FAQ sportello: Deontologia

Due Tecnici per un Incarico

buongiorno,
chiamata da un Committente per eseguire un progetto per la sistemazione di un appartamento, al secondo incontro mi sono accorta dell'esistenza di un altro tecnico che aveva eseguito rilievi, progetti e preparazione delle pratiche da presentare al comune. Ho fatto notare alla Committenza che non era possibile continuare il percorso in presenza di due incarichi sovrapponibili. La Committenza pur sapendo delle norme a cui siamo legati come tecnici, chiede se esiste una possibilità di coesistenza per due tecnici, o meglio, chiede pur conservando il ruolo al precedente tecnico, se io possa essere presente come consulente ed accompagnarla nelle varie scelte che un appartamento richiede. Quindi dal collega si vorrebbe l'espletamento di un incarico 'Tecnico', da me, invece, un incarico come una sorta di 'Virgilio' per accompagnarla nei meandri di scelte e materiali.
In sintesi: posso avere un incarico di consulente e di direzione artistica se il progetto è di un altro architetto; posso presentare i disegni di alcuni particolari costruttivi senza confliggere con il progettista; come posso 'blindare' l'incarico per non sconfinare nel lavoro dell'altro?
Ringraziandola chiedo il favore di rispondermi con urgenza

Rinuncia Incarico e Subentro Nuovo DL

Gentilissimo.
Trattandosi della prima volta desidero richiedere se in base al caso descritto a seguire posso o meno eseguire la rinuncia all'incarico per giusta causa.
In sostanza circa 18 mesi fa sono stato incaricato formalmente di seguire come progettista, dl e csp/cse una ms in un appartamento.
A pochi giorni dall'inizio dei lavori il cliente richiedeva la sospensione in quanto stava vagliando un progetto proposto dal un altro tecnico suo conoscente (tecnico extra ue). In base a tale richiesta provvedevo a sospendere formalmente il cantiere.
Nei mesi successivi il suddetto tecnico faceva pervenire più' ipotesi di progetto sconvolgendo il progetto d a me redatto ed autorizzato in scia con un elevato incremento di budget. Detto progetto da lui redatto ovviamente sarebbe - nella volontà del cliente - stato siglato dal sottoscritto.
Mi sono reso disponibile fino ad oggi per consentire la ripresa dei lavori sperando che il cliente ritornasse sui suoi passi ma non c'e stato nulla da fare. Non avendo intenzione di siglare progetti altrui, essendo stato di fatto delegittimato professionalmente ho informato prima a voce e successivamente via pec dando 30 gg di preavviso di voler rinunciare all'incarico.
Il cliente ora mi richiede tutti i documenti vigenti per il progetto presentato, dwg inclusi ma a distanza di 20 gg non ha fornito alcun riscontro formale (pec o a/r) ma solo indicazioni verbali ed email alle mie pec ove li informavo della rinuncia e richiedevo quanto spettante in termini di saldo incarico (ad oggi ancora non pervenuto).
Come devo comportarmi?
Si configura la rinuncia per giusta causa secondo il suo parere?.
Grazie.

Diritti Relativi ad un Progetto Architettonico

Salve volevo sapere se si può procedere per una diffida per danno d'immagine ed eventuali richiesta di danni economici nei confronti di un architetto iscritto all'Albo degli Arcitetti di Venezia, il quale sul Cartellone del cantiere ha scritto "Progetto Architettonico arch. nome******* . cognome*********".
Il progetto e tutti i preliminari sono stati fatti dal sottoscritto fino al ritiro del Permesso di Costruire.
Vi chiedo anche se eventuali per varianti da eseguire, deve avere la mia autorizzazione? sia il committente che il professionista, grazie. Saluti

Incarichi Professionali Richiesti dal Comune di Roma ai Propri Funzionari Tecnici

Gent.le Avvocato,
sono una iscritta all'ordine e attualmente dipendente del Comune di Roma in qualità di funzionario tecnico. Con la presente volevo chiederLe un parere relativamente a diverse questioni derivanti dall'uso del timbro professionale a favore dell'Ente pubblico per il quale lavoro.
Con il presupposto che il mio contratto di lavoro non prevede espressamente l'uso del timbro professionale, mi è stato recentemente richiesto di redigere un progetto di prevenzione incendi per una scuola media, dove, ai fini dell'approvazione da parte del Comando dei Vigili del Fuoco è necessaria la presentazione del progetto con miei timbro e firma. Ho la preoccupazione che nel momento in cui dovrò rifiutare l'incarico, ritenendolo non esigibile dal punto di vista contrattuale, mi possano invece costringere a svolgerlo.
A questo punto le criticità che si accenderebbero sono le seguenti:
1) l'incarico potrà essere verbale o è necessario un incarico formale?;
2) sarei tenuta ad accettarlo in maniera gratuita e a comunicare all'Ordine di svolgere tale prestazione a titolo gratuito?;
3) indubbiamente questa mia concessione creerebbe un precedente per eventuali future richieste;
4) posso essere obbligata a svolgere l'incarico?

RingraziandoLa anticipatamente porgo i miei Distinti Saluti

Rifiuto di Altro Tecnico a Firmare la Progettazione

Buongiorno,
Sono stato nominato, dall'assemblea condominiale, Direttore dei Lavori per le opere di manutenzione straordinaria di un edificio. A nomina avvenuta, ho ricevuto dal tecnico incaricato e pagato, sia il computo metrico delle opere da eseguire, sia il rilievo dell'edificio, con i relativi elaborati, a parer mio “progettuali”. Detto tecnico si rifiuta ora di firmare come “progettista” le necessarie richieste del parere di sovrintendenza capitolina e successiva Scia.
Ritenendo che non si può eseguire un computo metrico dettagliato di qualunque opera, senza una fase primaria ed iniziale di progettazione, e quindi ritenendo lui il progettista, cosa devo fare ?
Devo firmare io come progettista (anche se non lo sono stato), visto che l’altro tecnico si rifiuta ?
E’ corretto il comportamento dell’altro tecnico e come devo comportarmi nei suoi confronti ?
Grazie

Rinuncia all’Incarico e Paternità del Progetto

Salve,
Sono un'architetta e ho un contratto con una cliente per la progettazione/direzione lavori di una nuova costruzione (una bifamiliare) in un lotto a Roma. Il progetto si è sviluppato seguendo l'articolo "interventi diretti" della Legge sulla Rigenerazione Urbana. Dopo numerosi colloqui al dipertimento e consulenze all'ordine, Il progetto è arrivato ad una fase definitiva. Dopo alcuni malintesi e soprattutto dopo che il committente non ha voluto (nell'arco di dodici mesi) approfondire alcuni aspetti sulla legittimità urganistica dell'immobile (è aperta una DD al Municipio, richiesta di acquisizione da parte del Comune, richiesta esplicita da parte del Municipio di rigezione del condono edilizio e poi, successivamente, data la concessione in sanatoria nel 2017) io come professionista non me la sento di asseverare che c'è una legittimità urbanistico/edilizia e di andare avanti con il progetto come se niente fosse, anche se si tratterà di presentare un permesso a Costruire.

Ora, chiedo: Nel caso di rinuncia al contratto che cosa succedde con il progetto che già è stato sviluppato, e del quale io come architetto ho i diritti di autore e quindi pubblicazione, sfruttamente sui canali facebbok, ecc? Cioè, se io chiudo il contratto con la cliente dandogli il progetto (cosa che mi sembra, daltronde giusta, dopo tutto questo tempo, e per altro gli è già stato inviato) e lei lo da ad un'altro professionista che decide di presentarlo così ed eventualmente di costruirlo così, può ques'ultimo farne uso sui propri canali di promozione, pubblicazione ecc? Non si pone qui un grave conflitto d'interessi?

Grazie della gentile risposta.

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