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Calcolo Parcella Relativa all’Incarico di CTU in un Contenzioso Civile

Relativamente ad una perizia relativa ad un Contenzioso Civile (Ricorso per accertamento tecnico preventivo art.696 c.p.c.) si richiede una consulenza per il calcolo della relativa parcella.
Le proprietà di due immobili contro la Società che ha realizzato il fabbricato di cui gli immobili sono parte integrante; incarico del Giudice del 13/10/2017 con inizio delle operazioni peritali il 25/10/2017 e deposito della consulenza nel febbraio 2019.
In qualità di CTU ho risposto ai quesiti del Giudice che risultano i seguenti:
“Esaminati gli atti, sentite le parti ed i loro eventuali consulenti tecnici, visitati i luoghi ed espletata ogni altra opportuna indagine descriva il CTU lo stato dei luoghi, oggetto di causa, provvedendo a redigere sommario schizzo planimetrico ed a trarne documentazione fotografica.
Accerti quindi:
a) la sussistenza o meno della situazione di fatto lamentata da parte ricorrente o gli inconvenienti esposti in atti al riguardo indicando, ove possibile, il momento della loro insorgenza;
b) le cause degli inconvenienti stessi ed a chi debba attribuirsi la loro responsabilità;
c) quale sia il grado di incidenza e di rilevanza dei medesimi inconvenienti sulla possibilità di fruizione e normale utilizzo del bene, in considerazione della sua attuale destinazione, nonché la valutazione del danno eventualmente subito da parte attrice.
I tempi si sono ampliati in quanto come CTU ho richiesto la possibilità di effettuare una prova termografica che è stata accordata dalle parti ed autorizzata dal Giudice; la perizia è stata depositata con le relative osservazioni delle parti e la valutazione delle stesse.
Occupandomi esclusivamente di Esecuzioni Immobiliari ed essendo il primo incarico di CTU in un Contenzioso Civile si richiedono dei riferimenti per il calcolo della parcella.
Grazie

Onorario Professionale per Incarico Pubblico Parziale

Insieme ad un collega abbiamo elaborato un progetto di riqualificazione delle aree esterne di un piccolo centro abitato ai sensi della L.R.Lazio n. 38 del 22.12.1999 suddiviso in tre stralci. Il primo presentato nel 2008 è stato approvato, finanziato e realizzato; il secondo ed il terzo sono stati presentati nel 2009, dei quali il secondo stralcio è stato ammesso al finanziamento, ma non finanziato per dismissione dei fondi da parte della nuova Giunta Regionale dopo le dimissioni di Marrazzo. L'amministrazione comunale ha continuato a rinnovare le richieste e in occasione di un ripristino del finanziamento per l'anno 2019 non ha rinnovato le richieste di finanziamento per favorire altre situazioni. In virtù delle delibere del Consiglio Comunale di approvazione della convenzione di incarico e del progetto esecutivo, abbiamo deciso di inoltrare la parcella professionale relativa ALLA SOLA PROGETTAZIONE ESECUTIVA DEI DUE STRALCI. Volevo sapere se vale ancora il principio dell'incarico parziale, e se si, come viene calcolato.
Grazie

Pagamento di una Prestazione in Assenza di Contratto Scritto e Responsabilità sulla Validità di un Titolo Edilizio

Visto il seguente scenario:

Soggetti : impresa immobiliare che vuole investire su intervento chiavi in mano di progettazione ed esecuzione PIANO DI LOTTIZZAZIONE residenziale e proprietario della terreno;

Oggetto: Progetto DI LOTTIZZAZIONE depositato a cura del progettista dell'agenzia immobiliare. firmato a cura del proprietario del terreno in quanto unico soggetto con diritti reali

Accordi verbali: il proprietario del terreno avrebbe ceduto il terreno in cambio di 2 unità immobiliari
Precedenti: 15 anni fa gli stessi soggetti realizzavano una lottizzazione residenziale in cambio di unità immobiliari senza chiedere il rimborso ai tecnici dell'agenzia immobiliare di prestazioni svolte.

Quesito: OGGI visto cheL'AGENZIA IMMOBILIARE-STUDIO TECNICO ANNESSO, richiede pagamento di prestazioni svolte, visto che non è riuscita a realizzare l'intervento, in più il piano dei lottizzazione è in fase di decadenza e il pdc del primo stralcio è decaduto (i tecnici non hanno comunicato al proprietario del terreno la cosa),
COME SI DEVE COMPORTARE IL PROPRIETARIO DEL TERRENO?
deve effettivamente pagare la parcella di cui non aveva firmato alcun contratto visto l'obbligatorietà precedente all'effettiva data di inizio progettazione?
E se deve pagare la prestazione di progettazione può richiedere sconti? Può richiedere danni per mancanza di proroga del pdc ad oggi non piu valido?
grazie per l'attenzione

Mancato Saldo della Parcella

A maggio 2018 concordo una parcella, riguardo al completamento della documentazione richiesta dall'Ufficio condono edilizio per il rilascio di una concessione in sanatoria; che erano Visura storica catastale, planimetria catastale, dichiarazioni sostitutive di notorietà, documentazione fotografica, certificato di idoneità statica, perizia giurata dimensione e stato delle opere.
A giugno 2018 completata la documentazione, la protocollo, in attesa di ricevere i conteggi dall'ufficio.
il 18 dicembre u.s. ricevo una lettera dell'UCE con i conteggi che sono il doppio di quanto avevo comunicato alla committente ( qualche giorno dopo recandomi all'UCE vengo a sapere che l'UCE aveva sbagliato i conteggi in quanto aveva considerato l'appartamento, oggetto di condono, seconda casa e non prima, pur essendo esplicitamente scritto sull'atto di proprietà. Era necessario richiedere un riesame della pratica.
La committente ritiene di levarmi l'incarico rivolgendosi a un altro tecnico e considerando risolto l'incarico senza il saldo delle spettanze per il lavoro "completamente" eseguito.
Il mio quesito è: ci sono i presupposti per fare richiesta al tribunale di un decreto ingiuntivo per il recupero delle somme? E nel caso potrebbe essere l'ordine stesso a recuperare le somme.
Se ritenete validi i motivi attendo una email e vi invio tutta la corrispondenza e tra il sottoscritto, l'UCE di Roma e la committente nonché tuta la documentazione prodotta.
Ho Percepito un acconto di 2/3 comprensivi di oneri di legge.
Ho scritto una PEC alla committente, alla quale non ho mai ricevuto risposta.
Ritengo che ci siano anche i termini per un esposto nei confronti del tecnico che è subentrato anche se di un altro ordine professionale.
In attesa di un gentile riscontro si inviano cordiali saluti

Conferma su Parcella Professionale per la Ristrutturazione di una Villa

Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio per il calcolo della parcella professionale.
l´incarico riguarda una ristrutturazione integrale di una villa indipendente di circa 160 mq abitabili, 90 mq di terrazze, progettazione di una piscina e spazi verdi per circa 2000 mq. La villa al momento è costituita solo da uno scheletro, copertura e tamponature interne.
Per la parcella sto consultando il vecchio TESTO UNICO DELLA TARIFFA DEGLI ONORARI e il D.M. 140 DEL 20 LUGLIO 2012. Ci sono altri metodi di calcolo o avrebbe altri consigli?
la ringrazio anticipatamente.

Pagamento della Parcella Concordata con Ultimazione dei Lavori Sospesa

Buonasera, ho un incarico di Direzione Lavori e Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione per la realizzazione di una Scuola Materna ed un Asilo Nido comunali. L'incarico risale al 2007, i lavori iniziano nel 2008 e vengono interrotti unilateralmente dall'impresa nel 2009 a circa il 55%-60%.
Le motivazioni dell'impresa sono tutte riconducibili pretestuosamente alla carenza progettuale ed al cambiamento normativo subentrato dalla progettazione effettuata nel 2000-2001.
Ci sono stati numerosi tentativi promossi da me e dalla Committente per la ricomposizione della controversia, senza che, ad oggi, si abbiano avuti dei risultati. Mi sono state pagate due fatture per circa il 60% della parcella concordata (corrispondente allo stato dei lavori eseguiti).
Vorrei sapere se per la mancata conclusione della prestazione (non per mia negligenza) mi dia diritto a richiedere alla Committenza il pagamento di un ulteriore percentuale della parcella.
Grazie
Distinti Saluti

Parcella CTU per Verifica Esistenza Certificato di Agibilità

Buonasera,
in qualità di CTU mi si è stato richiesto di verificare l’esistenza del certificato di agibilità di una unità immobiliare, e, in caso negativo, di valutare i costi da sostenere per ottenere detto certificato.
La parcella relativa alla consulenza svolta dovrà quindi articolarsi nelle diverse attività svolte:
- rilievo dell’unità immobiliare
- rapporti con uffici e visure documentazione
- valutazione del caso di specie (redazione della relazione)
- computo metrico estimativo degli interventi necessari per poter poi procedere alla richiesta del certificato di agibilità.
Volevo sapere se la parcella va quindi articolata come segue:
- per il rilievo dell’unità immobiliare - DM 30 maggio 2002 art.12, comma 2;
- rapporti con vari uffici e visure documentazione (non essendo attività riconducibili al suddetto art. 12, da liquidarsi a vacazione);
- valutazione del caso di specie (redazione della relazione) - DM 30 maggio 2002 all’art.12, comma 1;
- computo metrico estimativo degli interventi necessari per poter poi procedere alla richiesta del certificato di agibilità. - DM 30 maggio 2002 all’art.13

La ringrazio

CTU : Istanza di Liquidazione per Estinzione della Procedura Esecutiva

Buongiorno, in qualità di esperto stimatore del Tribunale Ordinario di Roma IV sez Esec. Imm.
a seguito di giuramento del 04/10/2018 con udienza di comparizione delle parti fissata in data 05/06/2019,
ad oggi è stata fissata a fine mese, 30/01/2019 udienza straordinaria per eventuale estinzione della procedura.
Io ho ricevuto il giorno del giuramento l'acconto di Euro 900 disposto dal giudice e liquidato in seguito dal procedente. Nel corso di questi tre mesi ho svolto
visure storiche complete al catasto fabbricato e terreno
visura completa in conservatoria e visura ipocatastale
richiesta archivio notarile per atto di acquisto dell'imm. pignorato
per poi procedere al catasto con l'istanza di correzione
eseguito rilievo a seguito della presa in possesso e
inoltrata al Sipre richiesta progetto.
Detto tutto questo come premessa, mi trovo a dover quantificare il lavoro svolto fin qui e sapere come si procedere con l'eventuale istanza di liquidazione (se mi è dovuta, considerando che ho preso i 900 euro a inizio lavoro) e come fare la parcella.
Grazie

Parcella Contestata in Fase di Pagamento dalla Committenza

Buongiorno, il mio avvocato mi chiede se nel nostro Ordine è previsto un massimo e un minimo di parcella, il cliente afferma che la cifra da me richiesta sia alta !
L'avvocato dice che il loro ordine prevede un range di max e minimo....
è chiaro che il cliente voglia pagare il meno possibile.
Nel mio caso specifico esiste un preventivo ed un incarico, presentato.
Purtroppo in corso d'opera è cambiato l'amministratore del condominio.
E quest'ultimo ha pensato bene di revocare l'iscrizione incarico e non pagare quanto dovuto.
Grazie
Le tariffe professionali sono state definitivamente abrogate con l’entrata in vigore del D.L. 1/2012 convertito in legge dalla L. 27/2012.
Stante l’assenza di minimi tariffari, l’accordo tra le parti in merito ai compensi professionali è ora regolato solo dagli art.li 1322 - Autonomia contrattuale e 2233 – Compenso del Codice Civile, oltreché, naturalmente, relativamente al comportamento dell’architetto, da quanto previsto dal Codice Deontologico.
Vige pertanto prioritariamente l’accordo tra le parti che, come indicato in quesito, è stato stipulato nel caso in esame.
Non esistono quindi valori minimi o massimi obbligatori all’interno dei quali individuare il compenso professionale poiché lo stesso, ai sensi delle norme citate, può essere liberamente concordato e, nel caso maturato e non liquidato, recuperato per vie legali a fronte del contratto sottoscritto, ciò anche limitatamente alle sole prestazioni effettivamente eseguite fino al momento dell’eventuale disaccordo.
Si precisa comunque che in caso di contenzioso legale tra le parti il giudice, se ritenuta necessaria la rideterminazione degli onorari professionali, dovrà necessariamente fare riferimento al D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, che stabilisce appunto i parametri che dovranno essere adottati in sede giudiziaria al fine di definire i costi di prestazioni professionali.
L’art. 39 della suddetta norma indica la formula per il calcolo del compenso. Essa consiste nella moltiplicazione di alcuni parametri, cosi come identificati nell’art. 34 dello stesso decreto, tra i quali è presente il parametro «G» di cui al successivo art. 36, che indica la complessità della prestazione effettuata o da effettuarsi.
Tale complessità, come recita appunto l’art. 36, “è compresa, di regola, tra un livello minimo, per la complessità ridotta, e un livello massimo, per la complessità elevata, secondo quanto indicato nella tavola Z1 allegata.” (dello stesso DM).
Pertanto, se si volesse individuare del tutto indicativamente, e solo ai fini puramente previsionali di una determinazione del compenso in sede legale, si dovrà fare riferimento a tale parametro ed ai valori minimi e massimi dello stesso indicati nella citata tavola Z1, tenendo però in debita considerazione quanto stabilito dal DM, all’art. 1, in merito alle spese (comma 2), alle attività accessorie (comma 3), alle prestazioni effettivamente svolte (comma 5), al valore non vincolante delle soglie numeriche sia nei minimi che nei massimi (comma 7), nonché all’art. 36, in merito al potere discrezionale dell’organo giudicante nell’aumentare o diminuire il compenso pur determinato in base al decreto stesso (comma 2).
arch. Stefano Bandini

Prosecuzione dei Lavori in un Condominio Oltre la Scadenza del Contratto

Sono Direttore dei Lavori in un condominio per lavori di manutenzione per rifacimento chiostrine interne e rifacimento pavimentazione rampa garage e cortile. I lavori sono iniziati a aprile 2018, e per contratto dovevano finire a fine luglio 2018, ma a fine luglio mi sono accorta che le pendenze della pavimentazione del cortile erano sbagliate, infatti con le piogge è entrata l'acqua nei garage. Ho sospeso i pagamenti alla ditta esecutrice, e dopo il mese di agosto di ferie, a settembre dopo aver parlato con la ditta e dopo svariati sopralluoghi, era stato deciso da parte della committenza e anche della direzione lavori, che l'impresa doveva rifare tutta la pavimentazione, quindi ridemolire quello fatto e rifarlo. I lavori sono ricominciati il 12 novembre e tra piogge e altro sono finiti oggi il 17 dicembre. Nel frattempo a novembre abbiano notato e fatto presente alla ditta che le lavorazioni delle chiostrine presentano delle piccole lesioni e crepature e si dovrà aspettare ad aprile per vedere come intervenire , quindi lavoro eseguito male.
Ora io devo fare il fine lavori, generale, ma se devono rifare anche le chiostrine, posso fare un fine lavori parziale, oppure devo aspettare a fine completamento ad maggio/giugno? Inoltre il mio compenso legato ad una direzione lavori ad importo ma fino a luglio, lo posso aumentare perchè le lavorazioni sono andate troppo a lungo?
Grazie

Modalità di Valutazione del Compenso in un Contenzioso e Parametro “G”

Lo scrivente progettista di un intervento di Restauro su un immobile vincolato, progetto regolarmente approvato ma non eseguito (per decisione della committenza), dovendo procedere legalmente alla richiesta di pagamento di quanto dovuto, fa richiesta alla Vostro spett.le ufficio di consulenza dell'ordine degli architetti di Roma se è ammessa la richiesta di pagamento oltre che per la progettazione eseguita (esecutiva) anche per il mancato guadagno relativo alla D.D.L. + sicurezza in fase di esecuz..
L'importo dei lavori riferito al prezziario 2013 è pari ad €. ..............., l'importo della sola progettazione eseguita è, calcolato in base alla Tabella, pari a €. .........................+ c.n.a.p.p. + IVA ( il tutto circa E. .............) . Il progetto è stato inoltre validato dal Comune in occasione dell'utilizzo di un finanziamento XXX-XXXX XXXX-XX, con finanziamento riconosciuto dalla Regione Campania anche se non erogato per mancanza di copertura.
Il progetto comunque non era finalizzato a tale misura ed è stato utilizzato anche per altre di finanziamento ma non finanziato.
Il problema si pone in quanto non essendo stato formalizzato l'incarico, l'importo delle competenze tecniche è evidenziato dal quadro economico generale approvato e la titolarità dell'incarico è definita nelle domande di approvazioni varie: urbanistica, paesaggistica, Enti preposti ai vari vincoli, sorge il dubbio che l'incarico non definito all'inizio comprendesse in realtà (com'era inteso) anche la fase di direzione dei lavori.
Ringrazio e resto in attesa del Vostro parere,
cordiali saluti.Ai sensi dell’art. 2233 – “Compenso” del Codice Civile, “il compenso se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice”.
Pertanto, in assenza di una lettera di incarico e di minimi tariffari ai quali fare riferimento, essendo state abrogate le tariffe professionali dal 24.01.2012 con l’entrata in vigore del D.L. 1/2012 convertito in legge dalla L. 27/2012, il giudice potrà determinare gli onorari professionali facendo riferimento alla norma attualmente messa a sua disposizione dal legislatore, cioè il D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, che stabilisce appunto i parametri che dovranno essere adottati in sede giudiziaria al fine di definire i costi di prestazioni professionali eseguite in assenza di specifico contratto.
Il suddetto DM, al quale necessariamente bisognerà fare riferimento nel caso in esame qualora lo stesso come indicato fosse oggetto di azione legale per il recupero del credito, in merito alle prestazioni da liquidare al comma 5 dell’art. 1 – “Ambito di applicazione e regole generali” stabilisce che “Per gli incarichi non conclusi, o prosecuzioni di precedenti incarichi, si tiene conto dell'opera effettivamente svolta.”
Se ne deduce quindi che in assenza di accordo si potrà ricorrere presso il giudice solo per il riconoscimento delle attività professionali completate.
Al contempo, però, qualora si ritenesse che tali attività siano state di maggior complessità rispetto a quanto previsto od abbiano portato alla committenza particolari o maggiori benefici, di fronte al giudice si potrà invocare l’applicazione dell’art. 36 - “Complessità della prestazione” che al comma 1) consente una più precisa identificazione del parametro «G» in funzione della complessità della prestazione, ed al comma 2) testualmente recita: ”In considerazione, altresì, della natura dell'opera, pregio della prestazione, dei risultati e dei vantaggi, anche non economici, conseguiti dal cliente, dell'eventuale urgenza della prestazione, l'organo giurisdizionale può aumentare o diminuire il compenso di regola fino al 60 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.
Arch. Stefano Bandini

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