Consulenze per la Pubblica Amministrazione in Stato di Quiescenza

Buonasera avvocato,
sono un libero professionista iscritto all’Ordine degli Architetti e verso i contributi ad Inarcassa.
Esercito un’attività di consulenza professionale per un’amministrazione pubblica; qualora in un prossimo futuro, dotata dei requisiti previsti, decidessi di andare in pensione (dell’Ordine), potrei comunque continuare a fornire consulenze per tale amministrazione, anche alla luce della recente legge Madia?
La ringrazio e le auguro buon lavoro
In risposta al quesito proposto osservo che la materia è disciplinata dal D. L. 95/2012, il quale ha previsto “disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica”.
Tale normativa, successivamente confermata e integrata dal D.L. 90/2014 e dalla legge 124/2015, diretta ad una razionalizzazione della spesa pubblica, ha introdotto anche alcune limitazioni per le pubbliche amministrazioni nel conferimento degli incarichi di studio e di consulenza a soggetti esterni.
Segnatamente l’art. 5 co. 9 del D. L. 95/2012 ha sancito l’impossibilità per le amministrazioni di conferire incarichi di studio e di consulenza “a soggetti già lavoratori privati o pubblici” che siano collocati in quiescenza.
(Prima dell’intervento del D.L 90/2014 tale impedimento riguardava solo i soggetti, già appartenenti ai ruoli delle stesse”).
Era comunque prevista la possibilità di conferire incarichi di studio e consulenza a titolo gratuito a soggetti in quiescenza per un periodo massimo un anno, non prorogabile ne’ rinnovabile, presso ciascuna amministrazione.
La legge 124/2015 ha modificato ulteriormente la materia prevedendo la possibilità di conferire incarichi di studio e consulenza a titolo gratuito a soggetti in quiescenza anche per più di un anno, mantenendo il limite temporale di un anno “per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità”.
L’attuale art. 5 co. 9 del decreto legge 95/2012 così come integrato e modificato dalle successive norme citate stabilisce che “E’ fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2011, nonché alle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto Nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 nonché alle autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza.
Alle suddette amministrazioni è, altresì, fatto divieto di conferire ai medesimi soggetti incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni di cui al primo periodo e degli enti e società da esse controllati, ad eccezione dei componenti delle giunte degli enti territoriali e dei componenti o titolari degli organi elettivi degli enti di cui all’articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 .
“Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni di cui ai periodi precedenti sono comunque consentiti a titolo gratuito”.
Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità, la durata non può essere superiore a un anno, non prorogabile ne’ rinnovabile, presso ciascuna amministrazione. Devono essere rendicontati eventuali rimborsi di spese, corrisposti nei limiti fissati dall’organo competente dell’amministrazione interessata. Gli organi costituzionali si adeguano alle disposizioni del presente comma nell’ambito della propria autonomia.

Concludendo si ritiene che, considerata la normativa esaminata, qualora Lei fosse collocata in quiescenza potrebbe svolgere, in favore della pubblica amministrazione, incarichi di studio o di consulenza esclusivamente a titolo gratuito, e senza limiti temporali.
Cordiali saluti
Avv. Francesco Ghera

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