Committente Insolvente – Possibilità di Sospendere i Lavori

Salve, ho il solito problema di non venire pagata per prestazioni già effettuate (Piano casa, vincoli archeologici e paesaggistici, perizie giurate etc etc).
Sono ancora in corso i lavori che sto seguendo ed ho effettuato tutte le pratiche e ritirato tutti i nulla osta necessari, vorrei sapere se posso sospendere i lavori in attesa di essere pagata.
Grazie
In risposta la suo quesito Le comunico che in materia di prestazione d’opera professionale l’art. 2237 c.c. concede al professionista la possibilità di recedere dal contratto per giusta causa, facendo salvo il diritto dello stesso al rimborso delle spese sostenute e al compenso per l’opera svolta. Tale compenso deve essere determinato in relazione al risultato utile che sia derivato al cliente.

Il professionista che recede dal contratto per giusta causa e chiede il compenso per le sue prestazioni, ai sensi dell’art. 2237, comma 2, c.c., ha l’onere di dimostrare l’esistenza del credito, quindi anche il risultato utile derivato al cliente dallo svolgimento della sua opera.

In tal senso si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione stabilendo che ” Il prestatore d’opera intellettuale che receda dal contratto in presenza di una giusta causa ha diritto al compenso per le prestazioni già eseguite, a condizione che provi l’esistenza del suo credito e, dunque, anche il risultato utile derivato al cliente per la sua opera; ove, invece, il professionista receda senza giusta causa, lo stesso è tenuto al risarcimento del danno di cui il cliente abbia dimostrato l’esistenza” (Cass. civile sez. II, 16/03/2011, n.6170).

Tali considerazioni però devono essere valutate tenuto conto di quanto previsto nel contratto sottoscritto con il cliente, poiché in tema di prestazione d’opera intellettuale, la previsione della possibilità di recesso “ad nutum” non ha carattere inderogabile e, quindi, è possibile che, per particolari esigenze delle parti sia esclusa tale facoltà fino al termine del rapporto.

Il recesso per giusta causa del prestatore d’opera intellettuale inoltre, ai sensi dell’art. 2237, terzo comma, cod. civ., quale particolare applicazione del principio di buona fede oggettiva, va esercitato con modalità tali da evitare al cliente il pregiudizio dell’improvvisa rottura del rapporto, concedendogli il tempo di provvedere agli interessi sottesi al contratto.

Diversamente, qualora volesse proseguire il rapporto , potrebbe esercitare il diritto della c.d. exceptio inademplenti contractus. L’art. 1460 c.c. prevede la possibilità, nei contratti con prestazioni corrispettive, di interrompere la prestazione oggetto del contratto quando l’altra parte non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria obbligazione. In tal senso si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione anche in riferimento al contratto d’opera intellettuale. Tale Sentenza tuttavia riguarda nello specifico la mancata anticipazione delle spese necessarie al compimento dell’attività professionale: “In materia di contratto d’opera intellettuale, il rimedio contrattuale della eccezione di inadempimento è legittimamente esperibile dal professionista nel caso in cui il cliente non abbia assolto l’obbligo di anticipare le spese occorrenti per il compimento dell’opera , purché la sospensione della prestazione avvenga secondo buona fede, cioè non sia attuata in modo tale da determinare al cliente un pregiudizio irreparabile, dovendo a tal fine aversi riguardo alla tempestività della contestazione dell’inadempimento dal professionista al cliente, idonea a consentire a quest’ultimo di assumere le iniziative opportune per salvaguardare l’interesse o la utilità perseguita con l’attuazione del contratto” .

L’interruzione della prestazione va valutata in ogni caso tenendo conto delle conseguenze che essa potrebbe produrre nei confronti del committente così come affermato dalla giurisprudenza di merito.

Nell’ambito di un contratto di prestazione d’opera un contraente non può sospendere la prestazione promessa quando vi sia sproporzione tra gli effetti dell'”exceptio” ed il previo inadempimento della controparte, quando cioè l’altrui inadempimento non sia stato “grave”, ai sensi dell’art. 1455 c.c., ne consegue che la proporzionalità tra azione (inadempimento) e reazione (eccezione di inadempimento) va valutata con riferimento alla qualità delle parti, alla gravità dell’inadempimento e alla irreparabilità delle conseguenze che ne sarebbero derivate” (Tribunale di Roma 17.7.2002).

Peraltro, non avendo preso visione delle eventuali scritture tra Lei ed i Suoi committenti ci si deve limitare alle suddette indicazioni di ordine generale le quali, come detto, possono essere derogate da esplicite previsioni contrattuali.

Cordiali saluti.
Avv. Francesco Ghera

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