sportello: Edilizia ed Urbanistica

CILA LAVORI MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Nel dicembre 2013 è stata presentata, per conto di miei clienti, da un tecnico abilitato una Cila per inteventi di manutenzione straordinaria. Gli interventi riguardano la distribuzione interna di spazi in un ambito residenziale (sono stati demoliti due muri e di conseguenza da 4 ambienti distinti se ne sono creati 2, ed è stato aggiunto un ripostiglio). A seguito della recente normativa è necessario presentare un docfa per variazione catastale e il modulo per la fine dei lavori presso il municipio di competenza?

SCIA

Sto seguendo una SCIA per Risanamento conservativo (RC) di un appartamento nel 2° Municipio - di fatto si tratta di una MS con realizzazione di un soppalco non praticabile con altezza < 1,50 m -, senza interventi sulle facciate esterne.
Il fabbricato è ubicato nel tessuto T4 della Città Storica e compreso nella Carta della Qualità (elab. G1.a - Morfologie degli impianti urbani dell'espansione otto-novecentesca: Impianti con progetto unitario e disegno urbano a struttura geometrica regolare).
Il mio quesito, al riguardo, è se sia necessario il parere di CoQUE nonostante i lavori non interessino i prospetti del fabbricato o se sia possibile depositare la pratica in assenza di tale parere.

CAMBIO DESTINAZIONE D’USO

Devo provvedere alla pratica per il cambio di destinazione d'uso da ufficio ad abitazione di un immobile facente parte di un fabbricato costruito in edilizia convenzionata agevolata ultimato nel 2002 , comparto del P.d.z.B33 Quartaccio II.Poiché dalla visura del prg l'immobile risulta essere in tessuto T3 città consolidata mi chiedo se:
1) la giusta procedura sia quella di presentare una DIA c/o il municipio di appartenenza e nel caso come andrebbero calcolati gli oneri ;
2) presentare una Dia in alternativa al pdc c/o il IX dip. utilizzando l'art. 3 ter della legge sul piano casa e come andrebbero calcolati gli oneri

CIRCOLARE ESPLICATIVA N.36 su L. 10/2014 PIANO CASA

Gentile architetto, vorrei porre una domanda relativa all'art 2, comma 1, lettera b del "piano casa":
- nel testo della LR 10/2011 si definisce l'ambito di applicazione per gli "edifici ultimati" al 28/08/2011, ammettendo il rilascio del titolo edilizio in sanatoria "entro il termine previsto dall'art. 6 comma 4", ossia entro il 31/01/2015
- la LR 10/2014 sposta i termini di altri due anni (edifici ultimati al 31/12/2013), modificando però il testo, che parla ora di "edifici ultimati per i quali il titolo edilizio sia stato rilasciato e allegato alla presentazione del progetto"

Come è da intendersi questa modifica al testo? Un edificio che abbia ottenuto l'accertamento di conformità successivamente al 31/12/2013, ma entro il 31/01/2017, può accedere al "piano casa", allegando al progetto l'accertamento di conformità ottenuto? oppure il relasci della concessione in sanatoria sarebbe dovuta avvenire prima del 31/12/2013?

quesito

Ho ricevuto l'incarico per la realizzazione di una serra bioclimatica da posizionarsi sul terrazzo di un appartamento al piano attico. Siamo VII municipio, l'edificio non ha vincoli, non ricade nella carta della qualità, la dimensione della serra è inferiore al 15% sella SUL dell'unità immobiliare, ed è inferiore a 10 mq. I requisiti di esposizione e di efficientemento energetico sono rispettati e dimostrati. La serra verrà addossata su una porzione della parete perimetrale, interessata una portafinestra e una finestra distanti tra loro circa 1 metro. Vorrei eliminare la porzione di parete non portante, che divide la finestra dalla portafinestra sostituendola con una vetrata scorrevole a separazione tra l'ambiente interno e la serra. Nel prestare la DIA, essendo lavori di ristrutturazione edilizia RE, In municipio mi viene contestata la demolizione della porzione di parete perimetrale tra le finestre esistenti e la serra e la realizzatone della vetrata scorrevole, nonostante dalla comparazione dei calcoli energetici questa soluzione risulti migliorativa. La motivazione prodotta è che con la realizzazione della Vetrata scorrevole si favorirebbe l'uso della serra ad abitazione. A mio avviso la separazione tra i due ambienti è garantita, seppur con la possibilità di accesso diretto (che si avrebbe comunque lasciando invariato il prospetto). Vorrei sapere se la motivazione data dall'ufico tecnico ha fondamento e su quali norme o regolamenti.

Sto seguendo una pratica SCIA per l'avvio di attività di casa vacanze.
Nel modulo di relazione tecnica asseverata fornito dal SUar, secondo la recente normativa, bisogna anche in questo caso, riportare l'elenco dei titoli edilizi pregressi che attestino la legalità dello stato dei luoghi rilevato, così come approvato dal Comune con regolare titolo abilitativo, ed allegarne la planimetria, insieme al catastale conforme al rilievo dello stato dei luoghi.

L'unità immobiliare in questione, sita in centro Roma all'interno di un immobile vincolato dai Beni Culturali, ha subito negli anni 90 delle modifiche interne, che hanno previsto una nuova distribuzione degli spazi interni con apertura di due porte in murature portanti. Tuttavia essendo l'immobile all'epoca proprietà di un Ente, queste opere furono regolarmente denunciate ed eseguite contestualmente ad altri interventi più ampi che interessavano l'intero edificio. Era stato richiesto quindi parere preventivo alla sovrintendenza e consegnata regolare pratica in Comune.

Purtroppo però, l'attuale proprietà possiede oggi solo una copia parziale di questa documentazione, come la sola testatina di un plico con timbro di approvazione della Sovrintendenza, su cui però non risulta ben leggibile la data.
Inoltre, tra le loro carte è presente una planimetria difforme dallo stato dei luoghi, che quindi si suppone non rappresenti il progetto finale presentato per quella unità immobiliare.

Ho cercato quindi di effettuare un'indagine, con richiesta di accesso agli atti sia presso la Sovrintendenza, che presso il Municipio di appartenenza, sperando di reperire copia completa dei suddetti permessi e avere un numero di protocollo per essere certa che fosse tutto a norma e lecito.

In entrambi i casi però, dopo circa un mese e mezzo, gli archivi non sono riusciti a reperire alcuna documentazione, non solo relativa al'unità immobiliare di cui mi sto occupando ma dell'intero immobile.....questo pare per disorganizzazione e vari allagamenti subiti....

Tuttavia il problema è che, stando così le cose, mi trovo bloccata e non ho riferimenti per dimostrare che l'attuale stato dei luoghi è stato regolarmente approvato dal Comune.
Senza evidenza dello storico degli interventi inoltre suppongo che non si potrà mai neanche presentare nuove banali CILA per eventuali future modifiche interne, o, come in questo caso, avviare un'attività ricettiva extralberghiera che neanche prevede opere interne.

Mi chiedevo quindi se ci fosse un modo corretto per attestare la legalità dell'attuale stato dei luoghi regolarmente concessionato al tempo dell'intervento e che tutt'ora rispetta la normativa urbanistica ed edilizia del nostro Comune, evitando di far pagare al cliente salate sanzioni amministrative per regolarizzare qualcosa che è stato eseguito regolarmente.

Mi stavo interessando all'accertamento di conformità, ma non sono certa sia l'iter corretto da seguire in questi casi.
Spero comunque di aver spiegato in modo chiaro la situazione e che mi possiate indicare una strada da percorrere.


CILA on line

Devo depositare una CILA al I Municipio. Da tempo è stato adottato per questa zona il sistema di prenotazione on line tramite il portale tupassi. Attualmente non c'è alcuna disponibilità da qui a marzo di prenotare un appuntamento per l'agenda B (Rioni Trastevere, Ponte, Regola, Parione, Borgo, Prati, Trionfale, Della Vittoria). Se si tenta di prenotare un appuntamento per un'altra agenda (della quale fanno parte altri Rioni -non di mio interesse), si viene respinti. Credo sia inaccettabile aspettare (giorni? settimane? o addirittura mesi?) che ci sia di nuovo disponibilità solo per depositare una pratica. A chi dovrei rivolgermi?

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