto lavori di ristrutturazione. Ho chiesto ai committenti la documentazione urbanistica relativa, ed essendo sprovvisti, ho suggerito loro di chiederne copia al professionista.
Quest'ultimo si rifiuta sostenendo di aver già consegnato tutto. Poi sono venuta a sapere che i loro rapporti non sono sereni perché mancherebbe un saldo di parcella, a detta del professionista.
Mi chiedo se io sono in qualche modo tenuta ad informare il collega di un mio potenziale intervento nell'immobile visto che sono a conoscenza del contenzioso contrattuale e se è lecito che io proceda alla richiesta di una pratica di Cila non potendo visionare il collaudo e la fine lavori perché pur se risultano presenti e protocollati nel database del comune, non ne hanno copia cartacea.
grazie

quesito

Buongiorno,
sono regolarmente iscritta all'Ordine da 9 anni, sono titolare di partita iva ed ho regolare copertura assicurativa in ambito professionale. Oltre alla libera professione, collaboro in modo costante con una società a responsabilità limitata, fornendo attività di consulenza di varia natura (senza necessità di apporre timbro e firma), con relativa emissione di fatture per le mie prestazioni.
Nella visura camerale di tale società, l'attività prevalente esercitata dall'impresa è PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA NUOVE EDIFICAZIONI, RIQUALIFICAZIONI IMMOBILI, ARCHITETTURA D'INTERNI. Sarebbe corretto se tale società emettesse a committenti privati incarichi di progettazione architettonica, direzione lavori e quanto occorre per, ad es., lavori di manutenzione straordinaria, esplicitando di ricorrere alla sottoscritta per tali prestazioni? L'incarico diretto sarebbe tra il Committente e la Società.
Sono a chiedere la compatibilità di tale situazione con il mio ruolo di professionista e come regolare dal punto di vista economico i rapporti tra committente-società-professionista.
Grazie

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