Calcolo Parcella per Progettazione di Interni

Buonasera, avrei da sottoporle il seguente quesito: esistono dei limiti che un architetto dovrebbe applicare quando deve sviluppare un preventivo per un progetto di design di interni? trattandosi di creatività, come si quantifica la prestazione? nel mio caso, mi hanno chiesto di fare un progetto di interiore design che comprenda il progetto preliminare-definitivo ed esecutivo con relativa progettazione luci per uno show-room e uffici in svizzera.
Grazie
In assenza di minimi tariffari ai quali fare riferimento, essendo state abrogate le tariffe professionali dal 24.01.2012 con l’entrata in vigore del D.L. 1/2012 convertito in legge dalla L. 27/2012, per l’individuazione del compenso professionale relativamente alle attività indicate in quesito, che in ogni caso fanno parte dello specifico prestazionale dell’architetto, non esistono limiti, se non quelli derivanti dagli accordi tra le parti – cioè tra committente e professionista – sulla base delle attività richieste (Codice Civile Art. 1322 – Autonomia contrattuale, Art. 2230 – Prestazione d’opera intellettuale, ed Art. 2233 – Compenso).
Per una preventiva valutazione degli onorari da proporre per tale accordo, svincolato evidentemente per le motivazioni suesposte da ogni richiamo tariffario a meno di un esplicito e concordato rimando a specifica normativa, si consiglia di individuare all’interno di norme tariffarie vecchie e nuove le prestazioni più attinenti alle prestazioni da espletare.
Le tariffe attualmente in vigore più aggiornate, cioè che richiamano quasi tutte le prestazioni richieste in ambito professionale, sono il D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, che stabilisce i parametri che dovranno essere adottati in sede giudiziaria al fine di definire i costi di prestazioni professionali eseguite in assenza di specifico contratto, ed il D.M. Giustizia 17.06.2016, che, in sostituzione del D.M. Giustizia 31.10.2013, n. 143, reca la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all’architettura ed all’ingegneria.
Al fine della determinazione e quindi della proposizione di un onorario, si consiglia comunque di fare riferimento anche a parametri e criteri oggettivi e rintracciabili od alla buona prassi, individuando nelle normative citate e nelle vecchie tariffe, come ad esempio la L. 143/1949, o in documenti e circolari di orientamento emanate da Ministeri, Consigli Nazionali ed Ordini, quegli elementi per il calcolo dei compensi di prestazioni più vicine od attinenti a quelle da liquidare.
Più specificatamente, nel merito del quesito, si consiglia di determinare preventivamente gli importi di massima dei lavori per ogni singola categoria componente l’opera e valutare le prestazioni a percentuale consultando principalmente il D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, o il D.M. Giustizia 17.06.2016, ove è possibile individuare:
– nelle tabelle Z1, le categorie delle opere e le specifiche destinazioni funzionali per la scelta del grado di complessità delle prestazioni;
– nelle tabelle Z2, i parametri di incidenza di ogni singola attività professionale richiesta all’interno delle varie fasi prestazionali.
La valutazione dovrà essere effettuata quindi sia per le opere edili, sia per le opere impiantistiche che per gli arredi.
Si tenga presente che nel D.M. Giustizia 20.07.2012, n. 140, le spese devono essere concordate tra le parti (art. 1, comma 2), e non sono indicate tariffe orarie per compensare prestazioni professionali in funzione del tempo.
Nel D.M. Giustizia 17.06.2016, invece, è prevista all’art. 5 la modalità di calcolo forfettaria delle spese ed all’art. 6 si stabilisce che le prestazioni professionali non ricomprese tra quelle indicate nella norma possono essere liquidate per analogia o, in assenza di compatibilità, in funzione del tempo sulla base delle tariffe orarie indicate nello stesso articolo.
arch. Stefano Bandini

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