sportello: Parcelle

CTU : Istanza di Liquidazione per Estinzione della Procedura Esecutiva

Buongiorno, in qualità di esperto stimatore del Tribunale Ordinario di Roma IV sez Esec. Imm.
a seguito di giuramento del 04/10/2018 con udienza di comparizione delle parti fissata in data 05/06/2019,
ad oggi è stata fissata a fine mese, 30/01/2019 udienza straordinaria per eventuale estinzione della procedura.
Io ho ricevuto il giorno del giuramento l'acconto di Euro 900 disposto dal giudice e liquidato in seguito dal procedente. Nel corso di questi tre mesi ho svolto
visure storiche complete al catasto fabbricato e terreno
visura completa in conservatoria e visura ipocatastale
richiesta archivio notarile per atto di acquisto dell'imm. pignorato
per poi procedere al catasto con l'istanza di correzione
eseguito rilievo a seguito della presa in possesso e
inoltrata al Sipre richiesta progetto.
Detto tutto questo come premessa, mi trovo a dover quantificare il lavoro svolto fin qui e sapere come si procedere con l'eventuale istanza di liquidazione (se mi è dovuta, considerando che ho preso i 900 euro a inizio lavoro) e come fare la parcella.
Grazie

Parcella Contestata in Fase di Pagamento dalla Committenza

Buongiorno, il mio avvocato mi chiede se nel nostro Ordine è previsto un massimo e un minimo di parcella, il cliente afferma che la cifra da me richiesta sia alta !
L'avvocato dice che il loro ordine prevede un range di max e minimo....
è chiaro che il cliente voglia pagare il meno possibile.
Nel mio caso specifico esiste un preventivo ed un incarico, presentato.
Purtroppo in corso d'opera è cambiato l'amministratore del condominio.
E quest'ultimo ha pensato bene di revocare l'iscrizione incarico e non pagare quanto dovuto.
Grazie
Le tariffe professionali sono state definitivamente abrogate con l’entrata in vigore del D.L. 1/2012 convertito in legge dalla L. 27/2012.
Stante l’assenza di minimi tariffari, l’accordo tra le parti in merito ai compensi professionali è ora regolato solo dagli art.li 1322 - Autonomia contrattuale e 2233 – Compenso del Codice Civile, oltreché, naturalmente, relativamente al comportamento dell’architetto, da quanto previsto dal Codice Deontologico.
Vige pertanto prioritariamente l’accordo tra le parti che, come indicato in quesito, è stato stipulato nel caso in esame.
Non esistono quindi valori minimi o massimi obbligatori all’interno dei quali individuare il compenso professionale poiché lo stesso, ai sensi delle norme citate, può essere liberamente concordato e, nel caso maturato e non liquidato, recuperato per vie legali a fronte del contratto sottoscritto, ciò anche limitatamente alle sole prestazioni effettivamente eseguite fino al momento dell’eventuale disaccordo.
Si precisa comunque che in caso di contenzioso legale tra le parti il giudice, se ritenuta necessaria la rideterminazione degli onorari professionali, dovrà necessariamente fare riferimento al D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, che stabilisce appunto i parametri che dovranno essere adottati in sede giudiziaria al fine di definire i costi di prestazioni professionali.
L’art. 39 della suddetta norma indica la formula per il calcolo del compenso. Essa consiste nella moltiplicazione di alcuni parametri, cosi come identificati nell’art. 34 dello stesso decreto, tra i quali è presente il parametro «G» di cui al successivo art. 36, che indica la complessità della prestazione effettuata o da effettuarsi.
Tale complessità, come recita appunto l’art. 36, “è compresa, di regola, tra un livello minimo, per la complessità ridotta, e un livello massimo, per la complessità elevata, secondo quanto indicato nella tavola Z1 allegata.” (dello stesso DM).
Pertanto, se si volesse individuare del tutto indicativamente, e solo ai fini puramente previsionali di una determinazione del compenso in sede legale, si dovrà fare riferimento a tale parametro ed ai valori minimi e massimi dello stesso indicati nella citata tavola Z1, tenendo però in debita considerazione quanto stabilito dal DM, all’art. 1, in merito alle spese (comma 2), alle attività accessorie (comma 3), alle prestazioni effettivamente svolte (comma 5), al valore non vincolante delle soglie numeriche sia nei minimi che nei massimi (comma 7), nonché all’art. 36, in merito al potere discrezionale dell’organo giudicante nell’aumentare o diminuire il compenso pur determinato in base al decreto stesso (comma 2).
arch. Stefano Bandini

Prosecuzione dei Lavori in un Condominio Oltre la Scadenza del Contratto

Sono Direttore dei Lavori in un condominio per lavori di manutenzione per rifacimento chiostrine interne e rifacimento pavimentazione rampa garage e cortile. I lavori sono iniziati a aprile 2018, e per contratto dovevano finire a fine luglio 2018, ma a fine luglio mi sono accorta che le pendenze della pavimentazione del cortile erano sbagliate, infatti con le piogge è entrata l'acqua nei garage. Ho sospeso i pagamenti alla ditta esecutrice, e dopo il mese di agosto di ferie, a settembre dopo aver parlato con la ditta e dopo svariati sopralluoghi, era stato deciso da parte della committenza e anche della direzione lavori, che l'impresa doveva rifare tutta la pavimentazione, quindi ridemolire quello fatto e rifarlo. I lavori sono ricominciati il 12 novembre e tra piogge e altro sono finiti oggi il 17 dicembre. Nel frattempo a novembre abbiano notato e fatto presente alla ditta che le lavorazioni delle chiostrine presentano delle piccole lesioni e crepature e si dovrà aspettare ad aprile per vedere come intervenire , quindi lavoro eseguito male.
Ora io devo fare il fine lavori, generale, ma se devono rifare anche le chiostrine, posso fare un fine lavori parziale, oppure devo aspettare a fine completamento ad maggio/giugno? Inoltre il mio compenso legato ad una direzione lavori ad importo ma fino a luglio, lo posso aumentare perchè le lavorazioni sono andate troppo a lungo?
Grazie

Modalità di Valutazione del Compenso in un Contenzioso e Parametro “G”

Lo scrivente progettista di un intervento di Restauro su un immobile vincolato, progetto regolarmente approvato ma non eseguito (per decisione della committenza), dovendo procedere legalmente alla richiesta di pagamento di quanto dovuto, fa richiesta alla Vostro spett.le ufficio di consulenza dell'ordine degli architetti di Roma se è ammessa la richiesta di pagamento oltre che per la progettazione eseguita (esecutiva) anche per il mancato guadagno relativo alla D.D.L. + sicurezza in fase di esecuz..
L'importo dei lavori riferito al prezziario 2013 è pari ad €. ..............., l'importo della sola progettazione eseguita è, calcolato in base alla Tabella, pari a €. .........................+ c.n.a.p.p. + IVA ( il tutto circa E. .............) . Il progetto è stato inoltre validato dal Comune in occasione dell'utilizzo di un finanziamento XXX-XXXX XXXX-XX, con finanziamento riconosciuto dalla Regione Campania anche se non erogato per mancanza di copertura.
Il progetto comunque non era finalizzato a tale misura ed è stato utilizzato anche per altre di finanziamento ma non finanziato.
Il problema si pone in quanto non essendo stato formalizzato l'incarico, l'importo delle competenze tecniche è evidenziato dal quadro economico generale approvato e la titolarità dell'incarico è definita nelle domande di approvazioni varie: urbanistica, paesaggistica, Enti preposti ai vari vincoli, sorge il dubbio che l'incarico non definito all'inizio comprendesse in realtà (com'era inteso) anche la fase di direzione dei lavori.
Ringrazio e resto in attesa del Vostro parere,
cordiali saluti.Ai sensi dell’art. 2233 – “Compenso” del Codice Civile, “il compenso se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice”.
Pertanto, in assenza di una lettera di incarico e di minimi tariffari ai quali fare riferimento, essendo state abrogate le tariffe professionali dal 24.01.2012 con l’entrata in vigore del D.L. 1/2012 convertito in legge dalla L. 27/2012, il giudice potrà determinare gli onorari professionali facendo riferimento alla norma attualmente messa a sua disposizione dal legislatore, cioè il D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, che stabilisce appunto i parametri che dovranno essere adottati in sede giudiziaria al fine di definire i costi di prestazioni professionali eseguite in assenza di specifico contratto.
Il suddetto DM, al quale necessariamente bisognerà fare riferimento nel caso in esame qualora lo stesso come indicato fosse oggetto di azione legale per il recupero del credito, in merito alle prestazioni da liquidare al comma 5 dell’art. 1 – “Ambito di applicazione e regole generali” stabilisce che “Per gli incarichi non conclusi, o prosecuzioni di precedenti incarichi, si tiene conto dell'opera effettivamente svolta.”
Se ne deduce quindi che in assenza di accordo si potrà ricorrere presso il giudice solo per il riconoscimento delle attività professionali completate.
Al contempo, però, qualora si ritenesse che tali attività siano state di maggior complessità rispetto a quanto previsto od abbiano portato alla committenza particolari o maggiori benefici, di fronte al giudice si potrà invocare l’applicazione dell’art. 36 - “Complessità della prestazione” che al comma 1) consente una più precisa identificazione del parametro «G» in funzione della complessità della prestazione, ed al comma 2) testualmente recita: ”In considerazione, altresì, della natura dell'opera, pregio della prestazione, dei risultati e dei vantaggi, anche non economici, conseguiti dal cliente, dell'eventuale urgenza della prestazione, l'organo giurisdizionale può aumentare o diminuire il compenso di regola fino al 60 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.
Arch. Stefano Bandini

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