Mancato Saldo della Parcella

A maggio 2018 concordo una parcella, riguardo al completamento della documentazione richiesta dall’Ufficio condono edilizio per il rilascio di una concessione in sanatoria; che erano Visura storica catastale, planimetria catastale, dichiarazioni sostitutive di notorietà, documentazione fotografica, certificato di idoneità statica, perizia giurata dimensione e stato delle opere.
A giugno 2018 completata la documentazione, la protocollo, in attesa di ricevere i conteggi dall’ufficio.
il 18 dicembre u.s. ricevo una lettera dell’UCE con i conteggi che sono il doppio di quanto avevo comunicato alla committente ( qualche giorno dopo recandomi all’UCE vengo a sapere che l’UCE aveva sbagliato i conteggi in quanto aveva considerato l’appartamento, oggetto di condono, seconda casa e non prima, pur essendo esplicitamente scritto sull’atto di proprietà. Era necessario richiedere un riesame della pratica.
La committente ritiene di levarmi l’incarico rivolgendosi a un altro tecnico e considerando risolto l’incarico senza il saldo delle spettanze per il lavoro “completamente” eseguito.
Il mio quesito è: ci sono i presupposti per fare richiesta al tribunale di un decreto ingiuntivo per il recupero delle somme? E nel caso potrebbe essere l’ordine stesso a recuperare le somme.
Se ritenete validi i motivi attendo una email e vi invio tutta la corrispondenza e tra il sottoscritto, l’UCE di Roma e la committente nonché tuta la documentazione prodotta.
Ho Percepito un acconto di 2/3 comprensivi di oneri di legge.
Ho scritto una PEC alla committente, alla quale non ho mai ricevuto risposta.
Ritengo che ci siano anche i termini per un esposto nei confronti del tecnico che è subentrato anche se di un altro ordine professionale.
In attesa di un gentile riscontro si inviano cordiali saluti
Le prestazioni professionali vanno sempre liquidate per le attività effettivamente svolte, ancor più se il compenso è stato concordato tra le parti, pur nell’evidente differenza tra l’accordo verbale e l’incarico scritto controfirmato dalle stesse.
A tale proposito, in assenza di minimi tariffari, si faccia riferimento tramite un legale a quanto normato nel merito dal Codice Civile, visto che ricorrono ampiamente i termini per poter procedere con un decreto ingiuntivo.
L’Ordine non mette a disposizione dei propri iscritti un servizio di recupero dei compensi ma fornisce presso la propria sede una consulenza legale gratuita che può essere richiesta tramite la segreteria dell’Ordine stesso.
In merito al ventilato esposto nei confronti di altro tecnico incaricato, si ritiene che debba valutarsi attentamente la situazione verificando nel caso di iscritto ad altro ordine professionale il suo comportamento con riferimento al Codice Deontologico di riferimento, soprattutto a partire dal rapporto instaurato con i colleghi che, nel caso del Codice Deontologico degli Architetti Italiani, è normato dall’art. 19.
Arch. Stefano Bandini

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