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C.I.L.A. : Con / Senza P.IVA – Progettista e Direttore Lavori Come Dipendente dell’Impresa che Esegue i Lavori

Buonasera,
sono un architetto iscritto all’albo ma non ancora in possesso di p.iva.
A breve avrò la possibilità di lavorare presso un’impresa edile e mi chiedevo se essendo lavoratore dipendente potrei redigere delle pratiche edilizie (come C.I.L.A e S.C.I.A) senza aprire partita iva, o è comunque necessario essere in possesso di p.iva?
Inoltre, nel caso in cui fosse possibile redigere pratiche edilizie da lavoratore dipendente, posso indicarmi come direttore dei lavori nei cantieri seguiti dall’impresa in questione, essendo questa esecutrice dei lavori?
GrazieGentile architetto,
per quanto attiene l’aspetto di natura giuridica del suo quesito, in merito all'apertura o meno della partita iva, ipotizzo che se la redazione delle pratiche edilizie per CILA, SCIA, o PC riguarderanno il lavoro che lei svolgerà all’interno dell’azienda probabilmente l’apertura della P.iva non è necessaria e comunque, per avere un quadro completo di tale situazione è opportuno esaminare il contratto di lavoro e vedere come lei è stato inquadrato e le varie condizioni.
In ordine, invece, alla possibilità di essere nominato Direttore dei lavori nei cantieri che seguirà l’impresa da cui lei dipenderà, è necessario esaminare il contratto che lei sottoscriverà con l’Azienda e quindi le correlate condizioni e clausole.
Di prassi le aziende utilizzano il personale interno se possiede le competenze specifiche e quindi non è escluso che lei possa essere nominato Direttore dei lavori, purché ciò non sia espressamente escluso nel contratto di lavoro. Le consiglio comunque di chiedere al rappresentante legale dell’azienda di inserire nel contratto tale previsione in modo da non determinare equivoci nel futuro.
Chiaramente lei non potrà assumere incarichi esterni se espressamente previsto dal contratto di lavoro.
Cordiali saluti.

Recesso dell’Incarico da Parte del Committente

Buongiorno, ho una seria problematica con una cliente. Ho presentato una Cila e ora la committenza adducendo problematiche inesistenti vuole recedere dal contratto impedendomi di verbalizzare lo stato dei luoghi in quanto in difformità al titolo. In pratica sono state apportate modifiche nella distribuzione interna. Vorrei un consiglio su come procedere.
Le difformità riguardano l'accesso al locale tecnico che in progetto avveniva dal locale soggiorno, nella realtà la committenza ha richiesto alla ditta che esegue i lavori di realizzare l'accesso dal locale cucina. Il vero contendere scaturisce dalla precisazione fatta sulle lavorazioni eseguite extra capitolato con la ditta.
A lavori praticamente finiti durante il sopralluogo del 24/12/2018 facendo notare la difformità e le implicazioni che questo comportava ne è scaturita una aggressione verbale da parte della committente e dei suoi accompagnatori.
Ho quantificato in maniera precisa tutte le lavorazioni e la committenza adducendo problematiche inesistenti mi ha sollevato dall'incarico.
Via mail ho invitato la committente ad un incontro per verbalizzare lo stato dei luoghi.
Tramite pec la committente in data 26/12/2018 mi ha sollevato dall'incarico intimandomi di non accedere nell'immobile di sua proprietà.
Tramite pec ho inoltrato preavviso di fattura e confermato la mia volontà di lasciare la conduzione del cantiere facendo presente di informare il futuro tecnico subentrante delle difformità in essere.
Da contratto il mio impegno prevedeva la progettazione, presentazione pratica CILA e direzione dei lavori.
Spero che sia abbastanza chiaro il tipo di trattamento.
Saluti

Gentile architetto,
la questione è delicata e meriterebbe un approfondimento di carattere documentale prendendo appuntamento presso l’ordine ; ad ogni modo se da parte sua, come pare, non vi sono inadempimenti rispetto all’incarico conferitole dal committente, allora Lei ha pieno diritto a pretendere il saldo delle sue spettanze e le sue doglianze mi sembrano ben formulate . A tal fine le consiglio comunque di inviare una relazione via pec nella quale descrive in modo dettagliato le attività svolte ( progettazione, direzione lavori, accessi eventuali presso il Municipio ) ivi comprese le varianti in corso d’opera od interventi aggiuntivi rispetto all’originario incarico, ad eccezione di quelli non conforme da lei citati.
In detta relazione è opportuno ribadire e contestare tale difformità e le correlate implicazioni ( possibile sanzione pecuniaria da parte del municipio ai sensi del Tued e della legge regionale 15/08 salvo diversa interpretazione e qualificazione dell’intervento) che chiaramente dovrà valutare anche il nuovo direttore dei lavori ai fini poi dei correlati adempimenti ( chiusura lavori ).
Può nuovamente invitare il committente a fare un sopralluogo congiunto anche alla presenza del nuovo DL ( occasione forse per trovare un accordo ) e comunque ha diritto a chiedere il saldo del suo compenso riservandosi di tutelare i suoi diritti ed interessi innanzi alle competenti sede.
Cordiali saluti
Avv. Livio Lavitola.

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