Responsabilità ai Fini della Sicurezza del Direttore Tecnico di una Impresa

QUALI SONO LE RESPONSABILITA’ AI FINI DELLA SICUREZZA DEL DIRETTORE TECNICO DI UNA IMPRESA(NO DIRETTORE DI CANTIERE)
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La figura del Direttore Tecnico è regolamentata dall’art.87 del DPR n.207/2010, che prevede che la Direzione Tecnica di una impresa è l’organo cui competono gli adempimenti di carattere tecnico-organizzativo necessari per la realizzazione dei lavori. La DT può essere assunta da un singolo soggetto, eventualmente coincidente con il Legale rappresentante dell’impresa, o da più soggetti. I soggetti ai quali viene affidato l’incarico di DT sono dotati (per la qualificazione in categorie con classifica di importo pari o superiore alla IV) di laurea in ingegneria, in architettura, o altra equipollente, o di laurea breve o di diploma universitario in ingegneria o in architettura o equipollente, di diploma di perito industriale edile o di geometra. Per le classifiche inferiori è ammesso anche il possesso di titolo di studio tecnico equivalente al diploma di geometra e di perito industriale edile, ovvero il possesso del requisito professionale identificato nella esperienza acquisita nel settore delle costruzioni quale direttore del cantiere per un periodo non inferiore a cinque anni da comprovare con idonei certificati di esecuzione dei lavori attestanti tale condizione.

Il rapporto di immedesimazione organica con l’Impresa:

Il DT rappresenta il soggetto apicale per la produzione in qualità ed in sicurezza dell’azienda, ricopre un ruolo determinante nell’organizzazione dell’impresa, dirigendone l’attività e curando l’esecuzione dei lavori, insieme al Legale rappresentante. Il DT, solidalmente con il Titolare dell’impresa, assicura quindi l’organizzazione, la gestione tecnica e la conduzione dei cantieri. È competenza del DT ogni adempimento di carattere tecnico-organizzativo inerente la esecuzione dei i lavori e finanche la rappresentanza dell’impresa nei confronti della Stazione appaltante. La nomina del DT costituisce uno dei requisiti speciali indispensabili per l’ottenimento della qualificazione SOA.

La figura del Direttore Tecnico è stata prevista ab origine con la L.n.1139/1937, di conversione del Regio decreto legge n.1538/1936, poi sostituita dalla L.n.511/1942, inerente la formazione dell’Albo nazionale degli appaltatori di opere pubbliche. Il DM n.172/1989 all’art.14 prevedeva che il DT è l’organo, costituito da uno o più soggetti, responsabile della conduzione tecnica dell’impresa, che compie tutti gli adempimenti di carattere tecnico organizzativo necessari per la realizzazione dei lavori da eseguire. Seguirono quindi altre modifiche sino al citato DPR, che in vari articoli riproduce l’articolo 26 del DPR n.34/2000 (abrogato nel 2011).

Di seguito si esaminano alcuni aspetti rilevanti connessi a tale figura apicale.

L’unicità dell’incarico di DT:

I soggetti designati nell’incarico di DT non possono rivestire analogo incarico per conto di altre imprese qualificate, essi producono una dichiarazione di unicità di incarico. Qualora il DT sia persona diversa dal titolare dell’impresa, dal Legale rappresentante, dal socio, deve essere dipendente dell’impresa stessa o in possesso di contratto d’opera professionale regolarmente registrato. La qualificazione conseguita ai sensi dell’articolo 79, comma 14, del DPR n.207/2010 è collegata al DT che l’ha consentita.

Su tale controverso aspetto si veda la sentenza n.6487/2012 del Consiglio di Stato, che ha confermato la legittimità dell’attestazione SOA posseduta da un’impresa, ancorché il direttore tecnico, fosse già direttore tecnico di altra impresa priva di attestazione SOA, poiché l’essere la stessa persona fisica contemporaneamente DT di due imprese non viola – nella fattispecie esaminata – il principio di unicità dell’incarico. Anche l’ANAC con parere n. 94/2012 era del parere che se un soggetto riveste la carica di direttore tecnico oltre che nell’impresa qualificata SOA, anche in altra impresa non qualificata e non concorrente alla medesima procedura di gara, non risulta violato il principio di unicità del DT.

I requisiti di ordine morale:

L’importanza di tale figura trova conferma dal fatto che lo stesso DT, al pari dei legali rappresentanti, deve possedere i requisiti di ordine morale quali la mancanza di procedimenti per l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all’ articolo 3 della L.n.1423/1956 o di una delle cause ostative previste dalla L.n.575/1965 e delle condanne per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità incidenti sulla moralità professionale dell’impresa.

La sfera delle responsabilità:

Le responsabilità del DT attengono sia alla sfera privatistica, inerente il rapporto contrattuale che lo lega all’impresa ed alle deleghe ricevute, con contestuale attribuzione di poteri, sia a quelle – indefinibili a priori – al di fuori delle deleghe ricevute ed estese all’attività generale di impresa, con la quale come evidenziato dianzi, sussiste un rapporto di immedesimazione organica.

Attenzione ad eventuali responsabilità solidali anche di carattere economico, specie in caso di concordato preventivo o addirittura di fallimento dell’Impresa.

In merito alle possibili responsabilità del DT inerenti violazioni in materia di igiene e sicurezza, queste vanno valutate con i compiti delegati ad un’altra figura apicale, specifica per l’unità operativa (cantiere), quella del Direttore Tecnico di cantiere.

Il DT può coincidere con il DTC ovvero possono essere due soggetti differenti.

Il Direttore tecnico di cantiere:

Il Direttore Tecnico di cantiere è il soggetto, dotato di idonee competenze tecniche professionali, designato dal Legale rappresentante/Datore di lavoro dell’Impresa, con il compito di organizzare e eseguire e condurre i lavori in un determinato cantiere, nel rispetto del Contratto di appalto.

Il DT cantiere, data la posizione apicale in cantiere, riveste la qualifica di Dirigente ai sensi del D.lgs. n.81/08, egli attua le direttive del datore di lavoro, organizza l’attività del cantiere in sicurezza ed in qualità, vigila (alta sorveglianza) sull’attività lavorativa, organizza la gestione e conduzione del cantiere, anche con l’ausilio di un proprio Ufficio, l’Ufficio della Direzione tecnica di cantiere, che può essere costituito da un Capo cantiere e da uno o più Preposti/capisquadra.

Il DTC si interfaccia con le altre figure presenti in cantiere, quali il DL Direttore dei lavori ed il CSE Coordinatore della sicurezza in esecuzione.

Il DTC dell’Impresa Affidataria, congiuntamente con il Datore di lavoro ovvero direttamente o ancora con l’ausilio dei componenti dell’Ufficio della DTC (capi cantiere e/o preposti):

1) verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento;

2) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96;

3) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al CSE;

4) durante l’esecuzione dell’opera osservano le misure generali di tutela di cui all’articolo 15;

5) curano, ciascuno per la parte di competenza,

a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità;

b) la scelta dell’ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione;

c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali;

d) la manutenzione, il controllo prima dell’entrata in servizio e il controllo periodico degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro, degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;

e) la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose;

f) l’adeguamento, in funzione dell’evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro;

g) la cooperazione e il coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;

h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all’interno o in prossimità del cantiere.

anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti:

6) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all’allegato XIII;

7) predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili;

8) curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;

9) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;

10) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori;

11) curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente.

Per lo svolgimento delle attività di cui al D.lgs. n.81/08 il DTC deve essere in possesso di adeguata formazione.

Il Responsabile Tecnico dell’Impresa

Ulteriore figura presente in una Ditta impiantistica, che può coincidere con quella del DT e del DTC, è quella del Responsabile Tecnico dell’Impresa ai sensi dell’’art. 3 comma 2 del DM n. 37/2008. L’esercizio delle attività impiantistiche è subordinato al possesso dei requisiti tecnico-professionali da parte del titolare, il quale, se sprovvisto, prepone all’esercizio delle attività un Responsabile Tecnico che abbia tali requisiti. Il RT supplisce al Titolare della Ditta impiantistica che è privo dei requisiti tecnico-professionali nell’esercizio dell’attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti e nella parte dell’attività di prevalente rilievo tecnico. Il RT deve avere un rapporto di immedesimazione con l’impresa, riferendosi alla necessità dell’esistenza, oggettiva e biunivoca, di un rapporto diretto con la struttura operativa dell’impresa. Il rapporto deve concretizzarsi in una forma di collaborazione che consenta al RT di operare in nome e per conto dell’Impresa, impegnandola con il proprio operato e con le proprie determinazioni, sia pure limitatamente agli aspetti tecnici dell’attività della stessa. La norma prevede che il RT svolga tale funzione per una sola impresa e la qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa. Per un rapporto alle dirette dipendenze si intende un rapporto di lavoro subordinato ovvero ogni altra forma di collaborazione tecnica continuativa con l’impresa. Non rientrano nel rapporto di collaborazione univoco le tipologie di rapporto contrattuale quali il contratto di collaborazione coordinata e continuativa, il contratto di collaborazione a progetto ovvero il lavoro intermittente.

Ing. Michele Di Pasquale

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