quesito

1 – Un negozio è stato dotato di un wc con antibagno solo nel suo sottonegozio s1 ( non al p.t.) fin dai tempi della sua edificazione 1963 e cosi accatastato, successivamente il bagno è stato spostato in altra parte dello stesso sottonegozio, se non esistono agli atti dei permessi, deve essere sanato lo spostamento ? e con quale strumento ?
2 – inoltre la parte restante del sottonegozio è stata suddivisa in due piccoli magazzini, uno per le attrezzature e l’altro per il pulito, anche qui si deve procedere a sanare le due tramezzature ? immagino con lo stesso strumento, quanto si paga di istruttoria e di sanzione ?
3 – questo immobile a due livelli è sempre stato usato per attività di parrucchiere artigianale, verrà affittato ad un nuovo parrucchiere, potrà mantenere il bagno nel sotto negozio o lo deve portare al piano terra dove non c’è mai stato ? trattasi di attività artigianale senza obbligo di fornire il servizio wc, e non è un laboratorio di estetista
Premesso che, occorre verificare il progetto edilizio, con cui è stato realizzato l’immobile, per avere certezza della reale situazione, in quanto l’accatastamento non è probatorio ai fini della legittimità edilizia.

Se, dalla verifica del progetto risulta che il bagno era stato realizzato legittimamente nel sottonegozio, per gli spostamenti dello stesso e la modifica delle tramezzature, si può attivare l’accertamento di conformità, previsto dall’art. 22 della Legge Regione Lazio n. 15 del 2008.

Mentre, se il bagno, non dovesse risultare nel progetto originario, inserito nel sottonegozio, trattandosi di un volume o SUL, che non sono tra quelle escluse dal computo del volume o delle superfici lorde dell’unità edilizia, come previsto, sia dal punto 12 dell’art. 3 delle N.T.A del P.R.G. vigente all’epoca della realizzazione che dall’art. 4 delle N.T.A. del P.R.G. attuale, per legittimarlo, occorre una disponibilità ulteriore di SUL, oppure, trasferirlo al piano terra, il cui perimetro, sarà stato conteggiato, senza ombra di dubbio quale volume utile.

Architetto Rolando De Stefanis

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