FAQ sportello: Deontologia

Unico Referente per Progettazione – D.L. ed Impresa. E’ Possibile?

Un mio cliente privato desidera che gli ristrutturi la sua chiesa; mi chiede che faccia sia il progetto che la Direzione Lavori e che esegua io i lavori come impresa edile. Essendo personalmente sia Professionista ma anche ditta individuale iscritta alla Camera di Commercio, posso espletare contemporaneamente tutte e due le cose? Il cliente ha estrema fiducia in me e desidera fortemente che esegua tutto. Ringrazio anticipatamente.

Subentro per una Direzione Lavori da Parte di Altro Tecnico

Avv. buongiorno,
Sono stato sollevato dall'incarico di D.L. dalla proprietà, che ha nominato un Ing. quale D.L. che ha sottoscritto lettera di incarico.
L'Ing. nominato si è subito attivato in cantiere convocando artigiani fornitori d'opera, chiedendo loro grafici e specifiche.
Tutto ciò in evidente deroga alle norme deontologiche tra professionisti e più precisamente all'art. 19 e comma seguenti.
Oltre alla mia segnalazione agli Ordini competenti, Le domando:
Può l'Ing. nominato sottoscrivere una lettera d'incarico senza la predetta verifica in contraddittorio con il sottoscritto ?
Inoltre, è evidente il rischio che possano essere in atto variazioni (manomissioni) a mia insaputa sui lavori da me effettuati in cantiere.
Posso, quindi, "invitarlo" a sospendere qualunque attività inerente l'incarico (a questo punto ancora valido ?)
A mia legale tutela ?

Architetto e Socio di Società in Nome Collettivo in Fallimento

Buongiorno,
oltre a esercitare regolarmente l'attività professionale sono rimasto socio di una società a nome collettivo in cui ho lavorato nel passato.
Volevo sapere, se nel caso tale società andasse in fallimento potevano sorgere inibizioni di qualche tipo sulla mia attività di architetto (es. divieto rapporti con pubbliche amministrazioni, radiazione dall'albo, ritiro timbro, ecc...) ovvero quali ripercussioni potrebbero sorgere.
Grazie per la risposta.

Procedura di Subentro

Buon giorno
Mi è stato chiesto di occuparmi del completamento dell’iter amministrativo relativo ad un permesso di costruire di una villa (attualmente un rustico di cui sono state collaudate le strutture).
Il Committente è subentrato da pochi mesi (con Atto di acquisto) al precedente proprietario dell’immobile, nonché primo titolare della pratica edilizia, affidandosi inizialmente al tecnico che fino ad allora si era occupato dell’iter amministrativo (senza alcun contratto scritto tra le parti, ma con accordo verbale) in quanto incaricato dal primo proprietario, in qualità di progettista architettonico e strutturale nonchè Direttore dei Lavori.
Da quanto riportatomi dal Committente, a seguito di incompatibilità di vedute con il tecnico in carica, ha voluto comunicargli tramite mail l’interruzione della collaborazione con la massima stima e rispetto e la decisione di affidarsi ad uno Studio di architettura (di cui sono Socia e Legale rappresentante) per completare l’iter amministrativo ed apportare alcune modifiche distributive ed architettoniche al progetto iniziale più rispondenti al proprio gusto e alle necessità della famiglia.
Prima di procedere alla sottoscrizione del Preventivo/Disciplinare tra me e codesto Committente, vista la situazione, ho proceduto come previsto dall’art. 19 del Codice Deontologico, ad inviare formale “comunicazione di subentro” inviandola tramite PEC il 24.10.2019 all’Ingegnere in carica, anticipata da una chiamata.
L’ingegnere si è reso disponibile, ed ha proposto anche un incontro presso il suo Studio, avvenuto in data 29.10.2019 in cui sono andata alla presenza del mio socio (Ingegnere). Durante l’incontro sono state descritte sommariamente le due pratiche di cui l’immobile è interessato e ci si è congedati con la raccomandazione da parte mia di formalizzare una risposta alla mia comunicazione. L’ingegnere si era riservato di sentire il proprio Ordine per verificare se avesse o no 30 gg di tempo, poiché ricordava questo vincolo temporale.
Il giorno successivo ho chiamato anch’io il mio Ordine per chiedere chiarimenti in merito non trovando nell’art. 19 e successivi, indicazioni in merito alla tempistica. Mi hanno confermato telefonicamente, che non c’è effettivamente nessuna indicazione in merito e come prassi in genere si da un tempo tra i 10-15 gg e i 30 gg.
Non avendo indicato un tempo preciso nella prima mail PEC, ne inoltro una seconda comunicando all’ingegnere quanto emerso dalla chiamata con il mio Ordine e che quindi, se non ci fossero stati motivi ostativi di altra natura, poteva procedere ad inviarmi formale risposta entro il 06.11.2019.
Ad oggi non ho ricevuto nessuna comunicazione formale, né chiamata.
Nella Comunicazione di subentro concludevo dicendo:
“Resta inteso che rimangono salvi i Suoi diritti d’autore per quanto da Lei già svolto sino alla data di revoca del Suo incarico.
Se dal ricevimento della presente, non ci saranno opposizioni o eventuali ulteriori delucidazioni/precisazioni in merito, lo Studio si riterrà liberato da quanto prescritto dall’art. 19 del codice di deontologia (OAPPC) vigente e potrà quindi liberamente procedere con l’assunzione dell’incarico professionale di cui trattasi senza alcun pregiudizio per il proseguo della pratica.
Cordiali saluti”
Posso effettivamente considerarmi libera a procedere e sottoscrivere formale lettera di incarico con il Committente?
Da quanto emerso dai colloqui con le parti, tra Committente e Tecnico uscente i compensi fino ad oggi maturati dall’ingegnere, sembrerebbero essere stati tutti liquidati (è una delle domande riportate nella comunicazione di subentro a cui avrei preferito formale risposta).
Il Committente non intende perdere altro tempo, poiché ritiene con la mail inviata al tecnico di comunicazione di fine rapporto e con il saldo, di essersi completamente svincolato da ogni pendenza.
Io vorrei solo essere certa di operare in serenità e nel giusto.
Grazie

Sollevamento Incarico a Lavori Conclusi

Avv. buongiorno
A lavori conclusi di una ristrutturazione di un appartamento, ma non ancora fatta la fine lavori e quindi il collaudo
vengo sollevato dall'incarico via Pec con motivazioni vaghe e non comprovate.
nel frattempo la proprietà comunica al SUET l'avvenuto mio esonero con la nomina di un Ing. quale D.L.
allegando lettera di incarico accettata e sottoscritta dal professionista,
Ora mi domando:
posso essere sollevato dall'incarico senza giusta causa provata. ?
può la proprietà anticipare al SUET la mia sostituzione ?
Può il professionista accettare l'incarico senza verificare la effettiva conclusione del mio rapporto professionale e senza verifica alcuna con il sottoscritto ?
grazie

Firma di un Progetto di un Altro Tecnico??

Buongiorno, sono stato incaricato come D.L. per la ristrutturazione di un appartamento. Nel mio incarico è compresa la presentazione della SCIA presso gli uffici tecnici, essendo il progettista di Milano.
Il progettista non vuole firmare il progetto adducendo motivi per me poco comprensibili (il suo è un intervento di “design” e di direzione artistica).
Non ritengo corretto firmare un progetto non mio (che peraltro in parte non condivido) sia per una questione deontologica che per responsabilità connesse alla firma.
Le chiedo un parere.
Grazie e cordiali saluti

Firma del Progetto per Conto della Società

Buongiorno,
sono abilitato da meno di 5 anni e sono socio unico e amministratore di una s.r.l. iscritta ad Inarcassa (quindi è a tutti gli effetti una società di ingegneria) ma senza la nomina del Direttore Tecnico, in quanto non abbiamo professionisti interni con adeguata anzianità.

La mia azienda sta svolgendo un incarico per una progettazione impiantistica e vorrei firmare il progetto per conto della società. In quanto professionista abilitato (anche con firma digitale) non dovrebbero esserci problemi a firmare io il progetto. La mia domanda è la seguente:

Firmando il progetto, ma non essendo il Direttore Tecnico dell'azienda, posso effettivamente firmare per conto della società? Ovvero, i requisiti di progettazione e la referenza del progetto, potranno essere spesi dalla società ad esempio in gare pubbliche di progettazione?

Grazie

C.T.U. in una Causa Civile Disattende le Prove Tecniche Oggettive

Nell'ambito di una causa civile tra un condominio ed una impresa di costruzione (di cui sono socio e direttore tecnico) circa la tenuta all'acqua della copertura piana, il CTU incaricato, un ingegnere dell'ordine di Roma ,nonostante le prove di allagamento risultassero INEQUIVOCABILMENTE NEGATIVE", ha dato interpretazioni(!) diametralmente opposte alle succitate prove ,con grave danno per l'impresa sia economico sia di immagine.
Vorrei sapere se è possibile contestare il suo operato presso il nostro od il suo ordine ovvero verificare la congruenza dell'operato del tecnico a fronte a prove oggettive, al cospetto di una commissione deontologica.
Un saluto

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