FAQ sportello: Fiscale

Lavoro Autonomo e Dipendente Pubblico

Buongiorno, sono un architetto libero professionista con partita iva.
Da qualche anno lavoro come dipendente comunale con contratto part time 18 ore settimanali, ai sensi dell'art' 110, comma 2, del D.Lgs 267/2000; ovviamente ho dovuto cancellarmi da inarcassa e rientrare nella gestione separata inps.
Volevo chiedere se posso eventualmente accettare lo stesso incarico anche da un altro Ente, in tal caso le ore settimanali da dipendente pubblico sarebbero 36, o se la mi attività da libero professionista deve essere superiore al 50% delle ore settimanali lavorative.
Spero di essere stata abbastanza chiara nel formulare il quesito.
Cordialmente

Contratto da dipendente e libera professione: firmare i progetti

Buongiorno,
mi è stato offerto un contratto a tempo indeterminato presso un'azienda, che mi ha chiesto la chiusura della P.IVA.
Tuttavia ho ancora dei lavori attivi e relative parcelle da incassare, senza contare che nei weekend ho un'attività di consulenza che mi fa superare il limite delle prestazioni occasionali ,pertanto vorrei mantenere la posizione aperta.

Ho già consultato il sito Inarcassa e noto che il contratto da dipendente è incompatibile con Inarcassa, pertanto qualora volessi mantenere la P.IVA dovrei passare alla Gestione Separata INPS, è corretto?

Ma la mia domanda principale è: posso firmare progetti (sostanzialmente di illuminazione pubblica) non essendo iscritto ad Inarcassa, o dovrei ridurmi solo esclusivamente a fare attività di consulenza? In caso contrario mi sorge il dubbio che dovrei fare uno switch della partita iva da architetto a designer, o qualcosa di simile. Cosa mi è concesso fare?

Grazie

Rivalsa INPS su Parcelle Committenti Pubblici

Salve,
ho eseguito una prestazione professionale per conto di un Comune, l'incarico (non ho mai firmato un disciplinare) è del 2013 (delibera di Giunta Comunale) e prevedeva una parcella più cassa ed iva. Da fine 2015 non sono più iscritto ad Inarcassa, ho repentinamente comunicato al Comune la variazione della mia situazione previdenziale e la variazione è stata acquisita al protocollo del Comune nel 2016. Il 31/10/ 2017 ho emesso la fattura di saldo della parcella per la mia prestazione professionale. Oggi 25 novembre 2019 (dopo 2 anni) mi viene contestato l'importo della fattura in quanto ho aggiunto alla parcella la rivalsa INPS (4%) cosa che faccio da quando dal 2015 non sono più iscritto ad Inarcassa. L'importo della parcella è esattamente quanto previsto nella determina dirigenziale, sia ben inteso, mi viene contestato l'importo della rivalsa INPS e per la quale mi chiedono di emettere nota di credito. Volevo sapere se è un mio diritto chiederla e se il Comune la debba pagare o meno.
Grazie

Lavoro all’Estero – Gestione Situazione Fiscale e Inarcassa

Salve,
sono dal 2017 iscritta all'ordine e all'Inarcassa, avendo aperto una partita iva.
Questo mese mi sono trasferita all'estero; sto mantenendo a distanza dei rapporti professionali in Italia, per i quali continuo a emettere fattura, mi chiedo a questo punto se e cosa sia necessario fare per collaborare anche con studi professionali esteri, e a tal proposito le pongo qualche domanda.
1) Posso emettere la stessa fattura che emetterei per una prestazione professionista/committente italiano? La mia partita iva va bene?
2) Vorrei rimanere più di 3 mesi, e in tal caso devo necessariamente richiedere una domiciliazione in Belgio, concessa se dimostro di lavorare qui o se sono in cerca di lavoro (iscritta all' "Ufficio di collocamento" locale).
Questo come si relaziona con la mia posizione fiscale italiana, nonché iscrizione a Inarcassa e Ordine?
3) Se nel frattempo per mantenermi dovessi fare altri lavori non connessi all'architettura, per i quali sarei assunta, come dovrei relazionarmi con la mia posizione fiscale italiana, nonché iscrizione a Inarcassa e Ordine?
Vi ringrazio per l'attenzione.

Regime Forfettario e Cause Ostative

Buongiorno,
sono Architetto regolarmente inscritto, in regime fiscale Forfettario.
Sono anche Titolare e Amministratore di una SRL,
con DENOMINAZIONE ATECO: COSTRUZIONE DI EDIFICI RESIDENZIALI E NON RESIDENZIALI CODICE ATECO: F.41.20.00.
Fra le cause ostative per la permanenza del Regime forfettario nel 2020, leggo che devono essere compresenti le due condizioni, cioè
1) del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata;
2) dell’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
In particolare le chiedo:
Per la condizione 2, L'attività di Architetto (ATECO M.71.11.00) è attività riconducibile a quella della SRL?
La nota della ADE n.137/2019, dice che, se le attività appartengo a SEZIONI ATECO, differenti, la causa ostativa non sussiste. Ho interpretato male?
Cordiali saluti

Regime Forfettario e Pagamento con Bonifico con Detrazione di Imposta

Buongiorno,
sono un architetto iscritto all'ordine e ho aderito al regime forfettario. Per lavori di ripristino ( impermeabilizzazione di guaina bituminosa per tetto di copertura ) di un condominio sono stata incaricata come D.L.. Nel controllare il pagamento con la mia banca online, il bonifico effettuato dall'amministratore di condominio, è oggetto di oneri deducibili/detrazione di imposta. Ho sentito che è possibile evitare questa detrazione di imposta dello stato facendo una certificazione o dichiarazione alla propria banca che faccio parte del regime forfettario? è vero questo? bisogna dimostrarlo con una dichiarazione di un commercialista? Oltretutto non sono lavori di ristrutturazione ma di ripristino.
Cordiali saluti e grazie se potrà rispondermi

Da Libera Professione (con Incarichi in Corso) a Dipendente Locale

Buongiorno,
sono professionista iscritto dal 2016 ed attualmente svolgo attività autonoma con p.iva. Nel corso degli ultimi anni ho anche partecipato in RTP, in qualità di mandante-giovane professionista, ad alcune gare di affidamento, risultando vincitore. Tuttora, a causa delle lungaggini decisionali degli enti preposti, gli incarichi e la loro liquidazione sono ancora in corso.
La premessa per domandare: poichè ho intenzione di partecipare a selezione pubblica per Istruttore Tecnico enti locali a tempo pieno ed indeterminato (Cat. C o D) qualora i suddetti incarichi continuassero ancora a perdurare oltre la selezione (vi è stato a monte, ovviamente, un impegno formale alla costituzione dell'rtp) e dovessi risultare idoneo alla stessa, sapendo dell'impossibilità contrattuale di continuare la libera professione, come mi devo comportare (attualmente il mandatario detiene l'onere di riscossione dei compensi erogati, e riceve dunque regolari fatture dai mandanti)? Ovvero, stante l'esistenza dell'accordo pregresso e di un credito, potrei mantenere il profilo libero-professionale sino a conclusione/saldo degli incarichi? Quale è la corretta procedura da attuare?
Grazie

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